Forte maltempo al Nord: temporali violenti, frane e colate di fango devastano l’Alto Adige, allerta massima in Veneto

Dopo giorni di caldo opprimente e temperature record, una violenta ondata di nubifragi si abbatte sulle regioni settentrionali: ferrovie bloccate a Merano, evacuazioni in elicottero e fango a Castel Trauttmansdorff, mentre le Dolomiti si preparano a una nuova ondata di fenomeni intensi

L’Italia settentrionale si trova bruscamente spaccata in due da una configurazione meteorologica estrema che, nel giro di pochissime ore, ha trasformato lo scenario climatico da un caldo opprimente a una vera e propria situazione d’emergenza. Dopo le temperature torride e i picchi record registrati nelle ultime ore a causa di un prolungato anticiclone, il forte maltempo al Nord è esploso con tutta la sua violenza distruttiva. Il contrasto termico tra l’aria rovente preesistente e le prime infiltrazioni fresche e instabili in quota ha generato fenomeni temporaleschi di inusitata violenza, concentratisi inizialmente sul Trentino-Alto Adige per poi minacciare, nelle ore successive, le vicine aree montane del Veneto.

L’inferno di fango nel Burgraviato e i salvataggi a Merano

Il settore più duramente colpito in queste ore è l’area circostante la città di Merano, in Alto Adige, dove nel tardo pomeriggio di oggi si è abbattuto un violento temporale accompagnato da piogge torrenziali. Nel territorio del Burgraviato la situazione è diventata critica in pochissimi minuti a causa dell’esondazione del Rio Bianco, che ha rotto gli argini nel tratto compreso tra le località di Labers e Freiberg. La furia dell’acqua e dei detriti ha provocato ingenti danni materiali, arrivando a scalzare e compromettere seriamente le fondamenta di un’abitazione. Proprio all’interno di questa struttura si è sfiorata la tragedia, poiché una persona è rimasta intrappolata all’interno del garage allagato ed è stata tratta in salvo soltanto grazie al tempestivo e provvidenziale intervento dei vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complesse anche nella zona di Montefranco, dove la gravità della situazione e l’impraticabilità delle vie di comunicazione stradali hanno costretto i soccorritori a evacuare alcuni residenti tramite l’utilizzo dell’elicottero.

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La bomba d’acqua ad Avelengo e il blocco della rete ferroviaria

La violenza dei fenomeni atmosferici ha trovato la sua massima espressione ad Avelengo, dove si è verificata una vera e propria bomba d’acqua. Le stazioni di rilevamento hanno registrato la caduta di circa 50 millimetri di pioggia nel giro di appena un’ora, un quantitativo d’acqua impressionante che il terreno, inaridito dalle precedenti settimane di calura, non è stato in grado di assorbire. Questo accumulo istantaneo ha innescato immediate frane e smottamenti diffusi su tutto il territorio collinare e montano. Tra le arterie viarie maggiormente colpite figura la strada che collega Sinigo ai celebri giardini di Castel Trauttmansdorff, completamente invasa e interrotta da una massiccia colata di fango e detriti rocciosi che ha paralizzato la viabilità locale. I disagi maggiori si registrano tuttavia sul fronte della mobilità su rotaia. Le forti precipitazioni hanno infatti imposto l’immediata interruzione della ferrovia Bolzano-Merano nel tratto nevralgico compreso tra le stazioni di Lana e Maia Bassa, così come è stata bloccata la linea della Val Venosta. In quest’ultimo caso, una frana di ampie proporzioni minaccia direttamente i binari nei pressi dell’abitato di Sluderno, spingendo le autorità a sospendere il traffico ferroviario in via del tutto precauzionale per garantire l’incolumità dei passeggeri. Secondo le prime stime dei tecnici, la circolazione su questa tratta dovrebbe riprendere regolarmente soltanto nella giornata di domani.

Allerta meteo in Veneto: le Dolomiti si preparano alla tempesta

Mentre l’Alto Adige fa la conta dei danni, la perturbazione si sposta rapidamente verso est, spingendo la Protezione Civile del Veneto a correre ai ripari. È stata infatti ufficialmente dichiarata l’allerta gialla per temporali intensi che interesserà, a partire dalla giornata di domani, lunedì 29 giugno, sia le Dolomiti occidentali sia quelle orientali all’interno della provincia di Belluno. I modelli previsionali indicano l’arrivo di fenomeni atmosferici particolarmente violenti, caratterizzati da piogge battenti, forti raffiche di vento e violente grandinate. Se da un lato questi eventi avranno il merito di spezzare la prolungata stasi termica, abbattendo drasticamente le alte temperature registrate anche in alta quota, dall’altro sollevano fortissime preoccupazioni per la tenuta idrogeologica di un territorio già fragile. Nel resto della regione veneta, al contrario, rimane provvisoriamente valida l’allerta gialla per disagio fisico, legata alla persistente e soffocante ondata di calore che attanaglia l’intera pianura e il resto d’Italia ormai da una decina di giorni, creando un paradosso climatico estremo tra le vette alpine e le aree pianeggianti.

Massima sorveglianza sulla Statale Alemagna e sul Monte Antelao

In stretta coordinazione con le autorità meteorologiche e di protezione civile, l’Anas ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza per prevenire disastri lungo le principali arterie di collegamento montano. In previsione del netto peggioramento delle condizioni meteo in quota, l’ente stradale ha intensificato in modo massiccio la presenza del proprio personale specializzato lungo la strada statale 51 Alemagna. L’attenzione dei tecnici è focalizzata in particolar modo sul presidio delle storiche aree di distacco delle frane e delle colate detritiche che scendono ciclicamente dalle pendici del Monte Antelao, con un monitoraggio speciale attivato nei punti critici di Cancia di Borca di Cadore e di San Vito di Cadore. Si tratta di zone tristemente note alla cronaca poiché, proprio nel corso dello scorso anno, imponenti scivolamenti di detriti provocarono pesantissimi disagi alla popolazione e all’economia turistica locale, costringendo le autorità a disporre la chiusura totale dell’unica via d’accesso stradale verso Cortina d’Ampezzo per diversi giorni consecutivi. La tempestività del monitoraggio stradale e la sinergia tra i diversi corpi di soccorso rappresenteranno elementi fondamentali nelle prossime ore per mitigare gli effetti di un cambiamento climatico che continua a manifestarsi attraverso una preoccupante alternanza di picchi termici africani e nubifragi distruttivi.

Maltempo Alto Adige, colate di fango travolgono Merano

Maltempo Alto Adige, le immagini delle colate di fango a Merano

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