Un forte terremoto magnitudo 4.6 ha colpito nella notte (00:16 ora italiana) la zona di Teheran, gettando nel panico i residenti della vasta metropoli iraniana. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa locale Mehr, l’epicentro del sisma è stato localizzato nei pressi della città di Pardis, situata al confine tra le province di Teheran e Mazandaran. Anche l’Istituto geofisico statunitense (USGS) ha confermato l’evento, registrando una scossa di magnitudo 4.3 a circa un km a Nord di Damavand, a una profondità stimata di 10 km sotto la superficie terrestre. Nonostante l’intensità percepita distintamente dalla popolazione, le autorità locali e la Mezzaluna Rossa hanno riferito che al momento non si registrano vittime né danni strutturali significativi. L’evento principale è stato seguito da almeno 2 repliche magnitudo 4 e 3.4.
Perché si verificano terremoti nell’area di Teheran
Teheran è una megalopoli che ospita oltre 15 milioni di abitanti e la sua vulnerabilità è legata alla posizione geografica. L’epicentro si colloca in una zona nevralgica dell’altopiano iraniano. La città sorge infatti sopra diverse faglie sismiche attive e importanti che attraversano il sottosuolo urbano e periurbano. La dinamica tettonica dell’area è dettata dalla spinta della placca arabica contro quella euroasiatica, un processo di compressione costante che accumula energia lungo le fratture della crosta terrestre. Quando questa energia viene rilasciata improvvisamente, si generano i sismi che caratterizzano la regione. La profondità relativamente superficiale di questo evento spiega perché la scossa sia stata avvertita così chiaramente dalla popolazione nonostante la magnitudo non sia stata distruttiva.
La sismicità storica e i rischi per la capitale
L’Iran è storicamente uno dei paesi più attivi dal punto di vista sismico a livello mondiale e la regione di Teheran non fa eccezione. La capitale ha una lunga storia di eventi sismici significativi, un fattore che rende il monitoraggio costante una priorità assoluta per la sicurezza dei suoi 15 milioni di cittadini. Molte delle infrastrutture urbane sorgono in prossimità di faglie capaci di generare terremoti di intensità molto superiore a quello registrato nelle ultime ore.

