La danza luminosa delle Eta Aquaridi è pronta a incantare i cieli terrestri, offrendo uno spettacolo astronomico che affonda le sue radici nella storia profonda del nostro Sistema Solare. Questo sciame meteorico, generato dai detriti lasciati dal passaggio millenario della celebre Cometa di Halley, raggiungerà il suo picco nella notte tra il 5 e il 6 maggio, trasformando l’oscurità in un palcoscenico per scintille cosmiche. Nonostante la Luna calante possa rappresentare un ostacolo alla visibilità dei frammenti più piccoli, l’attesa cresce tra gli appassionati di astronomia e i semplici curiosi che desiderano osservare un frammento di storia spaziale che solca l’atmosfera a velocità incredibili.
Un’eredità spaziale lunga 2mila anni
Le meteore che ammireremo nei prossimi giorni non sono semplici sassi spaziali, ma preziosi frammenti della Cometa di Halley. Ogni volta che questa iconica cometa completa la sua orbita di 76 anni attorno al Sole, rilascia una scia di polveri e gas. La Terra, nel suo moto di rivoluzione, attraversa questi flussi di detriti tra il 19 aprile e il 28 maggio. I primi avvistamenti della Cometa di Halley risalgono a oltre 2mila anni fa: da allora, ogni suo passaggio ha alimentato diversi sciami meteorici. Quando questi minuscoli detriti impattano contro lo scudo gassoso della Terra a una velocità impressionante di circa 64 km al secondo, la pressione e l’attrito atmosferico li incendiano, creando le spettacolari scie luminose che chiamiamo “stelle cadenti“.
I numeri del picco: cosa aspettarsi nel 2026
Quest’anno il momento di massima attività delle Eta Aquaridi si verificherà durante la notte tra il 5 e il 6 maggio, quando il nostro pianeta attraverserà la regione più densa della scia lasciata dalla Cometa di Halley. Le condizioni di visibilità varieranno a seconda della posizione geografica: nell’Emisfero Nord lo spettacolo sarà contenuto, con una media compresa tra 10 e 30 meteore ogni ora.
Quest’anno la sfida principale sarà rappresentata dalla Luna. Una Luna calante illuminata all’84% sorgerà intorno alla mezzanotte del 5 maggio, inondando il cielo di luce e rischiando di nascondere le meteore meno brillanti. Tuttavia, le Eta Aquaridi sono famose per la produzione occasionale di “bolidi“: meteore eccezionalmente luminose capaci di squarciare anche il velo di luce lunare.
Guida all’osservazione: dove puntare lo sguardo
Per identificare correttamente una meteora, bisogna guardare verso la costellazione dell’Acquario, che sorge sull’orizzonte orientale nelle prime ore del mattino. Il punto di origine, o radiante, si trova vicino alle stelle Zeta Aquarii e Sadachbia. Il momento ideale per l’osservazione è poco prima dell’alba del 6 maggio, quando il radiante sarà alla sua massima altezza nel cielo. Un consiglio pratico per godersi al meglio l’evento è individuare il radiante (magari aiutandosi con un’app per il monitoraggio stellare) e poi spostare lo sguardo di circa 40 gradi verso lo zenit, il punto proprio sopra la vostra testa. È in questa porzione di cielo che le scie luminose si mostrano in tutta la loro estensione e magnificenza, offrendo la prospettiva migliore.
