Ciak, si gira: il Rubin Observatory inizia le “riprese” del più grande film cosmico mai realizzato

Parte ufficialmente la campagna osservativa decennale che cambierà il modo di esplorare l’Universo. L’Italia è protagonista attraverso il programma Rubin-LSST coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica

Il Vera C. Rubin Observatory avvia ufficialmente il Legacy Survey of Space and Time (LSST), la campagna osservativa decennale destinata a rivoluzionare lo studio dell’Universo dinamico. Per i prossimi dieci anni il telescopio osserverà il cielo australe con una capacità di acquisizione senza precedenti, costruendo il più grande archivio in movimento del cosmo mai realizzato. Il nuovo avvio segue le principali fasi preparatorie del progetto, tra cui la diffusione delle prime immagini scientifiche (“First Look”) e la produzione dei primi alert in tempo reale (“First Alerts”), che hanno segnato l’ingresso dell’osservatorio nella fase di validazione scientifica.

L’Italia è protagonista di questa impresa attraverso il programma Rubin-LSST coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che coinvolge oltre 250 ricercatrici e ricercatori e garantisce alla comunità scientifica nazionale l’accesso ai dati della survey grazie al contributo italiano al progetto internazionale.

Situato sul Cerro Pachón, in Cile, il Vera C. Rubin Observatory osserverà ripetutamente l’intero cielo australe nell’arco di pochi giorni grazie a una combinazione unica di ampia copertura, rapidità di acquisizione e sensibilità. Il cuore dell’osservatorio è una fotocamera da 3200 megapixel, la più grande fotocamera digitale mai costruita, capace di acquisire una nuova immagine dettagliata circa ogni 40 secondi. Ogni notte saranno raccolti fino a 10 terabyte di dati e generati milioni di segnalazioni automatiche di variazioni nel cielo, rendendo possibile una risposta quasi immediata della comunità scientifica internazionale agli eventi astronomici variabili e transienti.

La partecipazione italiana

La partecipazione italiana al programma internazionale Rubin-LSST, coordinata dall’INAF, consente alla comunità nazionale di contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura scientifica e di accedere pienamente ai dati della survey. Essa si basa su un programma di contributi in-kind che prevede attività scientifiche e tecnologiche a supporto del progetto. Dal 2017 la comunità italiana è impegnata nella preparazione scientifica e organizzativa necessaria a sfruttare appieno le opportunità offerte da questa nuova infrastruttura.

Quando ho iniziato a lavorare in questa importante collaborazione internazionale, circa dieci anni fa, da giovane ricercatrice precaria, aspettavo con grande entusiasmo il momento in cui sarebbe iniziata la survey”, commenta Sara (Rosaria) Bonito, che rappresenta l’INAF nel Board of Directors della LSST Discovery Alliance del Vera C. Rubin Observatory ed è co-chair della Transients and Variable Stars Science Collaboration (TVSSC). “In questi ultimi mesi abbiamo vissuto diverse tappe significative, dalla diffusione delle prime immagini ‘First Look’ avvenuta a giugno 2025 ai ‘First Alerts’ dello scorso febbraio, fino all’emozionante visita al Vera C. Rubin Observatory in Cile lo scorso aprile, a cui sono stata invitata in rappresentanza dell’INAF nella LSST Discovery Alliance. Tutto questo ha portato all’avvio ufficiale della campagna osservativa, che consentirà nuove scoperte rappresentando una vera rivoluzione nel modo di indagare il cosmo. Guardando indietro, posso dire che è stato un investimento estremamente significativo, che consiglierei a chi oggi sta iniziando o sta valutando una carriera in astrofisica”.

La campagna di osservazione

Nel corso dei prossimi dieci anni, Rubin tornerà a osservare ciascuna regione del cielo circa ottocento volte, costruendo un archivio senza precedenti. Alcune aree selezionate, i cosiddetti Deep Drilling Fields, saranno osservate fino a circa 20 mila volte. Il database finale raccoglierà miliardi di oggetti astronomici e migliaia di miliardi di misurazioni osservative effettuate nel corso della survey, offrendo una visione senza precedenti dell’evoluzione dinamica dell’Universo. Inoltre, questi dati permetteranno di affrontare alcune delle grandi domande della cosmologia contemporanea: la natura dell’energia oscura e della materia oscura, l’evoluzione delle galassie, i fenomeni transienti e variabili e l’esplorazione del Sistema solare.

Le prime fasi di ottimizzazione hanno già mostrato il potenziale straordinario dell’osservatorio: in appena un mese e mezzo sono stati identificati oltre 11.000 nuovi asteroidi, tra cui 33 oggetti vicini alla Terra e 380 oggetti transnettuniani. “Finalmente possiamo attingere a una miniera d’oro di dati che avrà ripercussioni senza precedenti in tutti i campi dell’astrofisica, dall’Universo vicino a quello lontano”, dice Claudia M. Raiteri, Program Manager del programma di partecipazione italiana a Rubin-LSST. “La comunità italiana potrà beneficiare dell’accesso a questi dati grazie a un programma di contributi in-kind finanziato da INAF, che coinvolge decine di ricercatrici e ricercatori dell’INAF e di varie università”.

Un momento storico

Come responsabile della partecipazione italiana a Rubin-LSST, vivo con grande emozione l’avvio ufficiale delle osservazioni scientifiche”, dichiara Massimo Brescia, Program Lead della componente italiana del programma Rubin-LSST e membro dell’Audit & Finance Committee della LSST Discovery Alliance. “Un momento storico in cui l’Italia contribuisce in prima linea a scrivere un nuovo capitolo nella comprensione dell’Universo ed entra a pieno titolo nell’era della big astronomy”.

Con l’inizio ufficiale di LSST si apre una finestra inedita sull’Universo dinamico. Le osservazioni che iniziano oggi accompagneranno la ricerca astronomica del prossimo decennio e metteranno a disposizione della comunità scientifica strumenti e dati in grado di generare nuove scoperte e domande sul cosmo.