DE-Sign e Humanizing Energy: il progetto che traduce l’efficienza energetica europea in rigenerazione urbana concreta

Un modello di ricerca-azione promosso da MASE ed ENEA trasforma le direttive UE sull’efficienza energetica in pratiche misurabili per edifici e spazi pubblici, con un approccio che integra progettazione, sostenibilità e cultura urbana

Tradurre le direttive europee sull’efficienza energetica in pratiche concrete, misurabili e replicabili sul patrimonio edilizio e sugli spazi pubblici rappresenta oggi una delle sfide centrali della transizione energetica. È questo l’obiettivo del progetto di ricerca-azione “DE-Sign“, cuore scientifico della seconda edizione del Roadshow nazionale “Humanizing Energy“, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzato da ENEA nell’ambito del Programma “Italia in Classe A“. Il progetto si propone di costruire un ponte operativo tra normativa europea e applicazione sul territorio, con un’attenzione particolare alla qualità degli spazi urbani e alla loro capacità di evolvere in chiave sostenibile, inclusiva e misurabile.

DE-Sign e Humanizing Energy: un laboratorio per la rigenerazione urbana

Il progetto “DE-Sign” si inserisce nel più ampio percorso del Roadshow “Humanizing Energy“, che si configura come una piattaforma itinerante dedicata alla trasformazione del modo di progettare città, edifici e spazi pubblici. L’obiettivo non è soltanto tecnologico, ma culturale e progettuale: ripensare il patrimonio costruito come infrastruttura viva della rigenerazione urbana, capace di coniugare prestazioni energetiche, qualità della vita e coesione sociale. La seconda edizione del Roadshow punta a consolidare un approccio sistemico che connette amministrazioni pubbliche, università, imprese e professionisti attraverso un modello operativo basato sulle “3A”: Avvicinare, Abilitare, Agire.

Il modello delle 3A: Avvicinare, Abilitare, Agire

Il cuore metodologico del progetto è rappresentato dal modello delle 3A, pensato per rendere la transizione energetica un processo concreto e accessibile ai diversi attori coinvolti nella trasformazione urbana. “Avvicinare” significa creare connessioni tra mondi spesso separati, come la ricerca accademica e la progettazione operativa. “Abilitare” riguarda la formazione e l’acquisizione di competenze tecniche e culturali per interpretare correttamente le normative europee. “Agire” rappresenta infine la fase di applicazione, in cui le soluzioni progettuali diventano interventi reali su edifici e spazi pubblici. Questo modello consente di trasformare la efficienza energetica da obbligo normativo a strumento di innovazione urbana e sociale.

Le istituzioni e il ruolo di ENEA nella transizione

La nuova annualità del programma evolve in una piattaforma capace di coniugare transizione energetica e sostenibilità economica, rafforzando il ruolo della ricerca applicata e della governance pubblica. Il progetto è sviluppato nell’ambito del Programma “Italia in Classe A“, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzato da ENEA, con un focus specifico sulla diffusione di competenze tecniche e progettuali rivolte a progettisti e amministratori locali. L’approccio adottato mira a superare la semplice applicazione tecnologica, orientando invece la progettazione verso una visione integrata dello spazio urbano.

Le parole di Ilaria Bertini e la centralità del progetto urbano

Nel descrivere la filosofia del progetto, Ilaria Bertini, direttrice dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, sottolinea il cambio di paradigma alla base dell’iniziativa. “Mettiamo al centro chi disegna le città, affinché la transizione passi prima di tutto da una nuova cultura progettuale e da una visione olistica dello spazio urbano”, spiega Ilaria Bertini. Un approccio che mette al centro la dimensione umana della progettazione e il ruolo dei professionisti nella costruzione di città più sostenibili e resilienti. Bertini aggiunge inoltre un ulteriore elemento chiave del progetto: “non si tratta solo di applicare tecnologie per il risparmio energetico, – aggiunge – ma di ripensare i luoghi in cui viviamo in chiave antropocentrica. Dobbiamo fornire a progettisti e amministratori locali le competenze necessarie per trasformare i vincoli normativi europei in straordinarie opportunità di rigenerazione architettonica e sociale”.

Una piattaforma per coniugare sostenibilità e sviluppo economico

La nuova edizione di “Humanizing Energy” si configura quindi come una piattaforma evoluta, capace di integrare obiettivi ambientali, sociali ed economici all’interno di un unico quadro strategico. L’idea centrale è trasformare le direttive europee sull’efficienza energetica in leve di sviluppo territoriale, capaci di generare valore non solo in termini di riduzione dei consumi, ma anche di qualità urbana, innovazione progettuale e coesione sociale. Il modello e i suoi sviluppi futuri saranno presentati ufficialmente nel corso della prima tappa del Roadshow, che si concluderà con la tavola rotonda “Humanizing Energy. Progetti e Lessici per la transizione energetica”, prima di proseguire il suo percorso verso le città di Ferrara e L’Aquila. Un itinerario che punta a diffondere una nuova cultura della progettazione urbana, in cui la transizione energetica diventa parte integrante delle strategie di rigenerazione architettonica e sociale.