Nella notte, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato un evento sismico di magnitudo ML 3.5 nel distretto del Tirreno Meridionale. La scossa è avvenuta precisamente alle 01:02, con un epicentro localizzato in mare al largo di Paola e Cetraro, a circa 65 km a Ovest di Cosenza e 85 km a Nord/Ovest di Lamezia Terme. Nonostante la magnitudo , l’aspetto più rilevante di questo fenomeno risiede nella sua profondità ipocentrale, stimata intorno ai 309 km.
La geodinamica del Tirreno Meridionale e la subduzione
La zona del Tirreno Meridionale è caratterizzata da una complessità geologica unica nel panorama mediterraneo, dovuta principalmente al processo di subduzione della litosfera ionica sotto l’arco calabro. In questa regione, la placca africana si infiltra sotto quella eurasiatica, sprofondando nel mantello terrestre lungo un piano inclinato noto come piano di Benioff. Questo meccanismo genera terremoti a profondità molto elevate, spesso superiori ai 200 o 300 km, distinguendoli nettamente dai sismi crostali più superficiali che solitamente colpiscono l’Appennino. La presenza di questi eventi profondi testimonia una dinamica crostale ancora estremamente attiva, che modella costantemente il fondale marino e influenza l’assetto strutturale dell’intera Italia meridionale.
Sismicità storica e pericolosità del territorio
La Calabria è storicamente riconosciuta come una delle aree a più alta pericolosità sismica d’Europa, con una memoria documentata di eventi catastrofici che hanno segnato il territorio nel corso dei secoli. Tra le sequenze più devastanti si ricordano il terremoto della Calabria meridionale del 1783 e quello del 1905.

