Un’improvvisa onda d’urto interplanetaria ha colpito il campo magnetico terrestre nel pomeriggio del 4 maggio, innescando una tempesta geomagnetica classe G2, “moderata”. L’impatto, avvenuto intorno alle 14:50 UTC, ha colto di sorpresa i centri di monitoraggio solare poiché non era stato previsto alcun evento di tale portata per l’inizio di questa settimana. La perturbazione sembra essere stata causata da un’espulsione di massa coronale (CME) “furtiva”, un fenomeno che si verifica quando il materiale solare viene rilasciato nello Spazio senza produrre segnali evidenti sulla superficie della stella. Mentre il nostro pianeta continua a navigare attraverso la scia magnetizzata lasciata da questo getto di plasma, gli specialisti prevedono che l’attività rimarrà instabile anche nelle prossime ore.
L’origine dell’impatto e l’incertezza scientifica
L’origine precisa dell’onda d’urto rimane avvolta da un margine di incertezza scientifica. La causa più probabile è una CME espulsa dal Sole verso la fine della scorsa settimana, passata inosservata ai telescopi spaziali a causa della sua bassa densità o della mancanza di brillamenti associati. Queste eruzioni silenziose sono particolarmente difficili da prevedere, poiché non lasciano le tipiche “firme” termiche o radiografiche che normalmente attivano gli allarmi dei sistemi di sorveglianza.
La classe G2 raggiunta ieri e prevista anche oggi dallo Space Weather Prediction Center della NOAA indica un disturbo moderato che può causare fluttuazioni nelle reti elettriche ad alta latitudine e influenzare leggermente il comportamento dei satelliti in orbita, oltre a regalare aurore boreali visibili a latitudini più basse rispetto alla norma.
Cosa aspettarsi per il 6 maggio
La Terra non ha ancora terminato il suo passaggio attraverso questa regione turbolenta dello Spazio interplanetario. Le attuali analisi suggeriscono che la coda dell’espulsione di massa coronale continuerà a interagire con la magnetosfera terrestre anche nella giornata di domani, 6 maggio. Per questa data, i modelli prevedono tempeste geomagnetiche classe G1, definite come minori.
