Attacco russo a Chernobyl, danni significativi a un deposito di scorie nucleari: Aiea monitora i livelli di radiazione

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica segnala gravi danni all’impianto vicino alla centrale, ma precisa che i livelli di radiazione restano entro i limiti stabiliti

Un attacco russo ha colpito un deposito di scorie nucleari a Chernobyl, vicino alla centrale, provocando danni significativi alla struttura. La notizia è stata resa nota dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’Aiea, attraverso una nota condivisa su X, dopo essere stata informata della situazione dall’Ucraina. Secondo quanto riferito dall’Agenzia, l’episodio ha interessato un impianto che si trova in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista della sicurezza nucleare, per la presenza di materiale nucleare custodito nelle immediate vicinanze dell’edificio colpito. Nonostante i danni riportati dalla struttura, l’Aiea ha precisato che “i livelli di radiazione presso l’impianto rimangono entro i limiti stabiliti”.

L’impianto colpito vicino alla centrale di Chernobyl

L’attacco ha riguardato un edificio situato presso il sito di Chernobyl, area simbolo della sicurezza nucleare internazionale e ancora oggi sottoposta a particolare attenzione da parte degli organismi di controllo. L’Aiea ha spiegato di essere stata informata dall’Ucraina dell’accaduto e ha diffuso una prima ricostruzione dei danni subiti dall’impianto.

L’Agenzia ha scritto che il raid ha causato “danni significativi all’edificio di ricezione del combustibile dell’impianto, compresi la facciata, le finestre e le porte, e anche gli edifici vicini sono stati colpiti dall’onda d’urto”. La descrizione fornita evidenzia dunque un impatto rilevante sulle strutture fisiche dell’area interessata, con conseguenze non limitate al solo edificio direttamente colpito.

Livelli di radiazione entro i limiti stabiliti

L’elemento centrale della valutazione diffusa dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica riguarda i livelli di radiazione registrati presso l’impianto. Pur in presenza di danni significativi, l’Aiea ha chiarito che “i livelli di radiazione presso l’impianto rimangono entro i limiti stabiliti”.

La precisazione assume particolare rilievo in un contesto in cui qualsiasi incidente nell’area di Chernobyl richiama immediatamente l’attenzione internazionale sui rischi legati alla sicurezza nucleare. Al momento, sulla base delle informazioni comunicate, non risultano indicazioni di superamento dei limiti radiologici stabiliti presso l’impianto interessato.

Ispezione dell’Aiea sul sito di Chernobyl

Dopo la segnalazione ricevuta dall’Ucraina e la diffusione della nota su X, l’Aiea ha annunciato che il proprio team già presente sul sito di Chernobyl effettuerà una visita presso l’impianto. L’obiettivo sarà quello di verificare direttamente l’entità dell’impatto causato dall’attacco.

L’Agenzia Onu ha infatti annunciato che “il team dell’Aiea presente sul sito di Chernobyl visiterà presto l’impianto per ispezionare l’impatto”. La missione di controllo servirà a valutare in modo più approfondito le conseguenze del raid sulla struttura e sugli edifici vicini colpiti dall’onda d’urto.

Grossi: attacco profondamente preoccupante

Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto a Chernobyl. La sua valutazione si concentra in particolare sulla natura dell’impianto colpito e sulla presenza di grandi quantità di materiale nucleare nelle vicinanze.

Grossi ha affermato che il raid russo su Chernobyl “è profondamente preoccupante in quanto si è verificato in una struttura contenente grandi quantità di materiale nucleare, custodito a pochi metri dall’edificio attaccato”. La dichiarazione sottolinea la gravità dell’episodio non solo per i danni materiali provocati, ma anche per il contesto in cui l’attacco è avvenuto.

Sicurezza nucleare in conflitto militare

L’attacco al sito di Chernobyl riporta al centro il tema della sicurezza nucleare durante un conflitto militare. Secondo il direttore generale dell’Aiea, episodi di questo tipo rappresentano una violazione dei principi essenziali che devono garantire la protezione degli impianti nucleari anche in condizioni di guerra.

Grossi ha ribadito che “gli attacchi ai siti nucleari sono assolutamente inaccettabili e in diretta violazione dei principi chiave della sicurezza nucleare, in particolare dei 7 pilastri indispensabili per la sicurezza nucleare in caso di conflitto militare”.

Il riferimento ai 7 pilastri della sicurezza nucleare evidenzia la posizione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sulla necessità di preservare l’integrità dei siti nucleari e delle infrastrutture collegate, soprattutto in aree esposte ad attività militari.