Saranno circa 36 milioni gli italiani che nell’estate 2026 si concederanno almeno un giorno di ferie. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione dell’avvio delle prime partenze estive, favorite dalla fine della scuola su tutto il territorio nazionale. Un dato che conferma la forte propensione alla vacanza, ma anche un cambiamento nelle abitudini di viaggio, sempre più orientate verso destinazioni italiane e formule di turismo di prossimità.
La durata media delle vacanze si attesterà intorno ai 10 giorni, ma con una forte frammentazione: il 28% degli italiani resterà in viaggio tra i 4 giorni e una settimana, il 25% tra una e due settimane, mentre solo l’1% supererà il mese di ferie. Il 15% si limiterà invece a soggiorni brevissimi, fino a tre giorni. Tra le destinazioni, il mare si conferma la meta preferita, seguito da montagna, campagna e città d’arte. Per il soggiorno, la scelta ricade soprattutto su alberghi e bed & breakfast, mentre restano rilevanti anche seconde case e ospitalità presso parenti e amici.
A incidere sulle scelte dell’estate 2026 è soprattutto il contesto internazionale, segnato da tensioni e rincari. Secondo i dati, circa 7 milioni di italiani rinunciano ai viaggi all’estero, orientandosi verso destinazioni nazionali. Il fenomeno del turismo di prossimità si rafforza come risposta pratica ed economica, ma anche come scelta legata a preoccupazioni geopolitiche e al caro prezzi.
Nel dettaglio, il 77% di chi rinuncia all’estero lo fa per l’aumento dei costi, in particolare dei voli e dell’energia. Un ulteriore 18% cita le tensioni internazionali e i conflitti, che rendono alcune mete meno sicure o appetibili, mentre il restante 5% indica altre motivazioni. In questo scenario cresce l’interesse per forme di turismo più sostenibili e legate al territorio, con l’agriturismo che consolida il proprio ruolo grazie a una rete di oltre 26mila strutture diffuse lungo la Penisola. Un’offerta che unisce ospitalità, natura e tradizioni locali, intercettando una domanda sempre più attenta all’autenticità delle esperienze.
Secondo le analisi di Coldiretti, attraverso i progetti di Campagna Amica e Terranostra, a trainare il settore è soprattutto la ricerca di esperienze dirette nei territori. In cima alle preferenze resta l’enoturismo, ma crescono anche birraturismo, oleoturismo e i percorsi legati ai formaggi e alle eccellenze agroalimentari locali. Le vacanze diventano così anche occasione di partecipazione ai cicli produttivi stagionali: dalla trebbiatura del grano alla raccolta della frutta, esperienze che rafforzano il legame tra turismo, agricoltura e identità dei territori italiani.
