Ancora troppe auto nelle città italiane ma scende l’inquinamento: il rapporto MobilitAria 2026

Quale divario tra l’attuale situazione delle nostre città metropolitane e gli obiettivi di mobilità sostenibile al 2030? Dati, politiche e soluzioni per città sostenibili nel 9° Rapporto MobilitAria 2026

Il cammino delle città italiane verso la decarbonizzazione e la sostenibilità urbana si trova a un bivio cruciale. L’edizione 2026 del Rapporto “MobilitAria” offre una fotografia nitida e rigorosa dello stato della qualità dell’aria e delle politiche di mobilità nelle 14 principali aree urbane del Paese nel corso del 2025. Il Rapporto analizza nel dettaglio l’efficacia delle misure messe in campo, con un focus imprescindibile sul Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria 2025-2027, strumento chiave per superare le procedure di infrazione europee che gravano sull’Italia.

I dati del 2025 restituiscono uno scenario a due velocità. Da un lato, si registra un incoraggiante miglioramento dei livelli annuali di biossido di azoto (NO2) e PM10, segno che le prime risposte strutturali iniziano a produrre effetti. Dall’altro, restano critici i superamenti giornalieri delle polveri sottili e la distanza dai rigorosi limiti UE al 2030 rimane netta per quasi tutti i centri urbani analizzati. A frenare la transizione concorre un modello di mobilità ancora fortemente dipendente dall’auto privata, che conferma l’Italia ai vertici europei per tasso di motorizzazione, specialmente nel Mezzogiorno e nelle Isole. Persistono inoltre marcati divari territoriali: se alcune realtà del Centro-Nord accelerano verso modelli avanzati di mobilità attiva ed elettrica, molte città del Sud soffrono una carenza cronica di alternative di trasporto pubblico, che di fatto vincola i cittadini all’uso del mezzo proprio.

Anche quest’anno il Rapporto ‘MobilitAria 2026’, realizzato dal gruppo di lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club e dal Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr – Dsstta), offre un approfondimento sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità urbana nelle 14 grandi città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) nel periodo 2025.

L’obiettivo del Rapporto è misurare il divario delle città italiane rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e mobilità sostenibile, fornendo dati comparativi, analisi e proposte operative, con un focus sul ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ 2025-2027 che prevede le misure per assicurare il rispetto degli attuali limiti normativi e dei nuovi target europei al 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma, in aula Marconi, presso la sede centrale del CNR.

MobilitAria si articola in tre parti

Nella prima parte vengono analizzati i dati sull’inquinamento atmosferico e i suoi effetti sulla salute, arricchiti da contributi di esperti su temi chiave come la mobilità delle donne, il Green Deal, il Piano Sociale per il Clima, le ‘Città 30’, la sicurezza stradale e la promozione della mobilità attiva. La seconda sezione si concentra sulle proposte di Kyoto Club e del CNR per migliorare la qualità dell’aria e rendere la mobilità più sostenibile, delineando possibili strade di intervento per il futuro. Quando si parla di mobilità sostenibile in città si devono guardare le differenze interne perché, come dimostrano i Rapporti ZTL – Zone a Transizione Limitata – la transizione non procede alla stessa velocità ovunque, con un divario anche nell’offerta di trasporto pubblico come emerge da Mind the Gap di Clean Cities.

La terza sezione, infine, raccoglie una grande quantità di dati sulla mobilità urbana delle 14 principali città italiane, organizzati in schede consultabili anche tramite QR code, che rimandano all’Osservatorio di Kyoto Club e Clean Cities.

I dati del rapporto

Nel 2025, l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con valori particolarmente elevati nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, mentre persistono ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle reti ciclabili e della mobilità elettrica. Restano inoltre forti divari territoriali: alcune città del Centro-Nord mostrano modelli più sostenibili, mentre nel Sud la carenza di alternative rafforza la dipendenza dall’automobile.

Sul fronte della qualità dell’aria nel 2025 migliorano i livelli annuali di NO2 (biossido di azoto) e PM10, ma persistono criticità legate ai superamenti giornalieri di quest’ultimo. Tutti gli inquinanti considerati nel rapporto ‘Mobilitaria 2026’, (NO2, PM10, PM2,5) sono ancora oltre gli standard OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e i futuri limiti UE 2030 per quasi tutte le città interessate.

I dati mostrano un miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane rispetto ai limiti attuali, ma molto distanti rispetto ai nuovi standard europei e alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di PM10 e biossido di azoto”, dichiara Francesco Petracchini, direttore Cnr-Dsstta. “È un piano che mette a sistema interventi su mobilità, energia, agricoltura e riscaldamento: il punto decisivo è garantirne un’attuazione efficace e coordinata, al fine di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria entro i limiti previsti”.

La sfida

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare i miglioramenti registrati in risultati strutturali e duraturi, accelerando gli investimenti in trasporto pubblico, ciclabilità e mobilità elettrica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030. Secondo Kyoto Club e Cnr-Dsstta, le città devono essere messe nelle condizioni di svolgere un ruolo più incisivo nella gestione di traffico, sicurezza stradale e qualità dell’aria. Il Rapporto evidenzia la necessità di invertire la lunga fase di stagnazione del trasporto pubblico locale, attraverso un aumento del Fondo Nazionale Trasporti. Tra le priorità indicate figurano la drastica riduzione dell’uso dell’auto privata, il potenziamento del trasporto pubblico e delle reti ferroviarie, il quadruplicamento delle piste ciclabili e la diffusione delle “Città 30”, con una riorganizzazione degli spazi urbani che metta al centro la mobilità attiva (pedonale e ciclabile). Le proposte comprendono inoltre l’estensione delle ZTL e delle aree a basse emissioni, l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato, lo sviluppo della logistica urbana sostenibile e misure per contrastare la cosiddetta “povertà dei trasporti”.

Mobilitaria 2026 racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione, per promuovere la mobilità sostenibile con il potenziamento del trasporto pubblico, la crescita della mobilità attiva, la riduzione di mortalità ed incidentalità, le innovazioni tecnologiche e di servizio, la multimodalità, l’elettrificazione dei veicoli e servizi. Ma devono essere sostenute in questo sforzo complesso con risorse adeguate, regole snelle, semplificazioni procedurali, investimenti costanti: è quello che chiediamo a Governo e Parlamento, di predisporre misure e risorse adeguate, rimettendo la mobilità urbana al centro dell’agenda nazionale”, conclude Anna Donati, coordinatrice del Gruppo di Lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club.