Caldo in Calabria, Coldiretti: “bene le misure del Cdm per tutelare i lavoratori agricoli”

Con 32mila addetti impegnati nei campi regionali per la raccolta estiva, la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività rappresenta una risposta concreta per proteggere la salute degli operatori agricoli senza compromettere le produzioni

Con le alte temperature che stanno interessando anche la Calabria, diventa centrale la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività agricole, quando lo stop alle operazioni si rende necessario per tutelare la salute dei lavoratori. Nelle campagne calabresi sono impegnati 32mila lavoratori agricoli, di cui il 25% stranieri, nelle attività di raccolta estiva di frutta, ortaggi e cereali. In questo contesto, l’accesso in deroga alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per il caldo estremo viene indicato da Coldiretti Calabria come una risposta concreta alle richieste avanzate per salvaguardare gli addetti e garantire, al tempo stesso, la tenuta delle produzioni.

Il decreto Infrastrutture e le misure approvate dal Consiglio dei Ministri

La posizione di Coldiretti Calabria arriva in riferimento all’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto Infrastrutture, che introduce misure considerate importanti per la tutela del lavoro agricolo nelle condizioni climatiche estreme. L’organizzazione agricola sottolinea come il provvedimento accolga una precisa proposta avanzata al Ministero del Lavoro, finalizzata a proteggere gli operatori agricoli dai rischi legati alle alte temperature. L’ondata di calore sta interessando in modo significativo anche il territorio regionale, colpendo duramente le aree rurali e interne della Calabria. “Con le temperature record è fondamentale la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per tutelare la salute dei lavoratori”.

Raccolta estiva in Calabria: 32mila lavoratori nei campi

Tra fine giugno e settembre, anche in Calabria entra nel vivo la stagione della raccolta agricola, con produzioni strategiche per l’economia regionale e per la filiera alimentare. In particolare, sono coinvolti comparti come ortofrutta e cereali, che richiedono continuità operativa e tempestività nelle lavorazioni. Si tratta di attività che non possono essere interrotte a lungo senza conseguenze sulla qualità e sulla disponibilità dei prodotti. Un blocco prolungato rischierebbe infatti di compromettere le produzioni, con effetti negativi sulle aziende agricole calabresi e sull’intera filiera agroalimentare. Per questo, secondo Coldiretti Calabria, è essenziale trovare un equilibrio tra la tutela della salute dei lavoratori e la continuità produttiva, soprattutto in una fase cruciale dell’annata agraria.

Caldo estremo e sicurezza nei campi: le indicazioni alle aziende

In concomitanza con le ordinanze regionali, Coldiretti ha già fornito indicazioni operative alle aziende agricole per affrontare le giornate segnate dalle alte temperature. Tra le misure indicate rientrano la disponibilità di adeguate scorte di acqua, la predisposizione di aree ombreggiate per le pause e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Particolare attenzione viene riservata a cappelli, abbigliamento leggero e traspirante, ma anche all’organizzazione dei turni di lavoro. La sospensione o la rimodulazione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata viene indicata come una delle azioni più importanti per ridurre i rischi legati al caldo nei campi. Le fasce più fresche del mattino e della sera diventano quindi prioritarie per lo svolgimento delle attività agricole più impegnative. Dove necessario, il lavoro può essere organizzato anche nelle ore notturne, sempre con l’obiettivo di tutelare la salute degli addetti.

Produzioni agricole da salvaguardare senza mettere a rischio i lavoratori

La stagione della raccolta estiva in Calabria rappresenta un momento determinante per molte imprese agricole. Frutta, ortaggi e cereali sono produzioni strategiche che richiedono interventi tempestivi e una gestione attenta delle lavorazioni. La possibilità di sospendere o rimodulare le attività in presenza di temperature estreme, accedendo alla cassa integrazione, consente di affrontare l’emergenza climatica senza scaricare interamente il peso sulle aziende e sui lavoratori. La misura viene quindi letta come uno strumento utile per conciliare la sicurezza sul lavoro con la necessità di garantire continuità alla produzione agricola regionale. In una fase in cui il caldo record condiziona pesantemente l’organizzazione dei campi, la tutela degli addetti diventa un elemento centrale anche per la stabilità dell’intero sistema produttivo.

Costi aziendali in aumento per irrigazione ed energia

Il caldo record non incide soltanto sulle condizioni di lavoro nei campi, ma pesa anche sui costi sostenuti dalle imprese agricole. L’aumento del fabbisogno di irrigazione, aggravato dai rincari energetici, mette ulteriormente sotto pressione le aziende agricole calabresi. La necessità di garantire acqua alle colture durante l’ondata di calore comporta maggiori spese e una gestione più complessa delle risorse, in un contesto già segnato dalle difficoltà legate ai costi dell’energia. Per le imprese del territorio, la combinazione tra temperature elevate, aumento dell’irrigazione e rincari rappresenta un ulteriore fattore di criticità. La misura sulla cassa integrazione per il caldo si inserisce quindi in un quadro più ampio, in cui la priorità resta proteggere i lavoratori agricoli, salvaguardare le produzioni e sostenere la tenuta economica delle aziende impegnate nella stagione della raccolta.