Cornacchia di Pordenone, il TAR sospende l’abbattimento: accolto il ricorso cautelare di LNDC Animal Protection

Il Tribunale Amministrativo del Friuli Venezia Giulia ha fermato l’uccisione dell’animale ritenuto responsabile di comportamenti difensivi verso alcuni passanti durante la nidificazione

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha accolto il ricorso cautelare presentato da LNDC Animal Protection contro l’ordinanza del Comune di Pordenone che autorizzava l’abbattimento della cornacchia ritenuta responsabile di comportamenti difensivi nei confronti di alcuni passanti durante il periodo di nidificazione. Con decreto presidenziale emesso in data 8 giugno 2026, il Tribunale Amministrativo ha sospeso l’efficacia dei provvedimenti impugnati nelle parti che autorizzavano l’uccisione dell’animale. Al centro della decisione vi è il riconoscimento della sussistenza di un danno “grave e palesemente irrimediabile” nel caso in cui si fosse proceduto con l’abbattimento.

La decisione rappresenta un passaggio rilevante nella vicenda della cornacchia di Pordenone, perché blocca l’estrema misura prevista dall’ordinanza comunale e apre alla necessità di approfondire soluzioni alternative, non cruente, per gestire il comportamento dell’animale.

Il decreto presidenziale: stop all’uccisione e richiesta di un’istruttoria tecnica più completa

Nel provvedimento, il TAR ha evidenziato come non appaia sufficientemente convincente la motivazione secondo cui sarebbe impossibile neutralizzare il comportamento aggressivo della cornacchia senza ricorrere all’estrema misura dell’abbattimento.

Il Tribunale ha sottolineato la necessità di una istruttoria tecnica più completa ed esaustiva, ponendo così l’accento sulla valutazione delle possibili alternative alla soppressione dell’animale. La sospensione disposta dal decreto riguarda in particolare le parti dei provvedimenti impugnati che autorizzavano l’uccisione della cornacchia.

Alla luce del decreto presidenziale, LNDC Animal Protection ha trasmesso una formale diffida al Comune di Pordenone affinché venga data piena e immediata esecuzione alla decisione del TAR, astenendosi da qualsiasi attività finalizzata all’abbattimento dell’animale.

LNDC Animal Protection: l’eliminazione dell’animale non può essere automatica

La decisione è stata accolta con soddisfazione dall’associazione, che aveva contestato la legittimità delle ordinanze comunali e la mancata valutazione di misure alternative.

“Si tratta di un provvedimento molto importante”, dichiara il team legale di LNDC Animal Protection. “Il Tribunale ha riconosciuto che l’eliminazione dell’animale non può essere considerata una soluzione automatica, soprattutto in presenza di possibili alternative non cruente che non risultano adeguatamente valutate”.

La posizione di LNDC Animal Protection si concentra dunque sulla necessità di evitare che l’abbattimento di animali selvatici in ambito urbano venga considerato una risposta immediata e automatica, soprattutto quando il comportamento segnalato può essere legato a una fase naturale e temporanea, come quella della protezione dei piccoli nel nido.

Il ricorso contro l’ordinanza del Comune di Pordenone

Nel ricorso, presentato tramite gli avvocati Michele Pezone e Herbert Simone, LNDC Animal Protection aveva contestato diversi profili di illegittimità delle ordinanze comunali.

Tra gli aspetti sollevati figurano la mancata acquisizione del parere ISPRA previsto dalla normativa sulla fauna selvatica, il difetto di istruttoria, l’assenza di verifiche adeguate sull’identificazione dell’esemplare e la mancata valutazione di misure alternative all’abbattimento.

Secondo l’associazione, prima di arrivare a un provvedimento tanto drastico come l’uccisione dell’animale sarebbe stato necessario procedere con un’analisi più approfondita, fondata su elementi tecnici completi e su un esame effettivo delle possibili soluzioni non cruente.

Il comportamento della cornacchia durante il periodo di nidificazione

Un punto centrale della vicenda riguarda il comportamento attribuito alla cornacchia, ritenuta responsabile di episodi difensivi nei confronti di alcuni passanti.

LNDC Animal Protection aveva evidenziato come tale comportamento fosse verosimilmente collegato alla presenza dei pulli nel nido e quindi a una fase temporanea di difesa territoriale destinata naturalmente a cessare.

La ricostruzione dell’associazione inserisce dunque gli episodi segnalati nel contesto del periodo di nidificazione, durante il quale alcune specie possono manifestare condotte protettive nei confronti della prole. Proprio questa possibile temporaneità del comportamento è uno degli elementi che, secondo LNDC Animal Protection, avrebbe dovuto orientare l’amministrazione verso misure diverse dall’abbattimento.

Sicurezza pubblica e tutela degli animali: il richiamo alla proporzionalità

Particolarmente rilevante, secondo LNDC Animal Protection, è anche il richiamo ai principi di proporzionalità e ragionevolezza nella gestione della fauna selvatica urbana.

La vicenda pone infatti al centro il rapporto tra la tutela della sicurezza pubblica e il rispetto della vita animale, in un quadro in cui la protezione degli animali è oggi riconosciuta anche dall’articolo 9 della Costituzione.

Il caso della cornacchia di Pordenone diventa così un esempio concreto del bilanciamento necessario tra esigenze di prevenzione dei rischi per le persone e dovere di adottare strumenti rispettosi della tutela animale, soprattutto quando esistono o possono esistere misure alternative all’uccisione.

Cosa ha stabilito il TAR sulle misure consentite

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha stabilito che potranno essere adottate esclusivamente misure finalizzate alla neutralizzazione del comportamento aggressivo senza procedere all’abbattimento dell’animale.

Questo passaggio è centrale, perché non impedisce al Comune di intervenire per gestire eventuali criticità, ma esclude, allo stato, la possibilità di procedere con l’uccisione della cornacchia. L’amministrazione potrà dunque adottare soltanto iniziative dirette a neutralizzare il comportamento ritenuto problematico, purché non comportino l’abbattimento.

La discussione collegiale del ricorso è stata fissata per il 16 luglio 2026, data nella quale la vicenda tornerà all’esame del Tribunale Amministrativo.

La posizione del presidente Piera Rosati

Sulla decisione è intervenuta anche Piera Rosati, Presidente di LNDC Animal Protection, che ha sottolineato il valore del provvedimento nel promuovere un approccio diverso alla gestione degli animali selvatici nei contesti urbani.

“Questa decisione dimostra che la tutela della sicurezza pubblica può e deve convivere con il rispetto della vita animale”, conclude Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ci auguriamo che questa vicenda contribuisca a promuovere un approccio più moderno, scientifico e non violento nella gestione degli animali selvatici presenti nei contesti urbani”.

La sospensione dell’abbattimento della cornacchia di Pordenone segna quindi un passaggio significativo nel confronto tra amministrazione pubblica, tutela della sicurezza e protezione della fauna selvatica. In attesa della discussione collegiale del 16 luglio 2026, resta fermo il principio stabilito dal decreto presidenziale: l’uccisione dell’animale è sospesa e ogni misura dovrà essere orientata alla neutralizzazione del comportamento aggressivo senza procedere all’abbattimento.