L’ondata di caldo che sta colpendo l’Europa centro-meridionale non risparmia la Germania, dove i meteorologi del servizio meteo nazionale hanno lanciato l’allarme per temperature che raggiungeranno i +40°C nel corso di questa settimana. Il Deutscher Wetterdienst ha confermato che il picco dell’intensità termica è atteso per venerdì, con una forte concentrazione del fenomeno nelle regioni occidentali e sudoccidentali del territorio tedesco. Si tratta di valori del tutto insoliti per l’inizio dell’estate astronomica, scattata il 21 giugno con il Solstizio. Diversi Länder si trovano già in una condizione di emergenza e i record registrati a metà giugno, quando la colonnina di mercurio ha toccato quota +38°C nel Sud/Ovest, rischiano di essere polverizzati nelle prossime ore a causa di un blocco atmosferico persistente.
Le regioni colpite e l’allarme che si estende verso Berlino
L’allerta meteo investe in modo diretto ampie porzioni del Paese. Tra i territori più esposti figurano la Renania Settentrionale-Vestfalia, l’Assia, la Renania-Palatinato, il Baden-Württemberg, la Baviera, la Turingia e il Saarland. In queste zone le autorità hanno attivato specifici piani di monitoraggio, anche se in alcuni casi le misure e gli avvisi rimangono limitati a singole aree regionali. La situazione è destinata a evolvere e a estendersi ulteriormente con il passare dei giorni. Nel fine settimana, infatti, la massa di aria bollente si sposterà progressivamente verso Est, investendo in pieno la capitale Berlino, dove per le giornate di sabato e domenica si attendono picchi termici straordinari fino a +40°C.
Che cos’è la configurazione Omega che blocca l’aria calda
Alla base di questa eccezionale fase meteorologica si trova una precisa configurazione atmosferica stabile definita dagli esperti tedeschi “Omega-Wetterlage“. Questo fenomeno si caratterizza per la presenza di un potente blocco di alta pressione che agisce come una vera e propria cupola di calore, capace di intrappolare le masse d’aria calda sopra l’intera Europa centrale e di impedire il normale ricambio. Il Deutscher Wetterdienst evidenzia come questa struttura sia in grado di prolungare la durata delle alte temperature per molti giorni consecutivi, aumentando lo stress ambientale. Una dinamica simile si era manifestata nel 2003, anno in cui si registrò un’estesa e pesante fase di stress termico.
