Roma segna oggi un passo storico nei rapporti tra Italia e Corea del Sud. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Villa Pamphili il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, elevando le relazioni tra i due Paesi al livello di Partenariato Strategico Speciale. L’incontro ha sancito la firma del Piano d’Azione 2026-2030, volto a intensificare la collaborazione bilaterale in ambito politico, economico, scientifico-tecnologico, culturale e nel campo della sicurezza e difesa. “La Corea del Sud rappresenta per l’Italia un partner storico e di primaria importanza nell’Indo-Pacifico. Con questa intesa intendiamo consolidare le nostre relazioni economiche e industriali, favorendo nuove opportunità di investimento, innovazione e collaborazione tra le imprese dei due Paesi, con particolare attenzione ai settori ad alta tecnologia e alle filiere strategiche del futuro”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della firma del Memorandum of Understanding (MoU) con il viceministro sudcoreano delle PMI e delle Startup, Roh Yong-seok. L’accordo mira a rafforzare la collaborazione tra piccole e medie imprese e startup, favorendo lo scambio di buone pratiche regolatorie e individuando nuove sinergie nei mercati più promettenti.
Cooperazione industriale e settori strategici
L’incontro tra Meloni e Lee Jae Myung ha inoltre approfondito la collaborazione nel settore dei semiconduttori, delle batterie, delle materie prime critiche, delle energie rinnovabili, dell’automotive e della componentistica avanzata. L’Italia, terzo Paese Ue per esportazioni verso la Corea del Sud, ospita oltre 150 imprese coreane attive soprattutto nei settori tecnologici e della transizione verde, confermando il ruolo strategico del partenariato industriale tra i due Paesi. Il Piano d’Azione 2026-2030 prevede anche la cooperazione fra le rispettive forze armate, azioni congiunte nella lotta alla criminalità organizzata, e la collaborazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina e alla biotecnologia. L’accordo include la creazione di un comitato congiunto di coordinamento per settori ad alta tecnologia e filiere strategiche, con l’obiettivo di favorire sinergie industriali anche sui mercati terzi, incluso quello africano. Durante la cerimonia a Villa Pamphili, sono stati firmati quattro importanti accordi nei settori della cooperazione allo sviluppo, delle scienze e tecnologie avanzate, delle tecnologie dell’informazione e comunicazione, dell’economia sociale e delle micro, piccole e medie imprese.
Economia sociale e solidale: un nuovo asse bilaterale
Il Memorandum d’Intesa quinquennale firmato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e dal ministro dell’Interno e della Sicurezza della Corea del Sud, Yun Hojung, punta a promuovere un ecosistema condiviso di economia sociale e solidale (ESS). L’accordo prevede lo sviluppo di politiche e ricerche congiunte, lo scambio di buone pratiche e modelli innovativi, la cooperazione sulle politiche di finanza sociale, il rafforzamento delle capacità e dello scambio di personale, e la creazione di reti bilaterali e globali tra organizzazioni ESS.
Dialogo politico e cooperazione strategica
Il Piano d’Azione Strategico 2026-2030 conferma la volontà di Italia e Corea di mantenere un dialogo politico strutturato, con incontri bilaterali regolari, cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifica. Vengono affrontati temi di sicurezza, spazio, tecnologia, innovazione e diplomazia internazionale, con un focus sullo sviluppo di intelligenza artificiale etica e di soluzioni innovative per l’efficienza energetica dei data center. L’accordo si inserisce nel solco della storica collaborazione economica iniziata con l’Accordo di cooperazione del 1982 e rafforzata da ulteriori MoU negli anni successivi, consolidando la partnership tra Roma e Seoul. L’incontro odierno rappresenta dunque una svolta significativa, ponendo le basi per una cooperazione strategica globale tra Italia e Corea del Sud, con ambizioni che spaziano dall’innovazione tecnologica alla crescita economica sostenibile e alla stabilità regionale nell’Indo-Pacifico.
