L’appello di Bernabei (Enel Green Power): “Accelerare sulle rinnovabili per garantire l’indipendenza energetica dell’Italia”

Il manager traccia la rotta strategica nazionale tra lo sblocco di 150 gigawatt di progetti, l'efficienza della rete sulle bollette e il realismo sul ruolo di gas e nucleare

L’Italia si trova in un momento decisivo per la definizione delle proprie politiche di approvvigionamento, e al centro del dibattito ci sono le forti e articolate dichiarazioni di Salvatore Bernabei, direttore e ceo di Enel Green Power. Intervenendo a Manduria, in provincia di Taranto, durante l’edizione 2026 del Forum in Masseria – l’evento di rilievo organizzato da Bruno Vespa e Comin and Partners – il vertice dell’azienda ha delineato con chiarezza la mappa per il futuro industriale della nazione. Mettendo da parte ogni incertezza, il manager ha voluto scuotere il sistema paese ponendo l’accento sulle soluzioni immediate per raggiungere la sicurezza nazionale e la stabilità dei prezzi, indicando nella rimozione dei blocchi burocratici la vera chiave di volta per la transizione.

La strategia di Bernabei: sbloccare subito 150 gigawatt di energia pulita

Il fulcro del discorso del direttore di Enel Green Power ruota attorno alla necessità stringente di accelerare la produzione interna di energia pulita, un obiettivo che secondo il manager non può più essere rimandato a causa delle lungaggini amministrative. Per Bernabei la strada è già tracciata, ma richiede decisioni politiche e autorizzative immediate per liberare un potenziale enorme già pronto sulla carta. L’amministratore delegato ha infatti dichiarato testualmente: “L’Italia ha una strada chiara per rafforzare la propria indipendenza energetica: accelerare subito su rinnovabili e sistemi di storage. È una soluzione concreta e disponibile, che può ridurre la dipendenza dalle importazioni dall’estero e dare stabilità al sistema“.

Il volume degli investimenti privati e industriali frenati dalla burocrazia è imponente e potrebbe mutare l’assetto geopolitico ed economico del Paese in tempi brevissimi. Come evidenziato dallo stesso Bernabei, “Oggi nel Paese ci sono circa 150 gigawatt di progetti rinnovabili pronti a partire: un potenziale rilevante che può tradursi rapidamente in capacità installata, a condizione di velocizzare i processi autorizzativi“. Questa imponente crescita dei progetti rinnovabili deve però camminare di pari passo con la coesione sociale e il rispetto delle realtà locali, un presupposto che il manager ritiene fondamentale per evitare conflitti e creare valore duraturo. Bernabei ha infatti specificato che “È su questo che si gioca la partita, insieme a un’alleanza forte con i territori, fondata su dialogo, trasparenza e valore condiviso. In una regione come la Puglia, le rinnovabili possono generare sviluppo sostenibile, anche attraverso modelli virtuosi e diventare un esempio replicabile a livello nazionale“.

L’allarme sulle importazioni e il pragmatismo sull’utilizzo di gas e nucleare

Oltre alla spinta verso la sostenibilità, la riflessione del capo di Enel Green Power si concentra su un forte pragmatismo macroeconomico, mettendo in guardia i decisori politici rispetto ai rischi reali di un deficit di forniture se non si gestisce la transizione con assoluto realismo. Ricordando che l’Italia è ancora fortemente vulnerabile poiché costretta a importare il 20% dell’energia necessaria al proprio fabbisogno, il manager ha espresso parole nette sulla necessità di mantenere un mix energetico flessibile ed equilibrato nel breve e medio termine.

Salvatore Bernabei ha lanciato un monito preciso alla platea del forum, affermando senza giri di parole: “Il tema dell’energia – ha detto ancora ricordando che importiamo il 20% dell’energia – è che potremo non averla. Bisogna investire subito siu quello che è più facile a breve, Il gas ci servirà ancora per parecchio tempo. Anche quando avremo il nucleare ci servirà per il backup“. La programmazione per l’indipendenza energetica non può quindi basarsi su posizioni ideologiche, ma deve saper combinare la velocità di installazione delle fonti pulite con la stabilità e la sicurezza fornite dal gas e, in prospettiva futura, dalle nuove tecnologie nucleari come riserva strategica del sistema elettrico.

I costi al consumo: bollette italiane in linea con l’Europa grazie all’efficienza della rete

Un ulteriore e significativo passaggio dell’analisi di Bernabei riguarda la situazione economica di famiglie e imprese, offrendo un quadro dettagliato sulla competitività dei costi in Italia e sfatando i timori legati a un isolamento tariffario rispetto al resto del continente. Esaminando i bilanci energetici, emerge che la media europea nel 2025 per la spesa energetica mensile si è attestata a 57 euro, mentre in Italia il valore è stato di 59 euro, a fronte dei 73 euro pagati in Germania.

Nel commentare questi dati, il ceo di Enel Green Power ha spiegato che siamo pienamente allineati con l’Ue, un risultato straordinario che si realizza nonostante il costo della materia prima rimanga storicamente più elevato nel nostro Paese. Questo bilanciamento positivo è interamente dovuto alle eccellenti performance dell’infrastruttura di distribuzione nazionale, che attutisce l’impatto sui consumatori finali. Bernabei ha infine concluso chiarendo che questo scenario si concretizza proprio perché “abbiamo la rete energetica più efficiente e meno cara d’Europa. La parte nella bolletta della rete è la metà degli altri Paesi“. L’ottimizzazione della rete energetica rappresenta quindi il vero scudo a difesa della stabilità della bolletta energetica nazionale, in attesa che lo sblocco dei piani green riduca anche i costi di generazione.