Sub morti alle Maldive, ricerche interrotte per maltempo: rinviate a domani

Maldive, testimone: “il tempo era bello, adatto ad un'immersione. Non sappiamo cosa possa essere successo”

Riprenderanno domani, sabato 16 maggio, le ricerche dei corpi degli altri quattro sub morti in una grotta alle Maldive, a oltre 60 metri di profondità. Fonti della Farnesina riferiscono che le ricerche sono state interrotte per il maltempo. Le condizioni del mare sono tali che la barca da cui sono partiti non è riuscita a rientrare in porto a Malé. A bordo della Duke of York ci sono altri 20 connazionali che stanno bene. “Il tempo ieri al momento dell’immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima“, ha raccontato all’ANSA una delle persone a bordo della Safari boat Duke of York da cui si sono tuffati ieri i cinque italiani morti durante un’immersione alle grotte di Alimathà.

Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri – aggiunge – è presto per fare ipotesi. Bisogna ancora recuperare quattro corpi. Stiamo bene ma sotto shock”. L’immersione doveva durare meno di un’ora. Si sono tuffati alle 11 e quando intorno alle 12 non li abbiamo visti riemergere, abbiamo iniziato a cercarli con la barca”, ha dichiarato all’ANSA una delle persone a bordo della Safari boat Duke of York. “Eravamo a poche centinaia di metri da loro – aggiunge – la visibilità era ottima. Noi pensavamo stessero compensando. Dopo una rapida perlustrazione senza risultati, abbiamo immediatamente dato l’allarme all’Unità di crisi della Farnesina. I soccorsi sono stati tempestivi”.

Intanto è stato confermato che il primo corpo recuperato ieri è di Gianluca Benedetti. Prime notizie avevano indicato la biologa genovese Monica Montefalcone come prima vittima.

Le ipotesi sulla tragedia e i rischi dell’immersione

Le cause che hanno portato al decesso dell’intero gruppo restano ancora avvolte nel mistero. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti maldiviani e degli esperti vi sono il disorientamento, un improvviso attacco di panico, la narcosi da azoto e potenziali problematiche legate alle miscele respiratorie. La Società italiana di Medicina subacquea e iperbarica suggerisce l’eventualità di una miscela inadeguata o contaminata, oppure una condizione di “tossicità da ossigeno” (iperossia), che altera lo stato di coscienza impedendo la risalita. A questi elementi si sommano i ben noti rischi strutturali delle grotte di Vaavu, note per i tunnel angusti, la forte torbidità e le correnti variabili. Resta da chiarire se i subacquei abbiano utilizzato il “filo di Arianna” per orientarsi e se fossero accompagnati da un “master” locale, la cui presenza è prescritta dalle normative maldiviane per le immersioni tecniche di particolare complessità. Sui social network dell’arcipelago sono emerse anche accese polemiche in merito al rispetto dei limiti di profondità e alla gestione preventiva delle allerte meteo.