Le tempeste primaverili che attraversano il Nord Atlantico e raggiungono il Nord Europa stanno diventando sempre più frequenti e persistenti a causa del cambiamento climatico e della riduzione del ghiaccio marino artico. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Goteborg, pubblicato sul Journal of Geophysical Research Atmospheres, che analizza l’evoluzione delle perturbazioni nell’emisfero nord dal 1940 al 2024. La ricerca mostra che le tempeste primaverili sul Nord Atlantico oggi percorrono distanze maggiori e riescono più spesso a raggiungere la Scandinavia, mentre in passato tendevano a esaurirsi più facilmente sulle Isole Britanniche.
Secondo gli autori, eventi intensi come la tempesta Dave, che ha colpito il Nord Europa durante il weekend di Pasqua, stanno diventando meno eccezionali rispetto al passato. “Una delle cause potrebbe essere la diminuzione del ghiaccio marino artico“, spiega Zhi-Bo Li, climatologo dell’Università di Goteborg e autore principale dello studio. “Le superfici oceaniche libere dal ghiaccio rilasciano più calore e umidità nell’atmosfera e questo favorisce la formazione di tempeste e nuovi percorsi ciclonici nelle regioni artiche“.
Lo studio
I ricercatori hanno utilizzato dati meteorologici storici raccolti negli ultimi 84 anni per ricostruire l’evoluzione delle tempeste extratropicali e artiche nelle diverse stagioni. La maggior parte delle ricerche precedenti si era concentrata soprattutto sui cambiamenti delle tempeste invernali ed estive. Il nuovo studio analizza invece le stagioni di transizione, primavera e autunno, considerate finora molto meno studiate.
I risultati mostrano che le variazioni non sono uniformi ma dipendono dalla regione geografica e dal periodo dell’anno. Nell’Artico, a nord del 65° parallelo, le tempeste primaverili stanno diventando più intense, durature e capaci di percorrere distanze maggiori. Nel Nord Atlantico, aumenta soprattutto il numero di tempeste che si formano in primavera, mentre nel Pacifico settentrionale sono le tempeste autunnali a diventare più persistenti e potenti.
Modifiche alla circolazione atmosferica dell’emisfero nord
Secondo gli autori, la trasformazione del sistema climatico artico sta modificando profondamente la circolazione atmosferica dell’emisfero nord. “La nostra ricerca colma una lacuna importante nella comprensione del comportamento delle tempeste durante il passaggio tra inverno ed estate“, osserva Li. “Si tratta di cambiamenti significativi che finora erano stati in gran parte trascurati”.
Gli studiosi sottolineano che comprendere queste trasformazioni sarà fondamentale per migliorare le previsioni meteorologiche e sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. L’aumento delle tempeste primaverili potrebbe infatti avere conseguenze rilevanti su infrastrutture, trasporti, agricoltura ed ecosistemi, soprattutto nelle regioni settentrionali europee maggiormente esposte agli eventi meteorologici estremi. Secondo il lavoro pubblicato, il progressivo scioglimento del ghiaccio artico non influenza soltanto le temperature globali ma modifica direttamente anche la dinamica delle perturbazioni atmosferiche che interessano Europa, Nord America e Oceano Artico. Per i ricercatori, le tempeste rappresentano quindi uno degli indicatori più evidenti delle profonde trasformazioni in corso nel sistema climatico terrestre.
