Stasera il picco delle Eta Aquaridi: come osservare le scie della Cometa di Halley

Nella notte tra il 5 e il 6 maggio la Terra attraversa i detriti spaziali più famosi, ma la Luna calante complicherà la visibilità per gli osservatori boreali

Stasera il cielo notturno ospita il “clou” dello sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Questo fenomeno, causato dal passaggio del nostro pianeta attraverso la scia di detriti lasciata dalla celebre Cometa di Halley, raggiungerà il suo massimo splendore proprio tra poche ore, nel cuore della notte tra il 5 e l’alba del 6 maggio. Sebbene queste meteore siano attive già dalla metà di aprile, è il momento cruciale per volgere lo sguardo verso l’alto e cercare di individuare le scie luminose che sfrecciano veloci nell’atmosfera terrestre. Nonostante alcune difficoltà oggettive legate alle condizioni di illuminazione naturale, l’evento rimane una delle occasioni migliori dell’anno per connettersi visivamente con i resti di uno dei corpi celesti più iconici della nostra cultura scientifica.

Il momento migliore per l’osservazione

Sebbene lo sciame delle Eta Aquaridi sia attivo dal 19 aprile al 28 maggio, il picco previsto per il 2026 si manifesta con maggiore intensità proprio tra oggi e domani. La finestra temporale ideale per il monitoraggio delle stelle cadenti è rappresentata dalle ore che precedono l’alba del 6 maggio. In questo lasso di tempo, il radiante dello sciame – ovvero il punto prospettico da cui sembrano scaturire le meteore – raggiunge la sua massima elevazione sopra l’orizzonte. La posizione geografica gioca un ruolo fondamentale nella qualità dell’esperienza. Chi osserva dai tropici dell’emisfero australe godrà delle condizioni migliori, con una frequenza che può toccare le 50 meteore all’ora in condizioni ideali. Per chi si trova nell’emisfero settentrionale, invece, le stime sono più contenute: normalmente ci si aspetterebbe una frequenza tra le 10 e le 30 scie ogni ora, ma quest’anno alcuni fattori ambientali ridurranno sensibilmente queste cifre.

L’ostacolo della Luna e i consigli pratici

L’insidia principale in questa occasione è rappresentata dalla Luna. Un disco lunare illuminato all’84% sorgerà all’orizzonte sudorientale poco dopo la mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio, inondando il cielo di una luce intensa che tenderà a nascondere le meteore meno brillanti. Questo fenomeno ridurrà probabilmente il numero di avvistamenti effettivi a meno di 10 all’ora. Per massimizzare le probabilità di successo, si consiglia di localizzare innanzitutto la costellazione dell’Acquario, visibile a sinistra della Luna calante circa 3 ore dopo la mezzanotte. Tuttavia, il trucco per un’osservazione ottimale consiste nel non fissare direttamente il radiante, bensì una porzione di cielo distante circa 40 gradi da esso (pari a circa 4 pugni chiusi tenuti alla distanza di un braccio teso). In questa zona, le Eta Aquaridi tendono a lasciare persistenti e spettacolari treni di luce incandescente, regalando l’emozione visiva più intensa.