Sono stati 42 gli eventi meteo estremi che hanno sferzato la riviera dell’Emilia Romagna tra il 2010 e il 2026, causando danni in 14 comuni. È quanto emerge dal bilancio di Goletta Verde e Legambiente, i cui dati regionali sono state presentati in anteprima oggi a Cesenatico. È quest’ultimo il comune più colpito in regione, con 11 episodi dovuti soprattutto alle forti mareggiate, posizionandosi al 14° posto a livello nazionale. A preoccupare gli ambientalisti è in particolare il fenomeno dell’erosione costiera. In base agli ultimi rilevamenti Ispra, tra il 2006 e il 2020 il 32% del litorale romagnolo è arretrato. Le cause sono sia naturali che antropiche, come il consumo del suolo. Massima allerta anche in merito al fragile ecosistema delle Valli di Comacchio, dove l’innalzamento del mare e il fenomeno della subsidenza stavo favorendo l’ingresso di acqua salata nell’entroterra.
“È fondamentale rispondere con politiche di mitigazione e adattamento – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde e responsabile energia di Legambiente – In particolare, auspichiamo che sia attuato al più presto il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici“. “Per un Paese come l’Italia è fondamentale – aggiunge Francesco Occhipinti, direttore Legambiente Emilia Romagna – definire un quadro di interventi che riguardino i litorali, perché parlare di mare e coste significa parlare anche di settori produttivi di vitale importanza, come il turismo e la pesca”.
I dati completi del dossier saranno presentati domani.
