Terremoto alle Eolie: epicentro ad ovest di Alicudi | DATI e MAPPE

Una scossa di terremoto si è verificata a ovest delle Isole Eolie alle 19:34 di oggi, mercoledì 27 maggio, seguita due minuti dopo da un altro evento minore

Una scossa di terremoto si è verificata a ovest delle Isole Eolie alle 19:34 di oggi, mercoledì 27 maggio. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 3.8, con epicentro in mare, ad ovest dell’isola di Alicudi, alle Eolie. L’evento si è verificato ad una profondità di appena 10km, quindi è stato molto superficiale e questo ha favorito la propagazione delle onde sismiche in superficie. La scossa è stata seguita da un evento di magnitudo 3 due minuti dopo, alle 19:36, con epicentro nella stessa zona e profondità di 9km. Non sono noti danni a persone o cose. La scossa di terremoto odierna non rappresenta un episodio isolato. Il sisma si inserisce infatti in uno dei contesti geologici più complessi e dinamici dell’intero Mediterraneo: quello dell’arco eoliano e della subduzione calabro-tirrenica. Quando la terra trema in quest’area, il fenomeno è quasi sempre collegato ai grandi movimenti della crosta terrestre che da milioni di anni modellano il Tirreno meridionale. Sotto il mare, infatti, enormi blocchi di litosfera si comprimono, si piegano e si fratturano continuamente, liberando energia sotto forma di terremoti. È un meccanismo lento nella scala umana, ma potentissimo in quella geologica.

La geologia delle Eolie: un laboratorio naturale della Terra

Le Isole Eolie non sono soltanto un arcipelago vulcanico di straordinaria bellezza. Sono soprattutto il risultato visibile di processi profondissimi che avvengono sotto il fondale marino. Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano e Stromboli emergono infatti lungo una fascia geologica estremamente attiva, dove la placca africana scivola lentamente sotto quella euroasiatica.

Questo processo prende il nome di subduzione ed è il motore principale sia della sismicità sia del vulcanismo dell’area. Quando una placca sprofonda nel mantello terrestre, le rocce accumulano enormi tensioni che periodicamente vengono rilasciate attraverso terremoti. In alcuni casi, il magma risale verso la superficie alimentando i vulcani eoliani.

Proprio per questa ragione il Tirreno meridionale è costantemente monitorato dall’INGV, che considera l’area tra le più attive dal punto di vista sismico dell’Italia meridionale. La zona a ovest di Alicudi è particolarmente interessante perché ospita sistemi di faglie sottomarine capaci di produrre terremoti frequenti, generalmente moderati ma talvolta anche intensi.

Perché i terremoti delle Eolie vengono spesso avvertiti distintamente

Molti terremoti che avvengono nel Tirreno meridionale sono percepiti in maniera evidente anche quando la magnitudo non è elevatissima. Questo dipende da diversi fattori geologici. Il primo è la profondità. Una scossa superficiale, come quella odierna avvenuta a circa 10 chilometri, tende a propagare meglio le onde sismiche verso la superficie. Il secondo elemento riguarda la natura del fondale marino e delle rocce presenti sotto l’arcipelago. In alcune condizioni, le onde sismiche riescono a viaggiare con minore dispersione energetica, arrivando fino alle coste siciliane e calabresi con una percezione più marcata.

Non è raro che terremoti con epicentro vicino ad Alicudi vengano avvertiti persino a Palermo o lungo la Calabria tirrenica. È accaduto anche durante il recente sciame sismico del marzo 2026, quando decine di scosse interessarono il tratto di mare a ovest delle Eolie, con eventi fino a magnitudo 4.6 e 4.3 chiaramente percepiti dalla popolazione.

Lo sciame sismico del 2026 e i segnali di una zona in continuo movimento

Negli ultimi mesi il settore occidentale delle Eolie ha mostrato una vivace attività sismica. A marzo 2026 l’INGV ha registrato una sequenza composta da oltre quindici terremoti in poche ore, localizzati proprio tra Alicudi e il Tirreno meridionale. Le due scosse principali hanno raggiunto magnitudo 4.6 e 4.3.

Secondo i sismologi, queste sequenze rappresentano il comportamento normale di una crosta terrestre molto fratturata. Le faglie accumulano lentamente energia e la rilasciano attraverso piccoli o medi terremoti distribuiti nel tempo. Non esiste, allo stato attuale della scienza, un metodo per prevedere con precisione terremoti futuri, ma il monitoraggio continuo consente di comprendere meglio l’evoluzione dei fenomeni.

La stessa area aveva già mostrato segnali di attività anche nel 2021 e nel 2022, con scosse registrate tra Alicudi e il basso Tirreno, alcune delle quali molto profonde, oltre i 400 chilometri. Questo dettaglio è particolarmente importante perché conferma la presenza della placca in subduzione sotto il Tirreno meridionale.

I grandi terremoti storici dell’arcipelago eoliano

Sebbene oggi la maggior parte dei terremoti registrati alle Eolie abbia magnitudo moderata, la storia sismica dell’area racconta episodi molto più intensi. I cataloghi storici dell’INGV ricordano diversi terremoti superiori a magnitudo 5 che hanno colpito l’arcipelago e le aree circostanti. Tra gli eventi più significativi spicca il terremoto del 28 maggio 1980, che raggiunse magnitudo 5.7 e provocò danni importanti soprattutto ad Alicudi, dove l’intensità raggiunse il VI-VII grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg. Anche nel maggio del 1957 si verificarono due terremoti superiori a magnitudo 5 nell’area eoliana.

Questi eventi storici dimostrano come il sistema tettonico del Tirreno meridionale sia in grado di generare terremoti energeticamente molto più rilevanti rispetto a quelli che normalmente vengono registrati ogni settimana dai sismografi.

Il legame tra terremoti e vulcani nelle Eolie

Quando si parla di Eolie è inevitabile pensare ai vulcani. Stromboli e Vulcano rappresentano due dei sistemi vulcanici più studiati al mondo, e il loro comportamento è strettamente connesso alla dinamica sismica regionale. Non tutti i terremoti dell’area sono di origine vulcanica. La maggior parte deriva infatti dai movimenti tettonici profondi. Tuttavia, il sistema geologico che alimenta i vulcani è lo stesso che genera gran parte della sismicità regionale. Per questo motivo terremoti, emissioni fumaroliche, deformazioni del suolo e attività vulcanica vengono monitorati insieme.

L’intero arco eoliano è dunque un gigantesco laboratorio naturale dove la Terra mostra in tempo reale i processi che costruiscono montagne, aprono bacini marini e alimentano vulcani.