Una scossa di terremoto magnitudo ML 3.8 ha colpito la terraferma greca nella mattinata di oggi, domenica 17 maggio 2026. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato il sisma alle 08:18, localizzando l’epicentro nella regione dell’Epiro, a breve distanza dalla città di Giannina e dal confine con l’Albania. L’ipocentro è stato fissato ad una profondità superficiale di 10 km. L’evento odierno si inserisce in un quadro di attività sismica costante e, indicativamente, nella norma.
Il contesto geologico: l’interazione tra placche nell’Epiro
La Grecia si trova in una delle zone sismicamente più attive dell’intero continente europeo, posizionata lungo il complesso margine di convergenza tra la placca africana e la placca euroasiatica. In particolare, la regione dell’Epiro, situata nella parte nordoccidentale del Paese, rappresenta un’area di cruciale transizione geodinamica. In questo settore si compie il passaggio dal regime compressivo esterno, caratterizzato dalla subduzione ellenica nel Mar Ionio, a un regime estensionale e trascorrente più interno.
Le spinte tettoniche provocano un accorciamento e un sollevamento della crosta attraverso un fitto sistema di faglie inverse e sovrascorrimenti (thrust) orientati prevalentemente in direzione Nord-Nord/Ovest. La superficialità dell’ipocentro di questa mattina, stimata a 10 km, rappresenta una caratteristica tipica dei terremoti crostali dell’area. Quando le tensioni accumulate dalle placche si rilasciano nei primi strati della litosfera, l’energia si propaga rapidamente verso la superficie, amplificando la percezione del movimento del suolo anche in caso di magnitudo moderate.
Sismicità storica e precedenti recenti nell’area di Giannina
Dal punto di vista storico, l’Epiro e la zona circostante il bacino di Giannina possiedono una lunga memoria di eventi sismici distruttivi. Il catalogo storico della regione documenta forti terremoti legati all’attivazione delle principali strutture di faglia locali, come il sistema di Souli, capaci di generare eventi con magnitudo superiori a 6.0 in grado di rimodellare la morfologia del territorio. Anche in epoca contemporanea, la vulnerabilità sismica dell’area è emersa con chiarezza attraverso eventi significativi: a marzo 2020 un terremoto magnitudo Mw 5.7 nei pressi di Parga ha colpito duramente la provincia di Tesprozia, causando crolli, lesioni strutturali e l’evacuazione di diversi edifici storici. A marzo 2026 una forte scossa magnitudo 5.3 ha interessato l’area di Giannina e il confine albanese. L’evento odierno di magnitudo 3.8 conferma che le strutture crostali della Grecia nordoccidentale si trovano in uno stato di costante rilascio di energia.

