Terremoto Iran: serie di scosse riaccende il timore di un grande sisma a Teheran

Nove lievi tremori registrati nella notte a Est della capitale iraniana. Gli esperti si interrogano sui rischi per una metropoli da oltre 14 milioni di abitanti, situata su un complesso sistema di faglie attive

La terra è tornata a tremare in Iran, portando con sé l’ombra di una catastrofe tanto temuta quanto potenzialmente devastante per l’intera nazione mediorientale. Una sequenza ravvicinata di 9 lievi scosse di terremoto ha colpito l’area di Pardis, situata a Est di Teheran, nel corso di una sola notte. I sismografi hanno registrato l’evento tellurico più intenso con una magnitudo 4.6, localizzando l’epicentro in una zona tristemente nota per la sua intrinseca instabilità geologica, situata in prossimità della faglia di Mosha. Sebbene le autorità locali e i media di Stato non abbiano segnalato danni strutturali alle infrastrutture o vittime tra la popolazione, la ripetizione inusuale di questi fenomeni in un lasso di tempo così ristretto ha immediatamente fatto innalzare il livello di allerta. Il forte timore dei sismologi è che la pressione tettonica accumulata nel sottosuolo sotto la capitale possa, in un futuro non troppo lontano, improvvisamente sprigionarsi generando conseguenze incalcolabili.

L’enigma dell’energia sismica

I terremoti di lieve entità sono piuttosto frequenti in questa regione, tuttavia registrare una serie di 9 eventi consecutivi in un periodo di tempo così breve rappresenta una dinamica decisamente anomala. Il sismologo Mehdi Zare, citato dall’agenzia di stampa Mehr, ha evidenziato come la situazione attuale sia di difficile e complessa interpretazione. Gli scienziati si trovano infatti di fronte a un bivio: da una parte, questo sciame potrebbe aver favorito un rilascio graduale dell’energia sismica accumulata nel sottosuolo, riducendo di fatto il rischio di un evento più distruttivo nel breve termine; dall’altra, l’attività registrata potrebbe invece rivelarsi un inquietante segnale premonitore, un vero e proprio campanello d’allarme che anticipa una rottura ben più severa lungo il sistema di faglie che attraversa la zona di Teheran.

Una metropoli sovrappopolata ad alto rischio

L’eventualità di un forte terremoto preoccupa enormemente la comunità scientifica e istituzionale a causa delle enormi criticità strutturali della zona colpita. Teheran è una metropoli che ospita oltre 14 milioni di persone, sviluppatasi storicamente in prossimità di 3 grandi e pericolosi sistemi di faglie attive: Nord Teheran, Mosha e Rey. L’esperto Zare ha sottolineato che la vulnerabilità della città deriva da una combinazione letale di fattori, tra cui l’enorme concentrazione demografica, il denso sviluppo urbanistico e una generale limitata preparazione alle emergenze della popolazione. A causa di infrastrutture estremamente fragili e di un traffico perennemente congestionato, persino un sisma di modesta entità potrebbe paralizzare la capitale e ostacolare i soccorsi. L’Iran resta storicamente uno dei Paesi a maggiore rischio sismico al mondo, e nella memoria collettiva è ancora vivida la tragedia del terremoto di Bam del 2003, un disastro che spezzò la vita di oltre 30mila persone.