Dopo l’esplosione del razzo New Glenn al Launch Complex 36 (LC‑36), il CEO di Blue Origin Dave Limp ha condiviso aggiornamenti sullo stato della piattaforma e dell’impianto di integrazione, confermando che le operazioni potrebbero riprendere entro la fine dell’anno. Limp ha dichiarato: “alcuni aggiornamenti sull’LC-36. Ora che abbiamo avuto accesso alla piattaforma di lancio e all’impianto di integrazione, possiamo condividere qualche buona notizia”. I sopralluoghi hanno evidenziato che il deposito di propellente, l’ossigeno, l’idrogeno liquido e i serbatoi di GNL sono tutti in buone condizioni.
Questa è una fortuna, perché si tratta di componenti con tempi di consegna molto lunghi. Anche la torre dell’acqua è stata risparmiata dai danni: “anche la torre dell’acqua è in buone condizioni”. La grande torre di supporto, pur essendo danneggiata, può essere riparata in loco anziché demolita e sostituita, semplificando il ritorno operativo del sito.
Stato dei veicoli nell’impianto di integrazione
Il booster soprannominato “Never Tell Me The Odds” e i tre stadi GS‑2 presenti nell’impianto di integrazione sono anch’essi in buone condizioni. Limp ha commentato che, sebbene siano circolate ipotesi di passaggio diretto alla configurazione 9×4, “non lo faremo”, confermando la prosecuzione del piano attuale di produzione.
La produzione in serie della configurazione 7×2 procede regolarmente: “la produzione in serie della configurazione 7×2 sta procedendo bene e continueremo a questo ritmo come previsto, immagazzinando gli stadi per l’utilizzo”. Parallelamente, la compagnia aveva già pianificato di sostituire il tradizionale transporter-erector con una soluzione verticale alternativa, e l’incidente ha accelerato questo passaggio: “quindi non abbiamo bisogno di un nuovo transporter-erector”.
Ripresa delle attività e nuovi lanci
Per quanto riguarda i tempi di ripresa, Limp ha chiarito: “voleremo di nuovo entro la fine di quest’anno”, confermando che le operazioni di riparazione e preparazione dei veicoli proseguono secondo i piani. Questo segna un passo decisivo verso il ritorno del razzo New Glenn sul pad LC‑36, mantenendo gli obiettivi di Blue Origin di gestire un lanciatore pesante competitivo nel settore dei voli spaziali.
