Siamo abituati a sentir parlare di eclissi solari e lunari soltanto nei giorni immediatamente precedenti al loro verificarsi, spesso con l’impressione che si stiano svolgendo in luoghi lontani o esotici del nostro pianeta. Per molti mesi interi i nostri cieli seguono semplicemente il ritmo familiare e rassicurante delle fasi della Luna Piena e della Luna Nuova, per poi improvvisamente e quasi dal nulla consegnarci 2 grandi eventi astronomici a pochissime settimane di distanza l’uno dall’altro. In realtà questi fenomeni celesti non sono affatto casuali o eventi unici disconnessi tra loro, bensì fanno parte di uno schema estremamente prevedibile legato alle dinamiche orbitali nel nostro Spazio. Ogni singola eclissi arriva quasi sempre in coppia durante una finestra temporale breve e ricorrente conosciuta come “stagione delle eclissi“.
Cos’è esattamente una stagione delle eclissi
Una stagione delle eclissi è un periodo di tempo compreso tra 31 e 37 giorni durante il quale questi spettacoli astronomici diventano fisicamente possibili. Tali finestre si verificano all’incirca ogni 173 giorni, ovvero circa 2 volte nel corso dell’anno. Ogni singola eclissi di Sole o di Luna di cui abbiate mai sentito parlare ha avuto luogo all’interno di uno di questi periodi specifici, al di fuori dei quali il fenomeno non può semplicemente accadere. Il motivo risiede nel fatto che le eclissi possono materializzarsi soltanto durante le fasi di Luna Nuova, nel caso di un’eclissi solare, e di Luna Piena, nel caso di un’eclissi lunare. Affinché il gioco di ombre abbia inizio, la Terra, la Luna e il Sole devono trovarsi perfettamente allineati nello Spazio, una configurazione che gli astronomi definiscono sizigia. Tutto questo accade quando l’allineamento si verifica in prossimità del piano dell’orbita terrestre attorno al Sole, chiamato eclittica.
L’inclinazione dell’orbita e il ruolo dei nodi lunari
A prima vista qualcuno potrebbe pensare che le eclissi dovrebbero essere un appuntamento mensile, considerando che abbiamo una Luna Nuova ogni 29.5 giorni e una Luna Piena esattamente 14 giorni dopo. La rarità di questi allineamenti perfetti nel Sistema Solare è causata dall’inclinazione dell’orbita lunare. La Luna viaggia infatti su un percorso inclinato di circa 5 gradi rispetto all’eclittica. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi le fasi di Luna Nuova passano leggermente al di sopra o al di sotto del Sole dal nostro punto di vista, e le fasi di Luna Piena evitano elegantemente l’ombra proiettata dalla Terra. Il segreto per comprendere il ritmo di questi eventi si nasconde in 2 punti invisibili dello Spazio chiamati nodi lunari, ovvero le precise intersezioni in cui l’orbita inclinata incrocia l’eclittica. Quando il Sole si avvicina ad uno di questi nodi ha inizio una stagione delle eclissi. Dopo circa 1 mese il Sole si allontana dal nodo e la stagione si chiude. I calcoli orbitali della NASA indicano che questi nodi lunari regrediscono lentamente verso Ovest di 19.3 gradi all’anno, spostando le stagioni delle eclissi di circa 19 giorni ogni anno.
Perché questi eventi astronomici avvengono sempre in coppia
Una volta che una stagione delle eclissi prende il via, l’arrivo di una coppia di eventi diventa quasi del tutto inevitabile. Una Luna Nuova che si verifica vicino a un nodo produce un’eclissi solare mentre il nostro satellite passa tra la Terra e il Sole. A distanza di 14 giorni esatti, quando la Luna raggiunge la fase piena in prossimità del nodo opposto, il nostro pianeta si posiziona tra il Sole e la Luna dando vita ad una spettacolare eclissi lunare. Questo schema può ovviamente verificarsi anche nell’ordine inverso. Di tanto in tanto le tempistiche si incastrano in maniera talmente precisa da consentire persino una ulteriore eclissi prima della fine della stagione, tuttavia la stragrande maggioranza dei cicli celesti consegna all’osservatore una semplice coppia formata da 2 manifestazioni astronomiche.
Lo spettacolo del cielo nel calendario del 2026
L’anno 2026 porta con sé 2 magnifiche stagioni per dimostrare l’assoluta precisione di questa danza nel Sistema Solare. La prima si è aperta a metà febbraio con un’eclissi solare anulare avvenuta il 17 febbraio 2026. Durante questo evento la Luna ha coperto il 96% della superficie del Sole, lasciando visibile un sottile anello di fuoco per un tempo massimo di 2 minuti e 20 secondi, seppur godibile principalmente da alcune regioni dell’Antartide e dell’Africa del Sud/Est, oltre che dell’America del Sud. Esattamente 14 giorni più tardi, il 3 marzo 2026, la stessa stagione ha regalato un’eclissi lunare totale in cui il nostro satellite ha trascorso 58 minuti e 18 secondi completamente immerso nell’ombra della Terra, assumendo la tipica tonalità rossastra. I panorami migliori sono stati catturati a Ovest del continente nordamericano e in Australia.
La stagione conclusiva delle eclissi del 2026 arriva nel mese di agosto e si preannuncia ancora più drammatica e affascinante. Il 12 agosto 2026 andrà in scena un’eclissi solare totale, un evento che non si verificava sulla Terra dall’aprile del 2024. Lungo un corridoio che attraverserà la Groenlandia, l’Islanda e il Nord della Spagna, la Luna coprirà del tutto il Sole per diversi minuti. In quei preziosi istanti la luce del giorno lascerà il posto all’oscurità, le temperature scenderanno di colpo perdendo svariati gradi e la corona solare diventerà visibile a occhio nudo. In gran parte dell’Europa e nel Nord dell’Africa si assisterà a una profonda eclissi parziale. A chiudere il ciclo, il 28 agosto 2026, un’eclissi lunare parziale vedrà l’ombra terrestre muoversi sulla superficie della Luna, regalando grande spettacolo agli osservatori pronti a volgere lo sguardo verso lo Spazio.
