L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, da osservazioni di campagna svolte da personale INGV, “continua l’attività effusiva alimentata da una bocca posta a 3030 metri s.l.m.” sull’Etna; “attualmente il fronte più avanzato si attesta ad una quota stimata tra 2750 e 2700 metri s.l.m.. Dall’ultimo comunicato di aggiornamento del 27 giugno, non si osserva attività esplosiva al Cratere Voragine. Nelle ultime 48 ore l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta stabile, su valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare”, riporta una nota dell’INGV-OE.
“L’attività infrasonica si attesta attualmente su un livello medio, sia in termini di numero di eventi sia di energia, con sorgenti localizzate al Cratere di Nord-Est. Non si rilevano variazioni significative nelle serie temporali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo”, conclude la nota.
