Disastro ambientale nell’area ASI di Molfetta: disposto il commissariamento giudiziale del Consorzio ASI di Bari e di “ASI spa”, la nota

Secondo la Guardia Costiera, il Gip ha disposto il commissariamento giudiziale degli Enti nell’inchiesta della Procura di Trani

Secondo quanto riferito in una nota della Guardia Costiera, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il commissariamento giudiziale del Consorzio ASI di Bari e della società partecipata “ASI spa”. La misura, come riportato dalla Guardia Costiera, è stata disposta in sostituzione della misura cautelare della interdizione all’esercizio dell’attività, in ordine alle responsabilità emerse in capo ai predetti Enti in relazione al disastro ambientale cagionato nel comprensorio ASI del Comune di Molfetta.

L’inchiesta della Procura di Trani e le indagini della Guardia Costiera

La vicenda, riferisce la Guardia Costiera, si inserisce nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, sulla base delle indagini eseguite avvalendosi del Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

Al centro degli accertamenti vi è il disastro ambientale che avrebbe determinato l’inquinamento delle acque di falda a causa degli sversamenti delle acque meteoriche di dilavamento dell’interno comprensorio e delle acque reflue industriali che il Consorzio ASI di Bari vi immetteva direttamente e senza alcuna preventiva depurazione.

Inquinamento delle acque di falda nel comprensorio ASI di Molfetta

Secondo la nota della Guardia Costiera, il disastro ambientale contestato riguarda il comprensorio ASI del Comune di Molfetta, dove si sarebbe verificato l’inquinamento delle acque di falda.

La contaminazione, sulla base di quanto riferito, sarebbe riconducibile agli sversamenti delle acque meteoriche di dilavamento dell’intero comprensorio e delle acque reflue industriali che il Consorzio ASI di Bari immetteva direttamente nella falda, senza alcuna preventiva depurazione.

Dimissioni dei vertici e attività in corso per individuare i rappresentanti degli Enti

La Guardia Costiera riferisce inoltre che nei giorni precedenti sono intervenute le dimissioni di entrambi i precedenti Presidenti: il Presidente del CdA del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari e il Presidente del CdA della società partecipata “ASI spa”.

Sempre secondo quanto riportato nella nota, si sono dimessi anche gran parte dei rispettivi Consigli di Amministrazione. Per questo motivo, in queste ore il personale della Guardia Costiera sta procedendo alla individuazione degli attuali rappresentanti degli Enti al fine di procedere alla esecuzione della misura cautelare disposta dall’Autorità Giudiziaria.

Valore dei beni commissariati stimato in circa 100 milioni di euro

Secondo la Guardia Costiera, il valore complessivo dei beni mobili ed immobili degli Enti sottoposti a commissariamento giudiziario è di circa 100 milioni di euro. Il dato rappresenta uno degli aspetti centrali della misura in corso, che riguarda il Consorzio ASI di Bari e la società partecipata “ASI spa”, entrambi coinvolti nell’inchiesta sul disastro ambientale nel comprensorio ASI del Comune di Molfetta.

Il commissariamento si aggiunge ad altri 22 provvedimenti cautelari

La nota della Guardia Costiera precisa che il commissariamento giudiziario in corso si aggiunge agli ulteriori 22 provvedimenti cautelari che hanno riguardato il sequestro e l’imposizione dell’amministrazione giudiziaria di aziende e società insediate nella zona ASI di Molfetta.

Il quadro delineato riguarda dunque non solo il Consorzio ASI di Bari e “ASI spa”, ma anche altre aziende e società presenti nell’area industriale, già raggiunte da provvedimenti cautelari nell’ambito della stessa inchiesta.

La precisazione sulla posizione degli indagati

Nella nota, la Guardia Costiera precisa testualmente che “la posizione delle persone e degli Enti indagati rimane al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, pertanto le stesse non possono essere considerate colpevoli sino all’eventuale pronuncia di sentenza di condanna definitiva”. 

Resta quindi fermo il principio di presunzione di innocenza, mentre prosegue l’esecuzione della misura cautelare disposta dall’Autorità Giudiziaria nei confronti del Consorzio ASI di Bari e della società partecipata “ASI spa”.