L’eredità del MOSE e il futuro dell’ingegneria: ad Anna Barin la prima borsa di studio in memoria di Alberto Scotti

Nella prestigiosa cornice di Palazzo Bo a Padova, la consegna del riconoscimento promosso da Technital segna un passaggio generazionale nel segno dell’innovazione scientifica e della responsabilità civile

Il MOSE si manifesta oggi al centro del dibattito pubblico e scientifico sotto una luce profondamente rinnovata, non soltanto come una straordinaria opera d’alta tecnologia e un baluardo ingegneristico d’eccellenza, ma come una vera e propria eredità intellettuale e professionale da trasmettere alle nuove generazioni. Nella storica cornice di Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova, si è celebrato un momento di straordinario valore simbolico e scientifico con la consegna della prima borsa di studio intitolata alla memoria di Alberto Scotti, insigne progettista e unanimemente considerato il “padre” di questa imponente infrastruttura, scomparso nel 2025. A ricevere questo prestigioso riconoscimento è stata Anna Barin, una giovane e brillante ingegnera dell’ateneo patavino, la quale è stata premiata proprio per una tesi di laurea magistrale interamente focalizzata sul complesso sistema di difesa della laguna veneziana.

La data dell’11 giugno 2026 sancisce così un momento di profonda continuità per la comunità scientifica, unendo le città di Padova e Verona in un unico filo conduttore che celebra il talento e il merito accademico. La notizia più rilevante per i lettori e per l’intera collettività risiede precisamente in questo passaggio di testimone, un evento che dimostra come le grandi competenze maturate nella realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese non rimangano isolate nel passato, ma diventino la base conoscitiva da cui i giovani professionisti partono per affrontare le complesse sfide ambientali e ingegneristiche del futuro.

Un passaggio generazionale nel segno delle grandi opere italiane

Il premio assegnato rappresenta in modo plastico un cruciale punto d’incontro e un ideale collegamento tra differenti generazioni professionali. Da un lato vi è il nucleo di esperti che ha ideato, calcolato e contribuito a tradurre in realtà una delle opere ingegneristiche più complesse, ardite e strategiche dell’intero territorio nazionale; dall’altro lato vi sono i giovani ricercatori e professionisti che oggi si trovano a misurarsi direttamente con le evoluzioni future e con la gestione di tali sistemi, traendo linfa vitale proprio dallo studio rigoroso e approfondito di quel modello.

L’iniziativa, nata con l’obiettivo di premiare il merito e la capacità di analisi scientifica, è stata interamente promossa e finanziata da Technital, la celebre azienda di ingegneria di cui lo stesso Alberto Scotti ha ricoperto per lungo tempo i ruoli di CEO e presidente. La solenne cerimonia di assegnazione ha avuto luogo nel corso del convegno intitolato “Le grandi opere dell’ingegneria italiana – Premio Alberto Scotti”, un appuntamento di alto profilo scientifico che è stato organizzato e promosso in primo luogo proprio da Technital. L’evento ha visto la fondamentale e sinergica collaborazione del Dipartimento ICEA dell’Università di Padova, della Fondazione Ingegneri Padova, dell’OICE e degli Ordini degli Ingegneri delle province di Padova e Verona, unendo le principali istituzioni accademiche e professionali del territorio in un tributo corale alla figura del progettista scomparso.

Il ricordo della famiglia e il valore civile della professione

Il valore profondo dell’eredità lasciata da Alberto Scotti non risiede soltanto nei calcoli strutturali o nelle imponenti barriere che proteggono Venezia, ma nell’etica lavorativa e nel rigore morale che hanno contraddistinto tutta la sua esistenza. Nel corso dell’evento, la famiglia del progettista ha voluto esprimere il proprio commosso ringraziamento per un’iniziativa che riflette perfettamente lo spirito dell’uomo e del professionista.

A dare voce a questo sentimento è stata la figlia, l’architetto Francesca Scotti, che a nome della famiglia ha rilasciato una dichiarazione densa di significato, che si riporta testualmente: «Mio padre non amava i riconoscimenti: il senso profondo del suo impegno stava nell’assumersi ogni giorno la responsabilità civile della sua professione, e nell’opera in sé — concreta, fatta per gli altri e per chi viene dopo. Crediamo che questa borsa di studio gli sarebbe piaciuta proprio per questo: non perché porta il suo nome, ma perché sostiene una giovane ingegnera che ha scelto di seguire la sua stessa professione e di studiare il MOSE. Ringraziamo Technital per aver scelto una forma di riconoscimento che gli somiglia molto bene»

L’impegno di Technital e la continuità del sapere ingegneristico

Il legame indissolubile tra la figura del progettista e la società di ingegneria che ha guidato per anni costituisce un patrimonio di competenze che continua a produrre effetti positivi sul tessuto formativo e professionale italiano. Investire sui giovani significa, in quest’ottica, garantire che il patrimonio accumulato non vada perduto ma continui a evolversi.

Sul significato profondo di questo investimento e sul ruolo centrale della formazione dei giovani talenti si è espresso in modo chiaro Zeno D’Agostino, attuale presidente di Technital, il quale ha voluto ricordare la figura del suo predecessore tracciando la rotta per il futuro dell’azienda e del settore attraverso questa dichiarazione testuale: «Alberto Scotti ha rappresentato una figura di riferimento non solo per Technital, ma per l’ingegneria nel suo complesso. Il suo contributo al MOSE è stato determinante e continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per chi si confronta con opere di questa complessità. C’è un valore particolarmente significativo nel faito che una grande opera progettata da Technital come il MOSE, frutto di competenze, visione e responsabilità, contribuisca oggi a sostenere il percorso di una giovane ingegnera. È un passaggio ideale tra generazioni, che restituisce continuità a un sapere che non si esaurisce nelle opere realizzate, ma si rinnova nelle persone che ne raccolgono l’eredità. Investire nelle nuove generazioni significa dare continuità a questo percorso, mettendo al centro competenza, rigore e capacità di innovare, per affrontare le sfide che attendono il nostro Paese nei primi anni»

La tesi vincitrice: un’analisi scientifica sulla sicurezza del MOSE

Entrando nel merito del lavoro accademico che ha meritato la vittoria, la borsa di studio, caratterizzata da un valore economico pari a 4.700 euro, è stata attribuita in virtù di una rigorosa attività di ricerca applicata e dedicata nello specifico all’analisi dettagliata del comportamento strutturale e geotecnico delle paratoie del sistema MOSE. Il minuzioso lavoro di ricerca condotto in prima persona da Anna Barin ha voluto approfondire in modo analitico l’evoluzione nel tempo delle strutture idrauliche, rivolgendo una particolare e specifica attenzione alla barriera posizionata presso la bocca di Lido, all’interno del canale di San Nicolò.

L’originalità e lo spessore scientifico dello studio risiedono nell’aver sviluppato e strutturato un puntuale confronto diretto fra i modelli geotecnici teorici di riferimento e i reali dati di monitoraggio raccolti sul campo nel corso del tempo. I risultati emersi dall’indagine scientifica condotta dall’ingegnera Barin hanno chiaramente evidenziato come il costante controllo e la profonda comprensione di questi complessi fenomeni fisici e geotecnici costituiscano un elemento assolutamente imprescindibile e fondamentale. Solo attraverso questa costante attività predittiva e di monitoraggio è infatti possibile garantire in modo continuativo, duraturo e costante nel tempo l’efficienza, la piena funzionalità, la massima sicurezza e la necessaria durabilità di un’infrastruttura complessa e articolata come il sistema di difesa della laguna veneziana.

Il convegno di Padova: innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale

La formale cerimonia di consegna del premio si è opportunamente e perfettamente inserita nel contesto di un’articolata e densa giornata di studi e di lavori scientifici interamente incentrata sulla comprensione del ruolo fondamentale e strategico che le grandi opere dell’ingegneria italiana rivestono all’interno della società contemporanea. Il convegno ha saputo dare vita a un fecondo e approfondito momento di dibattito e di confronto intellettuale che ha visto la partecipazione attiva e ravvicinata di illustri accademici, stimati professionisti del settore e autorevoli rappresentanti delle principali istituzioni. Al centro delle sessioni di discussione si sono imposti con forza i temi cruciali della progettazione infrastrutturale, della sostenibilità ambientale e dell’avanzamento tecnologico.

Una rilevante attenzione scientifica è stata inoltre specificamente dedicata alle tematiche connesse all’evoluzione contemporanea del volontariato tecnico e professionale, nonché al ruolo attivo e insostituibile che l’ingegneria moderna assume quotidianamente nella gestione, nel governo e nel controllo delle profonde trasformazioni territoriali. I relatori hanno evidenziato la stringente necessità di elaborare e implementare dei modelli progettuali innovativi e flessibili, che si dimostrino concretamente capaci di operare con successo e precisione all’interno di contesti territoriali complessi, fragili e soggetti a continui e repentini mutamenti climatici o morfologici.

Nel corso di tutti i qualificati interventi che si sono succeduti sul podio degli oratori, è emersa in modo netto e condiviso l’importanza vitale di operare una sintesi perfetta tra l’alto livello delle competenze tecniche specialistiche e il senso profondo della responsabilità sociale, riposizionando fermamente al centro dell’agire professionale la capacità intrinseca dell’ingegneria di offrire risposte concrete alle necessità quotidiane delle comunità e di determinare lo sviluppo sostenibile dell’intera nazione. In questo preciso scenario culturale, il profilo umano e scientifico di Alberto Scotti è stato richiamato alla memoria collettiva come l’esempio lampante di un ingegnere di straordinario valore, dotato della rara dote di saper coniugare un’ampia visione prospettica a un solido rigore tecnico, permettendo così la genesi di un’opera marittima che oggi si configura a tutti gli effetti come un indiscusso punto di riferimento a livello internazionale nel campo della protezione dei litorali costieri e nella gestione dei sistemi idraulici a elevata complessità.

Technital: oltre sessant’anni di eccellenza infrastrutturale nel mondo

La realtà industriale e professionale che ha supportato la nascita di questo premio e che continua a esportare l’eccellenza scientifica italiana nel mondo vanta una storia di assoluto rilievo. Fondata nell’anno 1964 e avente la propria sede principale nella città di Verona, Technital S.p.A. rappresenta una realtà imprenditoriale e una società di ingegneria di primissimo piano, attiva su scala globale e operante stabilmente nei mercati internazionali nell’ambito della pianificazione, della progettazione avanzata e delle attività di supervisione dei lavori per la realizzazione di grandi e complesse infrastrutture. L’azienda focalizza le proprie competenze specialistiche nei settori strategici dell’idraulica, della salvaguardia dell’ambiente, del sistema dei trasporti, delle reti infrastrutturali stradali e ferroviarie, non meno che nella realizzazione di imponenti opere marittime e portuali.

L’organizzazione può fare stabile affidamento su un organico di altissimo livello composto da oltre 400 professionisti stimati, tra i quali figurano ingegneri, tecnici qualificati e specialisti di varie discipline, potendo inoltre contare su una diffusa e capillare presenza operativa dislocata in moltissimi paesi esteri, con una serie di progetti strategici sviluppati con successo in decine di differenti contesti e scenari nazionali e internazionali. Grazie all’adozione sistematica di un rigoroso approccio di stampo multidisciplinare e forte di una solida e comprovata esperienza professionale accumulata nel corso di oltre sessant’anni di ininterrotta attività nel settore, la società affianca costantemente e con successo i primari enti pubblici e i più rilevanti committenti istituzionali guidandoli nella delicata esecuzione di interventi strutturali e strategici pensati per l’incremento della sicurezza dei territori, il potenziamento della resilienza delle reti infrastrutturali e la concreta tutela della sicurezza delle comunità umane.