Energie rinnovabili: il Governo sblocca 14 impianti per 530 Mw fermi per i veti tra i ministeri

Il Consiglio dei ministri supera il blocco burocratico tra Ambiente e Cultura, dando il via libera immediato a progetti strategici in Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna per accelerare la transizione energetica

Una svolta decisiva per il comparto energetico nazionale e per il cammino dell’Italia verso l’autonomia energetica arriva direttamente da Palazzo Chigi. Il Consiglio dei ministri del 4 giugno ha infatti sbloccato in modo definitivo le autorizzazioni per ben 14 impianti di rinnovabili dislocati in quattro regioni chiave del Paese, ovvero Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna. I progetti sbloccati permetteranno l’immissione nella rete elettrica nazionale di ben 530 megawatt complessivi di nuova potenza pulita, un volume infrastrutturale di enorme rilievo che era rimasto precedentemente congelato a causa di una fitta rete di pareri discordanti fra il ministero dell’Ambiente e le Soprintendenze del ministero della Cultura.

La svolta dell’esecutivo contro lo stallo burocratico

L’intervento diretto del Governo si è reso necessario per superare il tradizionale conflitto istituzionale che spesso rallenta la realizzazione delle grandi opere legate alla transizione ecologica. Da un lato, vi è la necessità impellente di accelerare l’installazione di nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili per ridurre le emissioni e i costi delle forniture; dall’altro, sussistono le esigenze di tutela del paesaggio sollevate dagli organi periferici del ministero della Cultura. Risolvendo questo dualismo amministrativo, l’esecutivo ha impresso un’accelerazione strategica che sblocca importanti investimenti infrastrutturali, distribuendo la nuova potenza in maniera capillare sul territorio nazionale e puntando su tecnologie diversificate che spaziano dal fotovoltaico tradizionale all’impianto agrivoltaico di ultima generazione, fino al parco eolico.

Il primato della Puglia e la sinergia con la Basilicata

Il territorio che riceve la spinta più consistente da questo provvedimento è senza dubbio il Mezzogiorno, con una netta concentrazione nella provincia di Foggia e nelle aree limitrofe. Il provvedimento governativo ha infatti sbloccato ben sette impianti in Puglia, un pacchetto di interventi che unisce l’innovazione tecnologica della produzione a soluzioni avanzate per la stabilità della rete elettrica. Tra questi progetti spicca il parco fotovoltaico “Apricena 02” da 25,67 Megawatt, una struttura di rilievo che include un importantissimo elemento di flessibilità, ovvero un annesso impianto di accumulo energetico della potenza di 50 Mw nei comuni di Apricena (Foggia), e San Paolo di Civitate (Foggia). Sempre nella medesima provincia, sul fronte della convivenza tra produzione energetica e attività agricole, assume grande rilevanza il via libera concesso per l’impianto agrivoltaico “Deliceto Hv” da 63,78 MWp, nei comuni di Bovino (Foggia), Castelluccio dei Sauri (Foggia) e Deliceto (Foggia).

La pianificazione energetica pugliese si arricchisce in modo significativo anche grazie allo sfruttamento della risorsa eolica, con l’approvazione del parco eolico “Borgo Fonte Rosa 2”, da 10 aerogeneratori e 47 Mw, nel comune di Manfredonia (Foggia), a cui si affianca un ulteriore e massiccio parco eolico da 10 aerogeneratori e potenza complessiva di 60 Mw, nei comuni di Cerignola (Foggia) e Ascoli Satriano (Foggia). Il comune di Manfredonia è destinatario di un secondo importante investimento strategico, rappresentato da un impianto agrivoltaico da 28,1 Mw nel comune di Manfredonia (Foggia), in località “Borgo Fonte Rosa” e “Macchia Rotonda”. Il quadro degli interventi sbloccati nella provincia foggiana si completa infine con l’impianto agro-fotovoltaico “Cer01” da 44,715 Mw, nel comune di Cerignola (Foggia) e con l’ampio impianto agrivoltaico “Asc05” da 55,40 Mw nei comuni di Ascoli Satriano (Foggia), Cerignola (Foggia) e Melfi (Potenza), in località Perillo-Posta Carrera-Gubito. A questa imponente serie di autorizzazioni si aggiunge un’opera di carattere interregionale, costituita da un impianto fotovoltaico è fra le regioni Puglia e Basilicata, nel comune di Spinazzola (Barletta Andria Trani), da collegare alla stazione elettrica di smistamento nel comune di Genzano di Lucania (Potenza), infrastruttura fondamentale per garantire l’efficiente immissione in rete dell’energia prodotta nel distretto.

I nuovi progetti nel Lazio tra la Capitale e la Tuscia

Anche l’Italia centrale beneficia in modo significativo delle determinazioni del Consiglio dei ministri, che ha sbloccato la situazione amministrativa di tre importanti infrastrutture nel territorio laziale. Le nuove installazioni combinano la necessità di generare energia pulita a ridosso dei grandi centri di consumo con la salvaguardia delle vocazioni territoriali. Il provvedimento tocca direttamente il cuore della regione con l’autorizzazione concessa per un impianto agrivoltaico da 25,3 Mw in Roma Capitale, dimostrando come la coesistenza tra colture agricole e pannelli solari sia possibile anche all’interno dei confini amministrativi della più grande metropoli italiana. Poco più a sud, la fascia costiera e l’agro romano vedranno la nascita dell’impianto agrivoltaico “Ardea 26” da 14,032 Mw nel Comune di Ardea (Roma), in località “La Fossa”. La Tuscia e l’alto Lazio beneficiano invece di un imponente potenziamento della filiera eolica grazie all’approvazione del progetto per l’impianto eolico “Parco Eolico Energia Viterbo”, da 13 aerogeneratori e potenza complessiva di 78 Mw, nei comuni di Montefiascone (Viterbo) e Viterbo, un’opera destinata a diventare un pilastro della generazione pulita per l’intera provincia.

La spinta della Sardegna per la decarbonizzazione delle isole

Gli ultimi tre interventi del pacchetto di autorizzazioni governative riguardano la Sardegna, una regione da tempo al centro di un acceso dibattito locale e nazionale sull’installazione e sulla corretta pianificazione delle infrastrutture per l’energia verde. La decisione del Governo permette di sbloccare progetti strategici sia nel settore eolico sia in quello solare avanzato, garantendo un apporto energetico stabile e diversificato. Nel comparto eolico, il via libera definitivo è stato assegnato all’impianto eolico “Boreas” da 60 Mw, nei comuni di Jerzu (Nuoro) e Ulassai (Nuoro), che sfrutterà l’ottima ventosità della zona interna dell’isola. Sul versante delle tecnologie solari, il provvedimento sblocca l’impianto fotovoltaico “Cacip_25” nel comune di Uta (Cagliari), in località Macchiareddu, situato in un’area a forte vocazione industriale e consortile, e l’impianto agrivoltaico solare “Serramanna 2” da 27,1362 Mw, nel comune di Serramanna (Sud Sardegna). Con il superamento di questi ultimi veti ministeriali, l’intero pacchetto da 530 megawatt può finalmente passare dalla fase di stallo burocratico a quella di cantiere, segnando un punto di svolta fondamentale nelle politiche di approvvigionamento energetico nazionale.

Le parole di Simone Togni (Anev)

Lo sblocco di 14 progetti di centrali eoliche e fotovoltaiche, deciso dal Consiglio dei ministri giovedì, è un primo passo positivo. Ma ci sono ancora 150 progetti fermi, siamo in grave ritardo“. Lo ha detto all’ANSA Simone Togni, presidente dell’Anev, l’associazione delle imprese dell’eolico. “Come Anev abiamo lavorato molto con la Presidenza del Consiglio, perché da anni c’era una situazione di stallo sull’approvazione dei progetti – ha aggiunto Togni -. Abbiamo dialogato tanto e fatto tanta pressione. Alla fine, anche a causa della situazione recente, la cosa si è sbloccata