La stagione nivologica 2025-2026 sulle montagne lombarde si sta distinguendo per un marcato deficit di neve e acqua immagazzinata nel manto nevoso. Le analisi ufficiali diffuse da Arpa Lombardia, attraverso il Centro Regionale Neve e Valanghe con sede a Bormio, confermano un quadro critico: lo Snow Water Equivalent (SWE), ovvero l’equivalente in acqua della neve, risulta nettamente inferiore alla media del decennio 2015-2025, con anomalie negative comprese tra -30% e -60%. A questo scenario si aggiunge il dato sui ghiacciai lombardi, dove le riserve nivali risultano inferiori del 39% rispetto alla media storica di riferimento, segnalando possibili ripercussioni sulla disponibilità idrica estiva.
Una stagione povera di neve e con pochi eventi significativi
Secondo le rilevazioni, le precipitazioni nevose si sono concentrate in pochi episodi isolati (15-16 novembre, 27-28 gennaio, 15-20 febbraio, 14-15 marzo), intervallati da lunghi periodi secchi. Anche la primavera ha contribuito poco al bilancio complessivo, mentre temperature spesso superiori alla media hanno accelerato la fusione del manto nevoso a tutte le quote. Il quadro è stato sintetizzato da Tommaso Porro, nivologo del Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia, che ha dichiarato: “Tutta la stagione nivologica – spiega Porro – è stata caratterizzata da uno scarso innevamento, a tutte le quote. L’analisi dei dati raccolti conferma che i quantitativi di acqua immagazzinata nel manto nevoso sono complessivamente risultati inferiori alla media storica. Questo è visibile sia dalle misure ricavate dalle stazioni meteorologiche, sia dai rilievi manuali effettuati alle quote più elevate, sui ghiacciai alpini”.
Manto nevoso instabile e meno efficiente nel trattenere acqua
Oltre alla scarsità di neve, anche la qualità del manto nevoso ha influito sul bilancio idrico. Le basse temperature tra fine dicembre e inizio gennaio hanno favorito processi di metamorfismo costruttivo, con formazione di cristalli sfaccettati e brina di profondità, poco coesi e con struttura granulosa. Ciò ha comportato una minore densità media della neve e, di conseguenza, una riduzione della capacità di immagazzinamento idrico (SWE).
Ghiacciai lombardi: misure fino a 3.645 metri
La campagna di misura dello SWE si è conclusa nell’ultima decade di maggio, realizzata in collaborazione tra Arpa Lombardia ed ENEL Green Power Italia. I rilievi sono stati effettuati tra i 2.877 metri della Vedretta di Savoretta e i 3.645 metri del Ghiacciaio di Fellaria Orientale, con 55 carotaggi e numerose misure dell’altezza del manto nevoso su diversi apparati glaciali delle Alpi lombarde (Adamello, Cevedale-San Matteo, Ortles-Cristallo, Sobretta-Gavia e Bernina).
Gli spessori del manto variano tra 0,7 e 3,7 metri, con una densità media pari a 451 kg/m³. I valori più elevati di accumulo si registrano sul Fellaria Orientale e sul Pisgana, mentre su altri ghiacciai si osservano valori tra 6 e 10 metri di neve cumulata. La differenza percentuale sulla media storica decennale di riferimento (2016-2025) è pari a -39%.
Un bilancio regionale negativo e implicazioni future
Nel complesso, la stagione nivologica 2025-2026 mostra un deficit diffuso e persistente su scala regionale. La risorsa idrica immagazzinata nella neve è risultata costantemente inferiore alla media, con anomalie comprese tra -30% e -60%. Questo squilibrio, unito alla precoce fusione del manto nevoso, solleva preoccupazioni sulla disponibilità idrica estiva, soprattutto in un contesto climatico caratterizzato da temperature in aumento e maggiore variabilità delle precipitazioni.
Come viene misurato lo SWE
Lo Snow Water Equivalent viene stimato da Arpa Lombardia attraverso un sistema integrato che combina: stazioni meteorologiche automatiche; modellazione del manto nevoso; sonda a raggi cosmici per misure continue e non invasive; campagne dirette sui ghiacciai in collaborazione con ENEL Green Power Italia. Questo approccio consente di ottenere una stima precisa dell’acqua effettivamente immagazzinata nella neve, parametro chiave per la gestione delle risorse idriche alpine.
