L’affascinante e caldo periodo che circonda esattamente il tanto atteso momento del Solstizio d’Estate offre la preziosa e rara opportunità di osservare direttamente uno dei fenomeni ottici più rari, elusivi e visivamente affascinanti, debolmente visibile esclusivamente nel buio cielo crepuscolare e profondo notturno. Alzando lo sguardo attento e paziente verso le fredde direzioni del Nord o più precisamente verso Nord/Ovest subito dopo il calare profondo dell’oscurità serale, quando le stelle iniziano a bucare il cielo, è talvolta possibile scorgere delle delicatissime, intricate e sottili formazioni nuvolose luminescenti che brillano intensamente di una fioca ma persistente luce azzurra, argentea, stagliandosi contro il nero inchiostro del firmamento. Queste misteriose, eteree e spettacolari strutture prendono l’evocativo nome di nubi nottilucenti e si formano eccezionalmente a una quota altissima e irraggiungibile per gli aerei commerciali, a circa 80 km di altitudine, nella gelida, ostile e remota regione atmosferica della mesosfera. Per poter nascere ed evolversi, queste nuvole di altissima quota hanno bisogno di registrare temperature atmosferiche localmente basse, le quali in quella zona specifica scendono verticalmente e facilmente fino a misurare i -120°C, e di incontrare microscopici e diffusi detriti meteorici provenienti dall’esterno attorno ai quali i microscopici e fragili cristalli di ghiaccio possono infine aggregarsi fluttuando sospensione. Paradossalmente, in contrasto con il buon senso comune, questa remota e irraggiungibile porzione di cielo terrestre raggiunge le sue temperature minime più fredde in assoluto proprio nel cuore della calda estate boreale, attivando la magia visiva.
Il ghiaccio mesosferico illuminato a giorno dal Sole nascosto
La visibilità straordinaria e ipnotica di queste rarefatte e freddissime nubi è strettamente legata alla peculiare e perfetta geometria ottica offerta generosamente dal periodo del Solstizio. Poiché queste effimere strutture ghiacciate si trovano sospese a un’altitudine talmente estrema, elevata e inusuale rispetto alle normali e spesse nuvole meteorologiche che portano la pioggia, riescono a intercettare fisicamente i potenti e lontani raggi luminosi del Sole anche quando questo infuocato disco stellare si trova ormai già abbondantemente e profondamente sprofondato sotto l’oscura linea dell’orizzonte visivo per un normale osservatore posizionato al suolo. I milioni di microscopici cristalli di ghiaccio perennemente in sospensione atmosferica agiscono collettivamente e simultaneamente come innumerevoli e minuscoli specchi fluttuanti, riflettendo con grande efficienza la luce solare e convogliandola verso l’oscurità totale della buia notte terrestre sottostante, creando un delicato riverbero incantevole.
Un prezioso indicatore climatico sotto la severa lente degli scienziati
Fino a pochissimo tempo fa nella storia recente le magnifiche e fredde nubi nottilucenti erano storicamente confinate e quasi esclusivamente osservabili alle altissime e remote latitudini geografiche, in stretta e gelida prossimità del remoto circolo polare e inoltrandosi maggiormente a Nord verso i ghiacci perenni. Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni, gli avanzatissimi e sensibili network internazionali di osservazione atmosferica notturna hanno registrato in modo inequivocabile e con estrema e chirurgica precisione un continuo e costante aumento della loro frequenza di apparizione e una massiccia, inaspettata espansione della loro visibilità aerea verso latitudini geografiche decisamente molto più meridionali e temperate, raggiungendo talvolta clamorosamente gli ignari cieli serali del caldo Sud della vecchia Europa o solcando ad alta quota gli estesi territori degli Stati Uniti centrali. Questo rapido incremento di apparizioni nuvolose luminose potrebbe essere strettamente, chimicamente e direttamente legato ai profondi e irreversibili cambiamenti in corso oggi nella complessa composizione chimica dell’alta e vulnerabile atmosfera del nostro pianeta. Il forte aumento del gas metano inquinante rilasciato abbondantemente dalle pesanti attività umane terrestri produce, attraverso complesse e invisibili reazioni chimiche distruttive ad alta quota, una maggiore e anomala quantità di vapore acqueo residuo proprio all’interno della mesosfera, favorendo e alimentando artificialmente la grande e innaturale creazione di questi bellissimi cristalli di ghiaccio anche a temperature lievemente meno estreme.
Di conseguenza, questo affascinante e spettacolare fenomeno luminoso notturno non rappresenta più una semplice curiosità estetica o fotografica, ma offre un preziosissimo indicatore visivo delle complesse dinamiche che collegano il nostro delicato e vulnerabile ambiente naturale terrestre al grande, infinito e silenzioso vuoto del Sistema Solare.
