La terra è tornata a tremare nell’area napoletana. Un terremoto di lieve entità, classificato con magnitudo 2.0, è stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 04:30 di oggi, 29 maggio 2026. L’epicentro del movimento tellurico è stato localizzato sul Vesuvio, a una distanza di 5 km dai territori comunali di Ottaviano, Massa di Somma, Somma Vesuviana e San Sebastiano al Vesuvio. Il dato maggiormente significativo riguarda la profondità della scossa, stimata ad appena 0 km, estremamente superficiale.
L’origine dei terremoti nell’area vesuviana
I movimenti sismici in questo specifico settore della Campania rappresentano un fenomeno ampiamente noto e strettamente fisiologico, connesso alla natura intrinseca del complesso vulcanico. Pur trovandosi attualmente in una fase di prolungato riposo, il vulcano ospita un sistema idrotermale sotterraneo estremamente vitale e dinamico. Gli eventi sismici molto superficiali, proprio come la scossa odierna avvenuta a 0 km di profondità, vengono costantemente generati dalla circolazione di fluidi caldi, le cui temperature nel sottosuolo possono superare i 100°C. Gas e vapore acqueo risalgono attraverso il reticolo di fratture della roccia vulcanica esercitando pressione sulle pareti dei condotti. Questa spinta, unita al naturale processo di assestamento gravitazionale e di subsidenza che interessa l’intera area craterica, innesca micro-fratture nella crosta terrestre. Tali episodi vulcano-tettonici si manifestano attraverso scosse di magnitudo molto bassa e rientrano pienamente nella normale attività di degassamento di un sistema a condotto chiuso.
La sismicità storica del complesso vulcanico
L’evoluzione sismica del vulcano partenopeo è storicamente speculare alle sue dinamiche eruttive, alternando epoche di crisi a lunghi periodi di relativa tranquillità. A ridosso delle grandi eruzioni del passato, il territorio ha dovuto sopportare crisi sismiche di estrema violenza, come accadde nel 79 d.C. o durante il ciclo del 1631. Dalla sua ultima manifestazione eruttiva, verificatasi nel 1944, l’edificio vulcanico è sprofondato in una fase di quiescenza che perdura ancora oggi. Negli ultimi 80 anni, la sismicità ha assunto un carattere di fondo piuttosto stabile, contraddistinto da continui e modesti sciami sismici che si addensano lungo l’asse del cratere principale. In rare occasioni si sono registrati lievi incrementi di energia, con terremoti che solo in casi eccezionali hanno oltrepassato magnitudo 3.0.
