Il disegno di legge delega sul nucleare ha superato la Camera ed è ora all’esame del Senato, con l’obiettivo di chiudere il suo iter parlamentare prima della pausa estiva. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della cerimonia di consegna a Torino del PoliTO Foresight and Innovation Internazionel Award a Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea. “Mi auguro che il disegno di legge delega sul nucleare, passato ora al Senato, chiuda il suo percorso in Parlamento prima della pausa estiva”, ha dichiarato il ministro, sottolineando l’urgenza di definire le basi normative per un ritorno del nucleare in Italia.
La fase attuativa e le condizioni giuridiche
Pichetto Fratin ha poi precisato che, una volta approvata la legge delega, sarà necessario procedere con i decreti attuativi. “Poi naturalmente dovranno esserci i attuativi – ha aggiunto – Questo significa creare le condizioni giuridiche perché in Italia si possa, a partire dal prossimo decennio, ripartire con la produzione di energia nucleare”,ha spiegato il ministro, evidenziando come la misura non sia immediata ma si collochi in un orizzonte decennale. L’approvazione dei decreti attuativi rappresenterà quindi il passo fondamentale per rendere concreto il progetto di riavvio della produzione di energia nucleare, definendone i criteri operativi, i requisiti di sicurezza e le modalità di integrazione con il sistema energetico nazionale.
Nucleare e rinnovabili: una convivenza possibile
Il ministro ha chiarito che il ritorno al nucleare non intende sostituire le energie rinnovabili, ma affiancarle in maniera strategica. “Questo significa creare le condizioni giuridiche perché in Italia si possa, a partire dal prossimo decennio, ripartire con la produzione di energia nucleare, che non è alternativa alle rinnovabili, ma integrativa”, ha dichiarato. Secondo Pichetto Fratin, la produzione di energia nucleare rappresenta una soluzione per garantire un approvvigionamento energetico stabile, ridurre la dipendenza da fonti estere e contenere i costi dell’energia per cittadini e imprese. “È una condizione che permette di avere l’energia per tutti ad un prezzo inferiore”, ha sottolineato, evidenziando l’impatto economico positivo della misura.
Verso un nuovo corso energetico
L’iniziativa del governo si inserisce in un contesto europeo che vede il nucleare come parte integrante della transizione energetica, soprattutto alla luce degli obiettivi di decarbonizzazione e della necessità di sicurezza energetica. Il percorso legislativo italiano appare quindi deciso a creare le basi normative e operative per il rilancio del nucleare, integrandolo con le fonti rinnovabili e con le strategie di efficienza energetica. Con il disegno di legge delega al Senato e i successivi attuativi, l’Italia si prepara così a un nuovo capitolo nel settore energetico, segnando una possibile svolta nel mix produttivo nazionale e nella politica energetica del prossimo decennio.
