Clima, accumuli di neve in flessione sui ghiacciai valdostani lo scorso inverno: i dati dal Timorion

Sul Ghiacciaio del Timorion, l’accumulo nevoso misurato è significativamente più basso rispetto all'anno passato e i dati raccolti a maggio per l'inverno 2025-2026 evidenziano una marcata flessione

La prima fase del monitoraggio dei ghiacciai valdostani destinata alla misura degli apporti nevosi nell’inverno appena trascorso si è conclusa con le misure di accumulo effettuate domenica 17 maggio sul Ghiacciaio del Timorion (Valsavarenche) e venerdì 22 maggio sul Ghiacciaio del Rutor (La Thuile). Sul Ghiacciaio del Timorion, secondo il report di Arpa Valle d’Aosta, l’accumulo nevoso misurato è significativamente più basso rispetto all’anno passato e i dati raccolti a maggio per l’inverno 2025-2026 evidenziano una marcata flessione, con valori che scendono sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo (2001-2026). Le misure effettuate mostrano spessori di neve compresi tra 230 e 400cm nelle zone più elevate e caratterizzate dalla presenza di accumuli da vento (circa 3.400 metri) e tra 130 e 230cm nelle aree più basse (intorno ai 3.250 metri).

L’analisi di tre profili stratigrafici, rappresentativi delle condizioni medie della densità del manto nevoso alle varie quote indica una densità media del manto pari a 365kg/m³, corrispondente ad un accumulo medio specifico sul ghiacciaio di 751mm di equivalente in acqua (SWE), valore inferiore alla media della serie storica iniziata nel 2001.

Il Ghiacciaio del Rutor

Per il Ghiacciaio del Rutor, l’accumulo nevoso presenta valori al di sopra della media del periodo di riferimento ventennale (2005-2026), ma inferiore rispetto alle ultime tre stagioni invernali. Il bilancio complessivo verrà completato al termine dell’estate: le successive misurazioni quantificheranno la fusione della neve e del ghiaccio perenne, consentendo così di calcolare l’effettiva variazione della massa glaciale nel corso dell’anno.