A Strasburgo il primo Forum europeo dei difensori dell’ambiente: proteggere chi tutela la natura

La seconda giornata del Forum europeo degli Environmental Human Rights Defenders ha posto al centro il legame tra tutela ambientale, diritti umani, partecipazione civica e qualità democratica

Proteggere chi difende l’ambiente significa proteggere anche la democrazia, lo spazio civico e il diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che riguardano il futuro dei territori. È questo uno dei messaggi emersi con maggiore forza nella seconda giornata del primo Forum europeo degli Environmental Human Rights Defenders, in corso a Strasburgo e organizzato dal Consiglio d’Europa insieme all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, all’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali e ad altri organismi internazionali. Il Forum rappresenta un passaggio significativo nel dibattito europeo sulla protezione di attivisti, comunità locali, organizzazioni della società civile e difensori dei diritti impegnati nella tutela dell’ambiente. La seconda giornata dei lavori ha rafforzato l’idea che la democrazia ambientale non possa essere considerata un tema settoriale, ma una condizione essenziale per garantire trasparenza, partecipazione pubblica, accesso alle informazioni e protezione delle libertà fondamentali.

La seconda giornata del Forum europeo degli Environmental Human Rights Defenders

Dopo una prima giornata dedicata all’ascolto delle testimonianze e all’analisi delle minacce che colpiscono attivisti e organizzazioni della società civile, il Forum ha approfondito il legame sempre più stretto tra tutela ambientale, diritti umani, libertà fondamentali e qualità della vita democratica.

Il confronto ha messo in evidenza come le battaglie per la difesa della terra, dell’acqua, delle foreste, delle risorse naturali e della salute delle comunità siano sempre più spesso accompagnate da pressioni, intimidazioni e ostacoli alla partecipazione. In questo scenario, il ruolo degli Environmental Human Rights Defenders assume una dimensione politica e sociale centrale, perché riguarda non solo la protezione degli ecosistemi, ma anche la possibilità delle comunità di incidere sulle scelte che determinano il futuro dei territori.

Rafael Benítez apre i lavori: un appuntamento storico per costruire reti e collaborazioni

Ad aprire i lavori è stato Rafael Benítez, che ha sottolineato il valore storico di questo primo appuntamento europeo, nato per costruire relazioni, rafforzare reti di collaborazione e dare visibilità a una realtà spesso poco conosciuta.

Tra i partecipanti sono presenti numerosi difensori ambientali costretti a vivere lontano dai propri Paesi o a operare in contesti in cui l’impegno per la tutela dell’ambiente comporta rischi personali significativi. La loro presenza a Strasburgo ha dato concretezza a un tema che attraversa confini nazionali e istituzionali, mostrando come la protezione dei difensori dell’ambiente sia una priorità sempre più urgente anche nel contesto europeo.

Strasburgo capitale dei diritti umani e della democrazia ambientale

Il sindaco di Strasburgo ha espresso l’orgoglio della città nell’ospitare il Forum, ricordando il ruolo simbolico della capitale alsaziana nella difesa dei diritti umani e della democrazia, grazie alla presenza delle istituzioni del Consiglio d’Europa.

Nel suo intervento ha evidenziato come la protezione dell’ambiente entri spesso in conflitto con interessi economici e politici consolidati, ringraziando gli Environmental Human Rights Defenders per il loro impegno a tutela delle risorse naturali, dei territori e delle comunità più vulnerabili.

La scelta di Strasburgo come sede del primo Forum europeo conferma il valore politico e istituzionale dell’iniziativa. La città, punto di riferimento europeo per la difesa dei diritti fondamentali, diventa così anche luogo di confronto sulla necessità di proteggere chi denuncia danni ambientali, contesta progetti industriali o estrattivi e chiede maggiore trasparenza nelle decisioni pubbliche.

Michel Forst richiama l’attenzione sulle minacce contro gli attivisti ambientali

Particolarmente significativo l’intervento di Michel Forst, Relatore Speciale per i difensori dell’ambiente nell’ambito della Convenzione di Aarhus, che ha richiamato l’attenzione sulle crescenti pressioni subite dagli attivisti ambientali.

Criminalizzazione, campagne diffamatorie, cause strategiche contro la partecipazione pubblica, sorveglianza, intimidazioni e violenze fisiche continuano a rappresentare una realtà concreta per molti difensori dell’ambiente, anche all’interno dell’Europa.

Il tema delle cause strategiche contro la partecipazione pubblica, delle campagne di delegittimazione e delle forme di intimidazione assume una rilevanza particolare nel quadro della democrazia ambientale. Quando chi difende il territorio viene ostacolato o messo a tacere, a essere colpita non è soltanto la singola persona o organizzazione, ma l’intero sistema di partecipazione pubblica e controllo democratico.

Bjørn Berge: ambiente, paesaggio e risorse naturali sono parte dell’identità europea

Nel corso dei lavori è intervenuto anche Bjørn Berge, Deputy Secretary General del Consiglio d’Europa, che ha ricordato come il rapporto con la terra, il paesaggio e le risorse naturali rappresenti una componente essenziale dell’identità culturale europea.

Per questo motivo, la protezione dell’ambiente e la tutela dello spazio civico devono essere considerate elementi fondamentali per la tenuta democratica delle società europee. L’intervento ha collegato la difesa dell’ambiente alla salvaguardia del patrimonio culturale, sociale e democratico dell’Europa, sottolineando come la qualità della democrazia passi anche dalla possibilità per cittadini, associazioni e comunità locali di partecipare alle scelte sui territori.

Spazi civici sotto pressione in Europa: libertà di espressione, stampa e protesta sempre più vulnerabili

Tra i temi più discussi durante il Forum vi è la progressiva riduzione degli spazi di partecipazione civica in diversi Paesi europei. Libertà di espressione, libertà di stampa e diritto alla protesta vengono sempre più spesso limitati o ostacolati attraverso normative restrittive, campagne di disinformazione online e forme di intimidazione che colpiscono cittadini, giornalisti e attivisti impegnati nella difesa dell’ambiente.

Il restringimento dello spazio civico è emerso come uno dei nodi principali del confronto. La possibilità di manifestare, informare, denunciare e partecipare ai processi decisionali rappresenta infatti una condizione essenziale per una transizione ecologica efficace e giusta. Senza accesso alle informazioni e senza reale partecipazione pubblica, le politiche ambientali rischiano di essere percepite come decisioni calate dall’alto, con conseguenze dirette sulla fiducia nelle istituzioni democratiche.

La testimonianza del popolo Sami in Svezia e la difesa delle terre ancestrali

Tra le testimonianze condivise anche quella del popolo Sami in Svezia, impegnato nella difesa delle proprie terre ancestrali e delle attività tradizionali minacciate dall’espansione di progetti estrattivi e industriali.

La vicenda conferma come la tutela ambientale non riguardi soltanto gli ecosistemi, ma anche identità culturali, diritti collettivi, salute e giustizia sociale. Le terre ancestrali, le attività tradizionali e il rapporto con il territorio rappresentano elementi centrali per la sopravvivenza culturale delle comunità indigene e locali. Quando questi spazi vengono minacciati da progetti industriali o estrattivi, la questione ambientale diventa anche una questione di diritti umani e di giustizia sociale.

Nuova alleanza internazionale per la protezione dei difensori dell’ambiente e dei diritti umani

Nel corso del Forum è stata inoltre annunciata l’imminente presentazione di una nuova alleanza internazionale dedicata alla protezione dei difensori dell’ambiente e dei diritti umani, con l’obiettivo di rafforzarne il riconoscimento, la partecipazione ai processi decisionali e la sicurezza a livello globale.

L’annuncio si inserisce in un contesto segnato dalla necessità di strumenti più efficaci per garantire protezione concreta agli Environmental Human Rights Defenders. Il riconoscimento del loro ruolo, la partecipazione ai processi decisionali e la sicurezza personale sono elementi considerati indispensabili per contrastare criminalizzazione, intimidazioni e violenze.

La costruzione di alleanze internazionali appare quindi come una risposta necessaria a una crisi che non riguarda soltanto singoli Paesi o specifiche comunità, ma l’intero sistema di tutela dei diritti ambientali e della partecipazione democratica.

Plastic Free Onlus a Strasburgo: la democrazia ambientale al centro dell’agenda europea

Per Plastic Free Onlus, presente a Strasburgo, questo appuntamento rappresenta un momento fondamentale di confronto e crescita, ma anche un passaggio necessario per portare il tema della democrazia ambientale al centro dell’agenda pubblica europea.

La presenza dell’organizzazione al Forum europeo degli Environmental Human Rights Defenders conferma l’importanza di rafforzare le reti tra società civile, istituzioni e organismi internazionali. In un momento storico in cui la tutela dell’ambiente si intreccia sempre più con la difesa dei diritti fondamentali, il confronto di Strasburgo offre una piattaforma per costruire strumenti comuni e promuovere un riconoscimento più forte del ruolo degli attivisti ambientali.

Silvia Pettinicchio: “non siamo di fronte soltanto a una crisi ambientale: siamo di fronte a una crisi democratica”

“Quando oltre 2.250 persone vengono uccise in poco più di dieci anni per aver difeso la terra, l’acqua, le foreste e i diritti delle comunità locali, non siamo di fronte soltanto a una crisi ambientale: siamo di fronte a una crisi democratica – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – Le Nazioni Unite ci ricordano che nel solo 2024 almeno 146 difensori dell’ambiente sono stati uccisi o risultano scomparsi, mentre migliaia di altri subiscono intimidazioni, arresti, procedimenti giudiziari e campagne di delegittimazione. Questi dati ci mostrano che, in molte parti del mondo e talvolta anche in Europa, chi difende l’ambiente viene ostacolato proprio perché esercita diritti fondamentali: informare, denunciare, partecipare al dibattito pubblico e chiedere trasparenza nelle decisioni che riguardano i territori – prosegue Pettinicchio – È qui che entra in gioco il concetto di democrazia ambientale, emerso con forza durante questo Forum. Non può esistere una transizione ecologica realmente efficace se cittadini, associazioni e comunità locali non hanno accesso alle informazioni, non possono partecipare ai processi decisionali o vengono messi a tacere quando chiedono tutela per l’ambiente e per la salute delle persone. Difendere gli Environmental Human Rights Defenders significa quindi difendere la qualità della nostra democrazia – conclude Pettinicchio – Per questo servono alleanze internazionali, strumenti di protezione concreti e un riconoscimento politico più forte del ruolo fondamentale che questi attivisti svolgono ogni giorno per il bene comune”.

La dichiarazione di Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus, riassume uno dei punti centrali emersi a Strasburgo: la difesa dell’ambiente non può essere separata dalla difesa della democrazia. I dati richiamati nel corso del Forum mostrano la gravità delle minacce che colpiscono chi tutela terra, acqua, foreste e diritti delle comunità locali, evidenziando la necessità di risposte coordinate a livello internazionale.

Strategie di protezione e cooperazione internazionale per i diritti ambientali

Il Forum prosegue con sessioni dedicate alle strategie di protezione dei difensori ambientali, al rafforzamento della cooperazione internazionale e alla costruzione di strumenti comuni per garantire una maggiore tutela dei diritti ambientali e dello spazio civico in Europa.

L’obiettivo è consolidare un percorso condiviso tra istituzioni, organismi internazionali, società civile e comunità direttamente coinvolte, affinché la protezione degli Environmental Human Rights Defenders diventi parte integrante delle politiche europee sui diritti umani, sull’ambiente e sulla democrazia.

La seconda giornata del Forum europeo di Strasburgo conferma così la centralità di una questione sempre più urgente: senza protezione per chi difende l’ambiente, si indeboliscono la partecipazione pubblica, la trasparenza delle decisioni e la qualità democratica delle società. La tutela ambientale, la giustizia sociale, i diritti umani e la democrazia ambientale emergono come dimensioni inseparabili di una stessa sfida europea e globale.