Sono già oltre 500 gli incendi divampati in Sardegna da inizio anno, per una campagna che nell’isola entra nel vivo e si preannuncia “abbastanza impegnativa“. A tracciare un primo bilancio è il comandante del Corpo forestale, Gianluca Cocco, parlando con i cronisti a margine di un’audizione questo pomeriggio in Commissione Ambiente. “Registriamo numerosi incendi soprattutto nel Cagliaritano – spiega Cocco – e su terreni agricoli incolti. Non parliamo dunque di roghi di tipo boschivo, tant’è che la media per ora è inferiore a quella degli ultimi dieci anni”.
Anche nella lotta agli incendi, pesa in Sardegna il fenomeno dello spopolamento: “c’è un problema di abbandono delle campagne – sottolinea il comandante -. Naturalmente più le campagne sono curate e le persone ci lavorano, e più si riesce a prevenire. Proprio perché la cura del territorio è la migliore prevenzione possibile”.
La flotta aerea a disposizione
Per quanto riguarda invece la flotta aerea a disposizione, “il primo Canadair è stato schierato ieri a Olbia – fa sapere Cocco – e i prossimi due arriveranno il primo luglio. Ci sarà un funzionamento a ‘fisarmonica’, cioè inizierà un primo Canadair, per arrivare a tre. Tra luglio e agosto avremo tutta la dotazione operativa, statale e regionale, per chiudere tendenzialmente intorno al 15 di ottobre“. I Canadair, conferma Cocco, saranno tutti di base ad Olbia: “ci è arrivata questa informativa anche per il 2026. Credo sia un tema logistico, anche comprensibile, perché immagino che sia più difficile dislocarli in basi diverse, perché poi i piloti devono ruotare. C’è proprio un’economia di scala di cui tener conto”.
Certo, aggiunge, “il Canadair impiega un po’ di tempo in più se c’è un rogo nel sud dell’isola, però noi abbiamo una flotta regionale che inizialmente è in grado di intervenire in pochissimi minuti, al massimo 15. Dopo che il direttore dell’operazione di spegnimento arriva sul posto e decide che serve un mezzo aereo, l’elicottero decolla in tempi molto veloci. E i nostri elicotteri sono capillari e diffusi in tutta la regione”.
Le sanzioni per chi appicca gli incendi
Dal comandante anche un passaggio sulle sanzioni per chi appicca roghi, tema del disegno di legge al centro dei lavori di oggi della Commissione: “stiamo facendo un ragionamento su questo – spiega -. La legge statale prevede sanzioni molto pesanti per gli inneschi degli incendi: quelle certamente resteranno, ma una delle proposte è di ‘graduarle’ per chi fa mancata prevenzione“. In questi casi, sottolinea Cocco, non si applicheranno le sanzioni, che possono arrivare fino a 50.000 euro, per chi colposamente o dolosamente causa un incendio, “ma potranno essere di cifre minori, in maniera tale da poter essere applicate costantemente e continuamente”.
