Un massiccio asteroide mai visto prima sta sfrecciando verso la Terra alla velocità di 32mila km/h, preparandosi a un incontro insolitamente ravvicinato. Chiamato 2026 JH2, questo ospite inatteso è stato individuato dagli astronomi soltanto il 10 maggio scorso e a breve sfreccerà vicinissimo al nostro pianeta, a una distanza inferiore rispetto ad alcuni satelliti artificiali in orbita. Il corpo celeste ha un diametro stimato di circa 35 metri, una misura impressionante che lo rende grande quanto una balenottera azzurra, l’animale più imponente del nostro pianeta, ed è paragonabile al celebre meteorite che esplose su Chelyabinsk nel 2013. Fortunatamente, gli esperti della NASA hanno confermato che la traiettoria attuale esclude totalmente qualsiasi probabilità di impatto diretto con la superficie terrestre o con le nostre infrastrutture spaziali. Chi desidera osservare questo rarissimo e affascinante evento cosmico potrà farlo in totale sicurezza, anche senza possedere un equipaggiamento professionale, grazie alle iniziative di divulgazione astronomica sul web.
Un passaggio record tra i satelliti
Intorno alla mezzanotte (ora italiana) tra lunedì 18 maggio e martedì 19 maggio, 2026 JH2 sfreccerà a un’altitudine di circa 91mila km dalla superficie terrestre, pari a circa un quarto della distanza che ci separa dalla Luna. A questa altezza, il sasso spaziale viaggerà letteralmente sopra la maggior parte dei satelliti terrestri, risultando tuttavia più vicino a noi rispetto ad alcune specifiche sonde, come il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS). Gli scienziati rassicurano che nessun veicolo spaziale corre il rischio di essere colpito durante il transito.
Questo oggetto celeste, scoperto dagli astronomi del Mount Lemmon Observatory in Arizona (gli stessi che lo scorso anno hanno individuato la luminosissima Cometa Lemmon), impiega circa 3,7 anni per completare un’orbita ellittica attorno al Sole, spingendosi fino ai confini di Giove. Pur essendoci un lieve margine di incertezza sulla distanza esatta del passaggio a causa delle recenti e limitate osservazioni, il rischio di collisione con la Terra rimane assolutamente pari a zero.
Come osservare l’evento in diretta streaming
Nel momento di massimo avvicinamento, 2026 JH2 raggiungerà una luminosità di picco di magnitudine 11.5. Questo parametro lo rende visibile utilizzando un buon telescopio o un potente binocolo astronomico, consultando le coordinate esatte fornite da siti specializzati. Per chi non possiede l’attrezzatura adatta, la rete offre un’opportunità straordinaria e comodissima. Il Virtual Telescope Project, gestito dall’astrofisico Gianluca Masi, trasmetterà in diretta streaming il passaggio ravvicinato avvalendosi dei telescopi situati a Manciano.
Uno sguardo al futuro: i prossimi incontri celesti
Il passaggio di 2026 JH2 serve da preziosa anteprima per altri eventi astronomici di enorme rilevanza. Il prossimo colosso a sfiorarci sarà il temuto asteroide 99942 Apophis, ribattezzato “Dio del Caos”, che il 13 aprile 2029 passerà a circa 32mila km dalla Terra, risultando potenzialmente visibile a occhio nudo. A differenza di 2026 JH2, Apophis ha un diametro di ben 340 metri e potrebbe causare danni ingenti in caso di impatto. Attualmente le probabilità sono nulle, tuttavia gli scienziati manterranno un’osservazione costante, inviando una sonda spaziale per studiarlo da vicino proprio durante il flyby, allo scopo di assicurarsi che nessuna interazione con altri asteroidi ne modifichi la rotta.
Successivamente, nel 2032, sarà il turno dell’asteroide “city killer” 2024 YR4, che sfreccerà ad appena 21.200 km dalla Luna. In passato questo corpo celeste aveva destato molta preoccupazione, avendo fatto registrare basse ma reali probabilità di impatto sia con la Terra che con il nostro satellite: timori ormai completamente fugati dai calcoli più recenti.
