Clima, il riscaldamento del Pacifico segnala il ritorno di El Niño: la conferma dai satelliti europei | VIDEO

I satelliti europei confermano il risveglio di El Niño sul Pacifico: netto aumento delle temperature superficiali dell'oceano nei primi giorni di giugno
Il riscaldamento del Pacifico, registrato dai satelliti, segnala il ritorno di El Niño

Dopo l’Agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani (NOAA), anche i satelliti europei del programma Copernicus confermano il progressivo risveglio del fenomeno El Niño nell’Oceano Pacifico. Le misurazioni satellitari mostrano un netto aumento delle temperature superficiali del mare nel Pacifico tropicale negli ultimi mesi: il segnale più chiaro del ritorno di El Niño. Questo potente fenomeno climatico, insieme alla sua controparte La Niña, può intensificare notevolmente gli eventi meteorologici a livello globale, amplificando fenomeni estremi come ondate di calore, siccità, piogge torrenziali, inondazioni e deviazioni delle traiettorie delle tempeste invernali.

Cos’è El Niño

Il sistema accoppiato oceano-atmosfera di El Niño e La Niña, noto collettivamente come El Niño Southern Oscillation, è responsabile di significative variazioni di temperatura e precipitazioni a livello globale. El Niño si verifica ogni pochi anni quando gli alisei si indeboliscono, consentendo alle calde acque superficiali dell’Oceano Pacifico occidentale di spostarsi verso est. Questo cambiamento nella temperatura oceanica rimodella i pattern dei venti e la circolazione atmosferica, innescando una serie di effetti a cascata che possono influenzare il clima in tutto il mondo. Un evento El Niño spesso inizia in modo subdolo, con lo sviluppo di acque superficiali insolitamente calde nell’Oceano Pacifico tropicale – condizioni che stiamo osservando proprio ora.

La conferma dai satelliti Copernicus

L’animazione in alto evidenzia i primi segnali di questo evento in via di sviluppo, mostrando le anomalie della temperatura superficiale del mare dall’1 al 7 giugno 2026 rispetto alla media del periodo 1991-2020 per lo stesso periodo.

Craig Donlon dell’ESA ha spiegato: “utilizziamo le anomalie – la differenza tra le condizioni attuali e la media a lungo termine – perché El Niño spesso inizia come un lieve cambiamento rispetto a ciò che è considerato normale, e questi cambiamenti iniziali sono più facili da individuare rispetto a un pattern di riferimento. Sebbene le differenze di temperatura possano sembrare piccole, l’oceano immagazzina e scambia enormi quantità di calore, quindi anche un leggero riscaldamento può indicare cambiamenti molto significativi nel flusso di energia tra l’oceano e l’atmosfera”.

Gli effetti di El Niño

Questo calore in eccesso può intensificare le correnti ascensionali e le precipitazioni sul Pacifico tropicale e alterare la circolazione atmosferica ben oltre i Tropici. In alcuni casi, questi cambiamenti possono generare onde atmosferiche su larga scala che si propagano verso latitudini più elevate e verso l’alto nella stratosfera. In determinate condizioni, questo fenomeno può aumentare la probabilità di un indebolimento del vortice polare o di una perturbazione della circolazione atmosferica invernale europea.

Se si verifica una tale perturbazione, i suoi effetti possono talvolta propagarsi verso il basso nell’atmosfera nelle settimane successive, influenzando la corrente a getto e la probabilità di persistenza di condizioni meteorologiche avverse in alcune zone dell’Atlantico settentrionale e dell’Europa. Ciò non significa che El Niño causi direttamente inverni freddi in Europa, ma può influenzare la probabilità di determinate condizioni invernali, soprattutto se combinato con altri fattori come l’oscillazione quasi biennale, che a sua volta influenza la facilità con cui il vortice polare viene perturbato.

Il monitoraggio

Gli scienziati monitorano queste condizioni in evoluzione utilizzando satelliti, palloni sonda e modelli computerizzati. Nessuna singola osservazione può determinare con precisione come si svilupperà l’inverno, ma la combinazione di queste fonti aiuta i previsori a valutare se l’atmosfera sta diventando più soggetta a cambiamenti di circolazione su larga scala.

El Niño è una fase dell’El Niño-Southern Oscillation. A volte, in seguito, le condizioni meteorologiche tendono a evolversi verso La Niña, ma non sempre, e la tempistica e l’intensità di questa transizione variano da evento a evento.

Le misurazioni della temperatura superficiale del mare effettuate da missioni satellitari come Copernicus Sentinel-3 sono fondamentali per monitorare i cambiamenti della temperatura della superficie marina. Il suo radiometro per la temperatura superficiale del mare e della terraferma misura quotidianamente la temperatura globale della superficie marina e terrestre con una precisione superiore a 0,3K, fornendo dati cruciali per il monitoraggio dell’evoluzione delle condizioni oceaniche.

Con il riscaldamento dell’acqua di mare, aumenta anche la sua espansione, contribuendo alle variazioni del livello del mare. Anche in questo caso, le misurazioni di Copernicus Sentinel-3, tramite il suo altimetro radar ad apertura sintetica, forniscono informazioni chiave. Il terzo satellite di Copernicus Sentinel-3, Sentinel-3C, è previsto per il lancio in autunno per garantire la continuità di questo tipo di dati.

Si prevede che l’influenza di El Niño di quest’anno sulle anomalie del livello del mare nel Pacifico diventerà più evidente nei prossimi mesi grazie all’altimetria satellitare. La missione Copernicus Sentinel-6 (la missione di riferimento per l’altimetria satellitare), integrata da due altimetri a bordo degli attuali satelliti Sentinel-3, fornisce all’Europa informazioni uniche sul livello del mare e sulle sue anomalie.

Le misurazioni satellitari effettuate dallo strumento interferometrico a infrarossi per il sondaggio atmosferico (IRS) a bordo dei satelliti meteorologici MetOp e del satellite MetOp-Second-Generation-A1, lanciato di recente, sono utili per studiare l’oscillazione quasi biennale.

In definitiva, gli scienziati sottolineano che la forza del moderno monitoraggio climatico risiede nella combinazione delle osservazioni satellitari con modelli che integrano molteplici fonti di dati, consentendo una comprensione più completa dell’evoluzione del sistema El Niño Southern Oscillation.

CREDIT VIDEO: ESA (data sources: CMEMS/ESA SST CCI)