Leonardo presenta il Transition plan 2026, una roadmap di investimenti pensata per rafforzare la competitività, l’efficienza operativa e la resilienza del Gruppo, consolidando al tempo stesso il percorso di transizione climatica. Il piano si inserisce nel quadro del piano industriale 2026-2030, che prevede circa 1,2 miliardi di euro di investimenti collegati agli obiettivi climatici. Il Transition plan 2026 rappresenta uno dei passaggi centrali della strategia di Leonardo per integrare crescita industriale, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. La roadmap definisce un percorso di trasformazione che accompagna il Gruppo nel rafforzamento della propria struttura operativa e nella gestione delle sfide legate alla transizione climatica.
Le previsioni
Nel quadro del piano industriale 2026-2030, Leonardo prevede circa 1,2 miliardi di euro di investimenti connessi agli obiettivi di transizione climatica. Si tratta di risorse destinate a sostenere interventi su competitività, efficienza e resilienza, con l’obiettivo di consolidare un modello industriale capace di coniugare performance economica e responsabilità ambientale. In parallelo, il 79% delle fonti di finanziamento di Leonardo risulta oggi collegato a parametri ESG attraverso strumenti dedicati. Questo dato conferma il ruolo crescente della finanza sostenibile all’interno della strategia del Gruppo e il legame tra obiettivi industriali, sostenibilità e governance.
I tre pilastri del Transition plan 2026: Ambition, Actions e Accountability
Il Transition plan 2026 si articola su tre pilastri: Ambition, Actions e Accountability. La struttura del piano comprende la strategia climatica, gli investimenti, la gestione delle risorse naturali e la circolarità, insieme a un approccio di just transition focalizzato su competenze, inclusione e persone. La transizione climatica viene quindi affrontata da Leonardo attraverso una visione integrata, che combina obiettivi ambientali, trasformazione industriale e gestione delle competenze. Il piano punta a rafforzare la capacità del Gruppo di agire su più dimensioni: dalla riduzione delle emissioni alla gestione delle risorse, fino alla valorizzazione del capitale umano. La transizione digitale costituisce un abilitatore trasversale del piano. Dati, tecnologie e competenze vengono integrati per supportare il raggiungimento degli obiettivi definiti, contribuendo alla trasformazione industriale, digitale e ambientale di Leonardo.
Emissioni, energia, acqua e rifiuti: i risultati ambientali di Leonardo
A fronte di una crescita dei ricavi del 41%, con baseline al 2019, Leonardo ha ridotto le emissioni dirette Scope I e Scope II MB, Market Based, del 44% rispetto alla baseline al 2020. Il dato evidenzia il percorso di riduzione dell’impatto ambientale del Gruppo in una fase di espansione dei ricavi. Il piano registra inoltre una riduzione del 32% degli acquisti di energia elettrica dalla rete esterna, del 23% dei prelievi idrici e del 22% dei rifiuti, con baseline al 2019. Questi risultati si inseriscono nel percorso di efficientamento e gestione sostenibile delle risorse previsto dalla strategia di Leonardo. L’insieme di questi indicatori conferma l’impegno del Gruppo nel collegare crescita, riduzione dell’impatto ambientale e maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse. Il Transition plan 2026 rafforza così il quadro delle azioni già avviate e ne consolida l’integrazione nella pianificazione industriale.
Capitale umano e competenze Stem a supporto della transizione
La capacità di execution del Transition plan 2026 è sostenuta anche dal capitale umano e dalle competenze tecnologiche del Gruppo. Il 64% della forza lavoro di Leonardo possiede qualifiche Stem, mentre oltre 37.000 dipendenti hanno partecipato nell’ultimo anno a programmi di formazione sulle tematiche di sostenibilità. Competenze tecniche, formazione e aggiornamento professionale rappresentano un fattore abilitante per sostenere la trasformazione industriale, digitale e ambientale di Leonardo. Il ruolo delle persone viene quindi integrato nel percorso di transizione, con un’attenzione specifica a competenze, inclusione e sviluppo. La presenza di una forza lavoro con una significativa componente Stem conferma il legame tra innovazione tecnologica e sostenibilità, due dimensioni centrali nella strategia del Gruppo.
Rischi climatici, supply chain e materie prime critiche
Il Transition plan 2026 rafforza anche l’approccio di Leonardo alla gestione dei rischi climatici, includendo la catena di fornitura. La gestione della supply chain assume un ruolo rilevante nella strategia del Gruppo, in particolare rispetto alla capacità di migliorare resilienza e continuità operativa. Il piano accelera inoltre le iniziative sulle materie prime critiche, anche attraverso il progetto Crm4Defence. Questo ambito si collega alla necessità di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità di gestione delle risorse strategiche per il settore industriale in cui opera Leonardo. La combinazione tra rischi climatici, catena di fornitura e materie prime critiche conferma l’impostazione del piano, orientata a integrare sostenibilità, resilienza e competitività industriale.
Leonardo leader ESG nel settore Aerospace, Defence & Security
Leonardo è stato recentemente confermato leader ESG negli indici Dow Jones Best-in-Class per il sedicesimo anno consecutivo. Il Gruppo ha ottenuto il punteggio più alto nel settore Aerospace, Defence & Security, AD&S. Il riconoscimento si inserisce nel percorso delineato dal Transition plan 2026 e conferma il posizionamento di Leonardo sui temi ESG. La continuità della presenza negli indici Dow Jones Best-in-Class evidenzia la rilevanza attribuita dal Gruppo alla sostenibilità, alla governance e alla gestione delle performance ambientali e sociali. Con il Transition plan 2026, Leonardo consolida quindi una traiettoria che unisce investimenti, transizione climatica, innovazione digitale, sviluppo delle competenze e rafforzamento della resilienza industriale.
