Ebola, Pregliasco: “i primi numeri rappresentano soltanto la punta di un iceberg epidemiologico ampio”

L’emergenza sanitaria non è conclusa: esperti avvertono sulla complessità della sorveglianza epidemiologica

La Repubblica Democratica del Congo torna sotto i riflettori della comunità internazionale a causa della recente risalita dei casi di Ebola, con un aumento significativo di contagi e vittime che preoccupa gli esperti di sanità pubblica. Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, “non dobbiamo fare allarmismo, ma neppure sottovalutare il problema. I numeri ufficiali sono quelli che conosciamo, ma potrebbero rappresentare soltanto la punta di un iceberg epidemiologico più ampio”.

Conflitti e spostamenti complicano la sorveglianza

Pregliasco evidenzia come l’epidemia si sviluppi principalmente in aree dove i conflitti armati, gli spostamenti di popolazione e le difficoltà di sorveglianza sanitaria rendano complesso intercettare tutti i casi. In queste condizioni, la capacità delle autorità locali e delle organizzazioni internazionali di monitorare e contenere il virus è fortemente limitata. “Per questo l’emergenza non può essere considerata conclusa e richiede un forte impegno internazionale”, aggiunge l’esperto, sottolineando la necessità di interventi coordinati e tempestivi per evitare un peggioramento della situazione.

La punta dell’iceberg: numeri reali e sottostimati

I dati ufficiali, pur preoccupanti, potrebbero rappresentare solo una frazione della reale diffusione dell’Ebola. Le difficoltà logistiche nel raccogliere informazioni complete e attendibili impediscono una valutazione precisa dell’impatto epidemiologico. Gli specialisti temono che il numero di casi non segnalati sia elevato, trasformando quello che sembra un aumento contenuto in una minaccia sanitaria di maggiore entità.

L’allerta lanciata da Pregliasco richiama l’attenzione sulla responsabilità della comunità internazionale nel supportare le strutture sanitarie locali e rafforzare la sorveglianza. Interventi rapidi e mirati possono limitare la diffusione del virus e ridurre l’alto tasso di mortalità associato all’epidemia di Ebola. La collaborazione tra enti sanitari, ONG e governi è fondamentale per garantire una risposta efficace e sostenibile.