Le azioni Gazprom sono scese oggi sotto la soglia dei 100 rubli alla Borsa di Mosca per la prima volta dal 2009, segnando un nuovo punto di pressione per una delle principali holding energetiche russe. Secondo i dati della piazza finanziaria moscovita, il titolo ha toccato quota 99,9 rubli nelle prime fasi della seduta, prima di risalire a 100,65 rubli, pari a circa 1,35 dollari. La flessione giornaliera è stata pari al 3,67% rispetto alla seduta precedente, confermando una fase di forte debolezza per il gruppo. Il movimento sotto quota 100 rubli assume un valore simbolico rilevante, perché riporta la società su livelli che non si vedevano da oltre quindici anni e fotografa il deterioramento del sentiment nei confronti del colosso russo del gas.
Borsa di Mosca: il titolo Gazprom perde il 3,67%
Secondo i dati della Borsa di Mosca, le azioni Gazprom hanno chiuso a 100,65 rubli, dopo aver toccato un minimo intraday di 99,9 rubli. La perdita del 3,67% rispetto al giorno precedente si inserisce in un quadro già negativo per la società, che negli ultimi dodici mesi ha perso circa un quinto del proprio valore di mercato. La discesa del titolo non è legata a un solo elemento, ma a una combinazione di fattori che hanno pesato sulle prospettive industriali, finanziarie e geopolitiche del gruppo. La pressione sui prezzi dell’energia, le difficoltà sui mercati internazionali e l’incertezza sulle future esportazioni di gas stanno contribuendo a ridimensionare le valutazioni della holding russa.
Europa e gas russo: il peso dell’esclusione energetica
Uno dei fattori principali che hanno penalizzato il titolo è la decisione dell’Europa di escludere l’energia russa a causa del conflitto con l’Ucraina. Per Gazprom, storicamente legata alle forniture di gas verso il mercato europeo, questa dinamica ha avuto un impatto profondo sulle prospettive di ricavi e sulla percezione degli investitori. L’allontanamento dell’Europa dal gas russo ha modificato gli equilibri che per anni avevano sostenuto il modello di business della società. La perdita di centralità del mercato europeo ha obbligato Gazprom a guardare con maggiore insistenza verso altri sbocchi commerciali, in particolare l’Asia, ma il quadro resta complesso e segnato da incertezze.
Prezzi del petrolio in calo e negoziati tra Stati Uniti e Iran
Sul titolo ha inciso anche il calo dei prezzi del petrolio, collegato ai progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. La prospettiva di sviluppi diplomatici tra Washington e Teheran ha alimentato pressioni sui prezzi energetici, contribuendo a indebolire il comparto e ad aggravare il sentiment sugli asset legati al settore oil & gas. Per una società come Gazprom, esposta alle dinamiche dell’energia e collegata a un gruppo che comprende anche attività petrolifere attraverso Gazprom Neft, l’andamento del petrolio rappresenta un elemento importante nella valutazione complessiva del mercato. Il deterioramento dei prezzi ha quindi aggiunto un ulteriore fattore negativo a una situazione già appesantita da tensioni geopolitiche e difficoltà commerciali.
Nessun nuovo accordo sul gas con la Cina
A pesare sulle azioni Gazprom è stato anche il mancato raggiungimento di un nuovo accordo sul gas con la Cina. L’intesa con Pechino viene considerata un passaggio cruciale per compensare la perdita di quote nel mercato europeo e per rafforzare la proiezione orientale della compagnia. L’assenza di un nuovo accordo alimenta dubbi sulla capacità di Gazprom di riorientare rapidamente le proprie esportazioni. Il mercato guarda con attenzione alla possibilità che la società riesca a trasformare la domanda asiatica in un’alternativa strutturale alle forniture europee, ma il mancato passo avanti con la Cina ha contribuito a raffreddare le aspettative.
L’attacco con droni contro la raffineria di Gazprom Neft
Secondo gli analisti, anche l’attacco con droni ucraini della scorsa settimana contro una raffineria di petrolio di Mosca ha inciso negativamente sul sentiment nei confronti della società. L’impianto è di proprietà di Gazprom Neft, la divisione petrolifera di Gazprom, e l’episodio ha aggiunto ulteriore pressione a un quadro già fragile. L’attacco ha rafforzato la percezione di rischio legata agli asset energetici russi, in un contesto in cui il conflitto con l’Ucraina continua a influenzare direttamente infrastrutture, mercati e valutazioni finanziarie. Per gli investitori, la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche rappresenta un fattore che può incidere sia sulle prospettive operative sia sulla stabilità del titolo.
Dividendi assenti e fiducia degli investitori sotto pressione
Negli ultimi anni Gazprom non ha distribuito dividendi, un elemento che ha ulteriormente inciso sulla fiducia degli investitori. In un contesto di forte incertezza, l’assenza di remunerazione per gli azionisti riduce l’attrattività del titolo e amplifica la pressione sulle quotazioni. La mancata distribuzione di dividendi si somma alla perdita di valore registrata in Borsa e al peggioramento delle prospettive di mercato. Per una società che in passato era considerata uno dei pilastri energetici e finanziari della Russia, la combinazione tra debolezza del titolo, assenza di cedole e difficoltà strategiche segna un cambiamento rilevante.
Capitalizzazione di mercato a 2.382 miliardi di rubli
Negli ultimi dodici mesi le azioni Gazprom hanno perso circa un quinto del loro valore. La capitalizzazione attuale della holding russa è scesa a 2.382 miliardi di rubli, equivalenti a circa 32,15 miliardi di dollari. Il dato evidenzia la distanza rispetto alle ambizioni del passato. La valutazione attuale è infatti molto lontana dal trilione di dollari promesso dal management nel 2008, quando Gazprom puntava a diventare una delle società più ricche e influenti al mondo per capitalizzazione di mercato.
Gazprom tra crisi energetica, geopolitica e nuove rotte commerciali
Il calo sotto quota 100 rubli rappresenta un passaggio significativo nella storia recente di Gazprom. La società si trova al centro di una trasformazione profonda del mercato energetico, condizionata dalla guerra in Ucraina, dall’esclusione dell’energia russa dall’Europa, dalle tensioni sui prezzi del petrolio e dall’incertezza sui rapporti commerciali con la Cina. La seduta odierna sintetizza queste pressioni in un dato di mercato particolarmente rilevante: il ritorno del titolo sotto livelli che non si vedevano dal 2009. La combinazione tra fattori geopolitici, industriali e finanziari continua a pesare sulle prospettive del gruppo, mentre la capitalizzazione di mercato resta distante dalle ambizioni dichiarate in passato.
