Il segnale che emerge dai principali modelli di previsione stagionali, in particolare dal North American Multi-Model Ensemble (NMME), è piuttosto chiaro: il prossimo inverno potrebbe seguire uno schema tipico di El Niño, con condizioni più umide e dinamiche su gran parte degli Stati Uniti. Le proiezioni stagionali indicano, infatti, importanti anomalie di precipitazione che vanno dalla California e dal Sud-Ovest fino alla costa del Golfo del Messico, coinvolgendo anche il Sud-Est e parte del Mid-Atlantic. Al contrario, alcune aree nord-occidentali potrebbero sperimentare condizioni più secche della norma. Questo schema sinottico evidenzia quindi un ‘corridoio perturbato‘ particolarmente intenso lungo i settori meridionali e lungo le relative coste, in un contesto generale decisamente tempestoso.
Alla base di questa configurazione c’è il ruolo chiave di El Niño. L’aumento della temperatura superficiale delle acque nel Pacifico equatoriale comporta l’intensificazione e la deviazione verso sud della corrente a getto pacifica, rinvigorendo il flusso subtropicale diretto verso gli Stati Uniti meridionali e l’Atlantico occidentale. Ne consegue una maggiore frequenza di saccature alle basse latitudini, sospinte da un forte trasporto di umidità di origine subtropicale.
In pratica, questo determina una maggior frequenza di formazioni cicloniche e precipitazioni più frequenti, prevalentemente nella parte meridionale degli Stati Uniti e nelle zone costiere. Un vero e proprio ‘nastro trasportatore di tempeste‘ che potrebbe alimentare sistemi depressionari ripetuti e fasi di maltempo anche intenso.
Sul fronte termico, la presenza di un getto subtropicale più forte e teso tende a confinare le masse d’aria fredda più a nord, riducendo la probabilità di ondate di gelo persistenti su vasta scala sugli Stati Uniti meridionali e orientali. Tale condizione non esclude del tutto le fasi gelide: le irruzioni di correnti artiche rimangono possibili, sebbene tendano a essere più effimere e localizzate rispetto ad altri pattern meteorologici.
È fondamentale, ad ogni modo, adottare una visione probabilistica. Questo quadro delinea una linea di massima e non una previsione assoluta: le peculiarità su scala regionale potranno variare in modo marcato a seconda delle fluttuazioni interne alla stagione e della reale intensità e collocazione di El Niño durante la stagione invernale.
