Dal deserto ai campi coltivati: i satelliti raccontano la trasformazione del Sud dell’Egitto | FOTO

Le immagini del programma Copernicus mostrano dieci anni di sviluppo agricolo nel Sahara e il ruolo fondamentale dell'acqua nella conquista di nuovi terreni coltivabili

Due immagini satellitari possono raccontare una storia lunga 10 anni. È quanto mostrano le immagini a corredo dell’articolo, realizzate dal satellite Copernicus Sentinel-2 e pubblicate dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che documentano la sorprendente trasformazione di un’area desertica nel Sud dell’Egitto, vicino al confine con il Sudan. L’Egitto è un Paese in cui oltre il 95% del territorio è occupato dal deserto. Solo una piccola parte della superficie è naturalmente adatta all’agricoltura, concentrata soprattutto lungo il corso del Nilo. Con la crescita della popolazione e della domanda di cibo, il Paese ha però investito sempre di più in progetti di recupero e valorizzazione delle aree desertiche.

Le immagini confrontano la stessa regione nel 2015 e nel 2025. Dove 10 anni fa si osservava un paesaggio arido e privo di vegetazione, oggi si estende una vasta area agricola. Il cambiamento è evidente grazie all’elaborazione delle immagini in falso colore: utilizzando la banda del vicino infrarosso di Sentinel-2, la vegetazione appare in tonalità di rosso, rendendo immediatamente distinguibili le coltivazioni dal terreno desertico circostante. Le diverse sfumature di rosso e marrone permettono inoltre di identificare differenti tipi di colture o stadi di crescita delle piante.

Uno degli elementi più caratteristici del paesaggio è la presenza di numerosi campi perfettamente circolari, alcuni con un diametro che raggiunge gli 800 metri. Questa forma è il risultato dell’irrigazione a pivot centrale, un sistema in cui una lunga struttura dotata di irrigatori ruota attorno a un pozzo posto al centro del campo. In un ambiente tanto arido, dove le precipitazioni sono pressoché assenti, un’irrigazione intensiva è indispensabile per rendere possibile qualsiasi attività agricola. Questa tecnologia consente inoltre di gestire in modo più efficiente il consumo di una risorsa preziosa come l’acqua.

L’approvvigionamento idrico arriva soprattutto dal lago Nasser, uno dei più grandi bacini artificiali del mondo, creato in seguito alla costruzione della diga di Assuan sul fiume Nilo. Nelle immagini satellitari il lago è visibile come una vasta area scura nell’angolo inferiore destro, mentre sottili canali attraversano le aree coltivate distribuendo l’acqua ai campi.

Anche un altro elemento cattura l’attenzione: i laghi di Toshka, visibili nella parte superiore sinistra delle immagini. Questi bacini si sono formati tra gli anni ’80 e ’90 grazie alla deviazione delle acque del lago Nasser attraverso un canale artificiale che si inoltra nel Sahara. Il confronto tra il 2015 e il 2025 mostra però quanto questi laghi siano sensibili alle variazioni della portata del Nilo. Dopo essersi quasi prosciugati tra il 2012 e il 2018, sono tornati a riempirsi grazie alle abbondanti piogge cadute in Sudan nel 2019 e alle eccezionali inondazioni del 2020.

Oltre a documentare cambiamenti spettacolari del paesaggio, i satelliti della missione Copernicus Sentinel-2 svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio dell’agricoltura. I dati raccolti permettono di mappare l’uso del suolo, distinguere le diverse colture, valutarne lo stato di salute, individuare i cambiamenti nel tempo e controllare la disponibilità delle risorse idriche. Informazioni essenziali per una gestione sostenibile dell’acqua, soprattutto nelle regioni aride del pianeta, dove ogni goccia rappresenta una risorsa strategica.