Un gruppo di hacker legato all’Iran ha dichiarato di aver compromesso i droni del Federal Bureau of Investigation (FBI) e di avere accesso “per mesi” a “ogni immagine e a ogni sospetto” catturato dai velivoli. Il collettivo, noto come Handala, ha inoltre lanciato una minaccia esplicita alla Coppa del Mondo 2026, appena iniziata negli Stati Uniti, in Messico e Canada. La notizia è stata rilanciata dal SITE Intelligence Group, organizzazione specializzata nel monitoraggio dei gruppi jihadisti. Secondo Handala, i droni compromessi erano equipaggiati con sistemi di riconoscimento facciale e lettura delle targhe, strumenti chiave per le attività di contraterrorismo.
Gli hacker hanno dichiarato: “fareste meglio a rafforzare la sicurezza della Coppa del Mondo: non ci piacciono affatto alcune di quelle squadre. Non dimenticate: i droni FPV sono ovunque; non si sa mai quando uno potrebbe finire direttamente sull’autobus della vostra squadra”. L’FBI impiega questi droni nei pressi degli stadi per proteggere l’evento da velivoli non autorizzati, e i voli sopra gli stadi statunitensi e gli eventi per i tifosi sono attualmente vietati, a garanzia della sicurezza pubblica durante il torneo.
Dubbi sull’autenticità dei materiali diffusi
Handala ha pubblicato fotografie e filmati come prova dell’hackeraggio, ma il SITE Intelligence Group ha contestato la validità di tali materiali. Uno dei video mostrati, secondo SITE, risalirebbe a dicembre 2024 e sarebbe stato prodotto da una piattaforma software per testare tecnologie di valutazione dei danni causati da tornado, non da droni FBI compromessi. Questo episodio segue un precedente caso a marzo, quando Handala aveva dichiarato di aver violato l’account di posta elettronica del direttore dell’FBI, Kash Patel, diffondendo fotografie personali e altro materiale sensibile. In risposta, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha offerto fino a 10 milioni di dollari per informazioni utili all’identificazione dei membri del gruppo.
Implicazioni per la sicurezza e contesto geopolitico
La minaccia arriva in un momento di crescenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran, con il Dipartimento di Giustizia che aveva già segnalato il rischio di attacchi informatici da parte di soggetti iraniani. La rivendicazione di Handala mette in luce la crescente sofisticazione degli attacchi cibernetici e solleva interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture di sorveglianza federali e sull’efficacia delle misure adottate in occasione di eventi di portata globale come la Coppa del Mondo. Se confermate, le affermazioni di Handala rappresenterebbero una minaccia senza precedenti alla sicurezza degli eventi sportivi internazionali, evidenziando vulnerabilità nei sistemi di sorveglianza e nell’ambito del contraterrorismo cibernetico. Al tempo stesso, le contestazioni sull’autenticità delle prove pubblicate richiedono un’attenta verifica da parte delle autorità competenti, mantenendo alta la tensione in vista delle partite.
