Nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo si sono svolti ieri i funerali di una bambina di 6 mesi morta a causa dell’Ebola, 3ª vittima infantile registrata in un orfanotrofio locale. La cerimonia si è svolta nel rispetto dei rigidi protocolli sanitari: solo operatori sanitari dotati di dispositivi di protezione hanno potuto trasportare e seppellire la piccola bara. L’epidemia è concentrata principalmente nella provincia dell’Ituri, dove si registra oltre il 90% dei casi. Secondo il Ministro della Salute congolese Roger Kamba, il bilancio attuale è di 933 casi confermati e 245 morti. Le autorità hanno annunciato cure gratuite in tutti i centri sanitari della regione e il raddoppio dei bonus per il personale medico.
La risposta all’emergenza è resa difficile dalle tensioni tra residenti e operatori sanitari, soprattutto a causa delle restrizioni imposte durante le sepolture. Il ceppo responsabile dell’epidemia, il Bundibugyo, non dispone ancora di vaccini o trattamenti approvati. Sebbene il focolaio sia meno letale rispetto alla grande epidemia del 2014, che causò oltre 11mila morti, la situazione continua a destare preoccupazione. Casi di Ebola sono stati infatti registrati anche nelle province del Nord e Sud Kivu e oltreconfine, in Uganda, dove sono stati confermati 19 contagi e due decessi.
