Nel panorama della sanità italiana, il Sud spesso raccontato attraverso carenze e ritardi mostra oggi un volto diverso. Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria si afferma come uno dei centri più avanzati nella cura dei tumori del sangue, diventando tra i primi ospedali in Italia ad attivare la nuova terapia CAR-T per il mieloma multiplo recidivante. Lo scorso 26 aprile è iniziata la preparazione dei linfociti del primo paziente trattato con cilta-cel (ciltacabtagene autoleucel), una delle più recenti terapie cellulari basate su CAR-T, considerate oggi una delle frontiere più promettenti dell’immunoterapia oncologica CAR-T. L’obiettivo è ambizioso: ottenere remissioni durature in una patologia fino a pochi anni fa ritenuta pressoché incurabile.
Un primato che parte da lontano
Il risultato non è isolato, ma si inserisce in un percorso di crescita consolidato. Il G.O.M., diretto dalla dottoressa Tiziana Frittelli, aveva già segnato un precedente importante nel 2020, quando è stato il primo ospedale pubblico del Sud Italia a somministrare una terapia CAR-T per un linfoma refrattario, trattando con successo una paziente proveniente dalla Campania dopo numerosi fallimenti terapeutici. Un traguardo che ha avuto anche un impatto sociale rilevante: ridurre i cosiddetti “viaggi della speranza”, permettendo ai pazienti di curarsi vicino alle proprie famiglie.
Un polo oncologico integrato
Alla base di questi risultati c’è la costruzione di un sistema clinico strutturato e multidisciplinare. Nel presidio ospedaliero “Morelli” è stato sviluppato un polo onco-ematologico che riunisce diverse competenze specialistiche e servizi avanzati, tra cui farmacia oncologica, laboratorio di citofluorimetria e processazione cellulare. Il percorso terapeutico dei pazienti è seguito da équipe integrate che coinvolgono ematologi, specialisti di laboratorio, servizio immunotrasfusionale e, quando necessario, reparti come terapia intensiva e neurologia. Un modello organizzativo che punta alla presa in carico completa del paziente complesso.
Una storia di trapianti lunga oltre 30 anni
Il Centro Trapianti di Midollo Osseo “Alberto Neri”, attivo dal 1992, rappresenta uno dei pilastri storici dell’ematologia reggina. Qui vengono eseguiti trapianti autologhi e allogenici, con quest’ultimo spesso decisivo nei casi di leucemie refrattarie. Il livello qualitativo delle attività è certificato e allineato agli standard internazionali, grazie a un sistema di accreditamenti e verifiche che coinvolge organismi nazionali ed europei del settore.
Un modello che ribalta gli stereotipi
L’esperienza del G.O.M. dimostra come la sanità pubblica nel Mezzogiorno possa esprimere eccellenze riconosciute a livello nazionale, grazie a investimenti in formazione, ricerca e infrastrutture, oltre che alla partecipazione a reti specialistiche come il GITMO, che coordina circa 90 centri italiani. Un risultato che non si misura solo in termini clinici, ma anche nella capacità di attrarre pazienti da altre regioni, invertendo il tradizionale flusso migratorio sanitario verso il Nord.
