Dalla Terra alla Luna: parla italiano il biofertilizzante che apre nuove frontiere per la crescita delle colture in ambienti estremi

Sono cresciute di quattro centimetri le piantine di sorgo coltivate su suolo simulato lunare, un avanzamento concreto nello studio dell’agricoltura in contesti ambientali sempre più complessi

Sono già cresciute di quattro centimetri in poche settimane le piantine di sorgo coltivate su un suolo simulato lunare nei laboratori di Tersan Puglia, l’azienda di Modugno attiva da oltre cinquant’anni nel compostaggio dei rifiuti organici per la produzione di biofertilizzanti in grado di migliorare la salute dei suoli agricoli e la resa degli stessi. Il risultato è frutto del lavoro di ricerca e degli investimenti fatti in questi anni da Tersan Puglia sull’agricoltura condotta in ambienti estremi e che aprono nuove prospettive per la rigenerazione dei suoli. Un’attività di ricerca orientata al recupero dei suoli degradati e al miglioramento della fertilità biologica, con l’obiettivo di rispondere a una sfida globale sempre più urgente: produrre e aumentare le rese agricole in condizioni climatiche e ambientali sempre più complesse.

Dalla Terra alla Luna e ritorno, per rigenerare i suoli e garantire la sicurezza alimentare del futuro: è questo il percorso intrapreso da Tersan Puglia, tra i protagonisti del progetto di simulazione lunare promosso da Space Pioneers in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Lo scorso novembre, nelle Grotte di Castellana, il suo biofertilizzante Bio Vegetal è stato utilizzato nell’ambito della missione lunare simulata CAAM 2 per testare la possibilità di trasformare la regolite lunare, un substrato sterile e privo di nutrienti, in un terreno fertile e potenzialmente coltivabile.

Nei mesi successivi, i ricercatori di Tersan hanno approfondito lo studio della regolite lunare individuando tra le centinaia di microrganismi stoccati nella ‘ceppoteca’ dei laboratori aziendali, alcuni in grado di rendere un terreno “duro” e arido come quello lunare più adatto alla coltivazione. L’ultima fase della sperimentazione, infine, ha fornito risultati sorprendenti: all’interno di camere di crescita con condizioni ambientali idonee alla crescita, alcuni semi di sorgo seminati all’inizio di giugno sono germogliati, dando vita a piantine cresciute in altezza già di circa quattro centimetri in poche settimane. Inoltre, è stato osservato un miglioramento della struttura del terreno simulato, una maggiore capacità di trattenere l’acqua e un incremento dell’attività biologica nella rizosfera, (la porzione di suolo che circonda le radici).  Una serie di risultati, dunque, che evidenziano il potenziale della biofertilizzazione nel rigenerare terreni estremamente degradati.

L’impegno di Tersan per migliorare la resilienza dei suoli agricoli

“Essere stati chiamati a partecipare a questo esperimento di agricoltura lunare con il nostro biofertilizzante è motivo di enorme orgoglio – dichiara Leonardo Delle Foglie, amministratore delegato di Tersan Puglia -; per noi rappresenta molto più di una sperimentazione tecnologica: è la conferma del nostro costante impegno su pratiche sostenibili che possano garantire la tutela della biodiversità e della salute del suolo, per rispondere alla domanda crescente di colture se pensiamo che, come spiegano diverse fonti autorevoli, entro 15 anni, ogni ettaro di terreno agricolo dovrà sfamare tre volte più persone rispetto a oggi. In un contesto globale in cui  l’uso intensivo di fertilizzanti minerali  contribuisce al progressivo impoverimento della sostanza organica e dei microrganismi presenti del suolo, noi continuiamo a investire nello studio della biofertilizzazione, ovvero nella fertilizzazione che apporta vita, e nello sviluppo di pratiche agricole che possano favorire sistemi alimentari resilienti in ambienti complessi, riducendo lo spreco e ottimizzando la gestione delle risorse. Questo passo rappresenta una tappa significativa e uno slancio ulteriore per guardare avanti con fiducia, convinti che la collaborazione tra industria, università e istituzioni sia essenziale per sviluppare l’agricoltura del futuro, salvaguardando la salute e la qualità della vita sul nostro pianeta”.

Questa esperienza mette in luce l’impegno di Tersan a sviluppare soluzioni, tecnologie e prodotti volti al miglioramento della resilienza dei suoli agricoli, del contrasto ai fenomeni come la siccità e la desertificazione, promuovendo sistemi produttivi più sostenibili. Alla base di questo approccio c’è una solida infrastruttura di ricerca: Tersan Puglia collabora stabilmente con università ed enti scientifici – tra cui Università di Bari, Università della Basilicata, CNR e CREA – su progetti che spaziano dallo studio del microbioma del suolo al rapporto tra microrganismi e qualità delle produzioni agricole.

I risultati delle sperimentazioni

Le sperimentazioni condotte dal team Ricerca & Sviluppo di Tersan mostrano risultati significativi: le piante trattate con Bio Vegetal registrano una quantità di clorofilla superiore dell’80%, un miglioramento dell’efficienza d’uso dell’acqua del 34%, un incremento del peso secco vegetale del 51% e una crescita della produzione del 35% rispetto ai test non trattati. Gli studi evidenziano un impatto rilevante anche sulla capacità dei suoli di trattenere anidride carbonica nel lungo periodo: secondo un modello sviluppato da Agreenment, spinoff dell’Università della Basilicata, l’utilizzo del biofertilizzante Bio Vegetal consente un accumulo di carbonio stabile oltre tre volte superiore dopo 5 anni (+339%) e fino a quasi nove volte dopo 30 anni (+895%) rispetto alla concimazione minerale tradizionale. 

Un ruolo centrale è svolto dai laboratori aziendali e dalla ceppoteca, una vera e propria “biblioteca” di microrganismi che raccoglie e analizza circa 200 specie selezionate, con l’obiettivo di individuare le combinazioni più efficaci per sviluppare biofertilizzanti su misura, in grado di rispondere alle specifiche esigenze dei diversi suoli e delle colture. La ricerca si integra inoltre con la sperimentazione sul campo: nei terreni aziendali di “Macchie di Russo”, Tersan ha sviluppato un laboratorio a cielo aperto dove studia gli effetti della biofertilizzazione in condizioni reali, contribuendo a sviluppare modelli agricoli più resilienti e sostenibili.