Immaginate una delle metropoli più frenetiche e caotiche del mondo, celebre per l’intenso inquinamento luminoso e per gli imponenti grattacieli che spesso oscurano l’orizzonte, trasformarsi improvvisamente nel palcoscenico di un evento astronomico di rara magnificenza. Due volte all’anno, i cittadini newyorkesi e i turisti provenienti da ogni angolo del globo si riversano lungo le strade principali di Manhattan per assistere a una vera magia visiva, in cui il sole calante si incastra alla perfezione tra i ripidi canyon di mattoni, vetro e acciaio. Questo fenomeno ipnotico e suggestivo, capace di fermare il traffico e catturare lo sguardo di migliaia di persone, unisce in modo impeccabile la precisione dell’ingegneria urbana al fascino immutabile dei cicli celesti. Proprio alla fine di questo mese di maggio, e successivamente a metà luglio, la città che non dorme mai si concederà una breve e spettacolare pausa per ammirare l’orizzonte.
L’enigma urbano e il piano del 1811
A differenza di siti antichi e misteriosi come Stonehenge in Inghilterra, dove il Sole del Solstizio d’Estate si allinea con colossali pietre neolitiche portando con sé secoli di misteri irrisolti, le origini del Manhattanhenge sono puramente pratiche e ben documentate. Tutto risale al “Commissioners’ Plan” del 1811, il progetto che delineò la famosa struttura a griglia rettilinea per le strade e i viali dell’isola. Questa scacchiera di asfalto, che si estende da nord di Houston Street fino a ridosso della 155ª strada, non punta esattamente al Nord geografico. Fu invece inclinata di circa 30 gradi verso Est per replicare l’angolazione naturale dell’isola di Manhattan. È proprio grazie a questa specifica anomalia ingegneristica che il momento magico dell’allineamento non coincide con il Solstizio di giugno, ma cade in date specifiche a fine maggio e inizio luglio, quando l’azimut del Sole al tramonto tocca i 300 gradi.
Quando e dove ammirare lo spettacolo nel 2026
Il termine Manhattanhenge è stato coniato e reso celebre circa 30 anni fa dal noto astrofisico Neil deGrasse Tyson, direttore dell’Hayden Planetarium di New York. Per il 2026 ci saranno ben 4 serate ideali per assistere al fenomeno. Il primo appuntamento è ormai imminente:
- 28 maggio (20:14 EDT): Andrà in scena il “mezzo sole”, con il disco solare tagliato esattamente a metà dalla linea dell’orizzonte.
- 29 maggio (20:13 EDT): Si potrà ammirare il “sole intero”, con l’intera sfera solare appoggiata sull’orizzonte della città.
Chi dovesse perdersi questa prima finestra primaverile, avrà una seconda possibilità in piena estate:
- 11 luglio (20:20 EDT): Allineamento del “sole intero”.
- 12 luglio (20:21 EDT): Effetto “mezzo sole”.
Per godere della vista migliore, gli esperti consigliano di posizionarsi lungo le ampie strade a doppio senso, che garantiscono una visuale sgombra verso Ovest-Nord/Ovest (in direzione del New Jersey). Le arterie ideali sono la 14ª, 23ª, 34ª, 42ª e 57ª strada. In particolare, la 34ª e la 42ª strada offrono scorci resi ancora più drammatici dalla sagoma dell’Empire State Building e del Chrysler Building. Il consiglio d’oro per assicurarsi un posto in prima fila tra la folla di fotografi e curiosi è arrivare sul posto almeno 30 minuti prima dell’evento.
Un’alba magica d’inverno?
Se il tramonto estivo è ormai un appuntamento fisso della cultura pop, forse non tutti sanno che esiste anche una versione mattutina del Manhattanhenge. Rivolgendo lo sguardo nella direzione opposta (verso Est-Sud/Est), è possibile vedere il sole nascente allinearsi perfettamente con la griglia urbana nelle settimane che circondano il Solstizio d’Inverno. Le opportunità si presenteranno il 9 e 10 dicembre, per poi ripetersi l’1 e 2 gennaio. Tuttavia, questa variante per mattinieri richiede dedizione: le temperature sfiorano spesso lo zero, il cielo terso è una scommessa e l’osservazione è più facilmente ostruita dai palazzi dei quartieri periferici come Brooklyn, Queens e Bronx. Per la maggior parte dei newyorkesi, i tiepidi tramonti estivi restano indiscutibilmente il modo migliore per celebrare questa insolita alleanza tra natura e cemento.
