La Groenlandia sta vivendo un’anomalia termica eccezionale per il mese di giugno, con temperature che in diverse località della costa sud-occidentale hanno superato i +20°C, arrivando in alcuni casi a stabilire nuovi record mensili. Un segnale chiaro di una stagione che, ancora una volta, si sta discostando in modo netto dalla norma climatica. I dati provvisori confermano valori sorprendenti: a Kangerlussuaq (Sondre Strømfjord) si sono raggiunti circa +23°C, livelli da ‘hot spot’ ma estremamente insoliti per metà giugno, quando le massime tipiche lungo le coste raramente superano gli 8-10°C. Anche Maniitsoq ha oltrepassato la soglia dei +20°C che richiamano alcuni degli episodi più estremi mai osservati, come quello storico del giugno 1973.
Ancora più significativo il dato di Qaqortoq (Julianehåb), dove i +20°C rappresentano un nuovo record mensile, mentre Sisimiut e Nuuk si sono spinte rispettivamente fino a +19,6°C e +19,4°C. Proprio Nuuk arriva da un inverno straordinario, culminato con il gennaio più caldo mai registrato: una media mensile di circa +0,1°C, ben +7,8°C sopra le statistiche climatiche riferite al trentennio 1991–2020. Nel complesso, gran parte della Groenlandia occidentale dovrebbe trovarsi a giugno su valori di pochi gradi sopra lo zero o al massimo intorno agli 8°C nelle ore diurne. Temperature persistenti tra +18 e +23°C rappresentano quindi un’anomalia enorme, nell’ordine dei 10/15°C sopra media.
Questo episodio non è isolato, ma si inserisce in un pattern piuttosto lungo che accompagna la Groenlandia da mesi. Alla base troviamo configurazioni sinottiche favorevoli, come la presenza di un robusto promontorio anticiclonico sull’Atlantico settentrionale che convoglia aria più calda verso la costa sud-occidentale. Le conseguenze non riguardano solo le temperature. Valori così elevati a inizio estate possono accelerare la fusione del manto nevoso, ridurre l’albedo superficiale e innescare effetti a catena sulla criosfera locale. Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che la stessa area ha appena attraversato un inverno insolitamente mite e povero di neve, al punto da compromettere anche la stagione sciistica a Nuuk.

