In occasione della Giornata mondiale degli oceani dell’8 giugno, ENEA presenta un innovativo modello integrato per l’analisi e la mappatura degli ambienti marino-costieri, pensato per rispondere in modo più efficace alle sfide poste dal cambiamento climatico. Il sistema è stato sviluppato nell’ambito del progetto ECOATLAS, realizzato da ENEA insieme al Centro de Estudios Ambientales de Cienfuegos (CEAC) di Cuba, in un quadro di cooperazione tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano e l’omologo cubano. L’obiettivo è quello di mettere a punto strumenti tecnologici avanzati per sostenere l’adattamento degli ecosistemi marini agli effetti del riscaldamento globale.
La metodologia si basa sull’utilizzo delle immagini satellitari ad alta risoluzione del programma COPERNICUS dell’Agenzia Spaziale Europea, in particolare dei dati del satellite Sentinel-2, liberamente accessibili e aggiornati. Queste informazioni vengono elaborate attraverso tecniche avanzate di telerilevamento e successivamente integrate con rilievi sul campo, immersioni e strumenti di georeferenziazione, che consentono di validare e affinare le mappe prodotte. Il risultato è un quadro più preciso e dinamico delle coste e degli habitat marini, utile sia per la ricerca scientifica sia per la gestione ambientale.
“Il metodo sviluppato a Cuba nell’ambito delle attività di capacity building dell’ENEA può divenire uno strumento strategico applicabile in altri contesti al fine di supportare i processi decisionali, preservare gli habitat dagli impatti del cambiamento climatico, ridurre i fattori di rischio e pianificare un utilizzo più sostenibile delle aree marine, soprattutto nelle aree costiere più vulnerabili”, sottolinea Federica Pannaciulli, ricercatrice della Divisione ENEA Impatti antropici e del cambiamento climatico sul territorio.
Nell’ambito del progetto è stata ridefinita digitalmente la linea di costa dell’isola di Cuba, con un’accuratezza del 94% a una scala di 1:25.000, consentendo di aggiornare la lunghezza complessiva agli attuali 8.517,67 km, un valore significativamente superiore a quanto riportato ufficialmente nell’ultimo decennio. È stata ricalcolata con maggiore precisione anche la superficie dell’arcipelago cubano, oggi stimata in 109.887,43 km².
“L’approccio metodologico utilizzato rappresenta una sfida ancora aperta nella ricerca scientifica ambientale, poiché integra il telerilevamento ottico — tradizionalmente applicato agli ambienti terrestri — con la cartografia marino-costiera, un ambito di applicazione relativamente recente. Infatti, nel contesto marino, le immagini possono essere influenzate da variabili assenti nel telerilevamento terrestre, quali, ad esempio, la torbidità dell’acqua e il moto ondoso”, conclude Mattia Barsanti, ricercatore del laboratorio Biodiversità ed Ecosistemi dell’ENEA.
Il modello di rilevamento ENEA è stato già applicato con successo anche negli arcipelaghi Tonga e Vanuatu nell’Oceano Pacifico occidentale.
