Un comparto che incide per oltre il 10% sul PIL nazionale, una filiera farmaceutica tra le più competitive in Europa e un ecosistema integrato che va dalla ricerca alla produzione, fino al trasferimento tecnologico, ai servizi regolatori e all’attrazione di investimenti. È con questo profilo che l’Italia si presenta alla BIO International Convention 2026, uno dei principali appuntamenti globali delle biotecnologie e delle scienze della vita, in programma a San Diego dal 22 al 25 giugno.
La partecipazione italiana è coordinata da ICE–Agenzia, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Invitalia e del programma Invest in Italy.
Il Padiglione nazionale riunisce un ampio spettro della filiera biotech e farmaceutica italiana: imprese del settore, incluse realtà attive come CRO (Contract Research Organization) e CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization), società di servizi specializzati, operatori della proprietà intellettuale, oltre a cluster regionali, parchi scientifici e agenzie territoriali per l’attrazione di investimenti. Una rappresentazione articolata di un sistema che integra tecnologie per lo sviluppo dei farmaci, modelli predittivi, applicazioni di intelligenza artificiale, packaging farmaceutico e servizi legali e regolatori.
La BIO International Convention si conferma il principale hub mondiale del biotech: 4 giorni di incontri tra imprese, investitori, istituzioni e policy maker dell’intera filiera biopharma. L’edizione 2026 attende oltre 20mila partecipanti da più di 76 Paesi, con oltre 1500 espositori, circa 150 conferenze e più di 600 speaker, su 18 aree tematiche che spaziano dall’IA alla digital health, fino alle bioterapie di nuova generazione e al business development.
In apertura della manifestazione, il 22 giugno, è previsto a San Diego un evento del Montalcini Global Biotech Tour e della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, organizzato con il Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. L’iniziativa, dedicata alla valorizzazione dell’eccellenza italiana nelle life sciences, riunirà aziende biotech, istituzioni scientifiche, cluster dell’innovazione e investitori italiani e statunitensi.
Dopo le tappe del 2025 a San Francisco, Doha, Basilea, Boston e Vienna, il tour approda a San Diego con una tavola rotonda moderata da Clarissa Ceruti (ISSNAF). Interverranno Marco Pravetoni, Luca Scaccabarozzi, Alba Grifoni e Nicola Torre. In apertura sono previsti gli interventi di Raffaella Valentini, Francesca Mauri, oltre agli assessori della Regione Lombardia Guido Guidesi e Guido Bertolaso.
Nel quadro della più ampia strategia di promozione del Made in Italy e del rafforzamento delle relazioni commerciali internazionali, la BIO International Convention 2026 è stata inoltre inclusa tra le iniziative chiave di OpportunItaly, il programma di accelerazione del business promosso da ICE Agenzia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo è favorire l’incontro tra buyer, distributori e operatori esteri con il know-how italiano, attraverso una piattaforma dedicata allo sviluppo di nuove connessioni commerciali nel sistema delle scienze della vita.
I numeri del comparto in Italia
Il comparto delle scienze della vita vale oltre il 10% del PIL nazionale. Per l’Italia si tratta di un settore di importante competitività internazionale: l’Italia è prima nell’Unione Europea per valore della manifattura farmaceutica CDMO, con una quota pari al 24% del totale, ed è prima in Europa e seconda al mondo per produttività brevettuale, ovvero il rapporto tra domande di brevetto depositate e brevetti effettivamente concessi dall’organo internazionale di riferimento – nel caso dell’Italia l’Ufficio Europeo dei Brevetti.
Un’eccellenza riconosciuta anche dal mercato internazionale. Negli ultimi cinque anni, le esportazioni italiane nell’ambito delle scienze della vita sono cresciute del 60%, raggiungendo i 52 miliardi di euro annui. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per il pharma italiano. Nel 2025 le esportazioni italiane oltreoceano in questo segmento hanno toccato i 15,7 miliardi di euro, con una crescita del 54% rispetto al 2024. Le esportazioni biotech, sempre verso gli USA, hanno raggiunto quota 3,2 miliardi. Questo settore rappresenta peraltro la principale componente delle esportazioni italiane hi-tech verso gli Stati Uniti, con una quota pari al 36,8%.
Il padiglione italiano a BIO 2026
Le realtà italiane presenti a San Diego portano una rappresentazione ampia della filiera nazionale delle life sciences. Si va dalla ricerca preclinica e dalla drug discovery ai modelli organ-on-a-chip per test farmacologici più predittivi, dalle piattaforme di simulazione in silico, digital twin e AI per accelerare lo sviluppo dei farmaci ai sistemi di decision making assistiti dall’intelligenza artificiale. A queste soluzioni si affiancano competenze nella produzione di soluzioni biotecnologiche avanzate – tra cui vaccini genetici, immunoterapie oncologiche e innovazioni per la medicina personalizzata – ma anche nei servizi regolatori e di market access verso l’Europa.
Il fronte dei servizi e delle infrastrutture industriali è presidiato da realtà attive nella distribuzione internazionale di farmaci innovativi, nella gestione di programmi di clinical trial, nel packaging, ma anche nella tutela della proprietà intellettuale e nell’assistenza legale specializzata per operazioni corporate, rapporti con la pubblica amministrazione, contrattualistica e procedure pubbliche nel settore medicale e farmaceutico.
Le aziende espositrici all’interno del padiglione italiano a BIO 2026 sono Accelera (Nerviano, MI), BiomimX (Milano), Butterfly Decisions (Salerno), Euromed Pharma (Napoli), Fondazione Ri.MED (Palermo), InSilicoTrials (Trieste), IRBM (Pomezia, RM), Masotti Cassella (Milano), Menarini Biotech (Pomezia, RM), Regulatory Pharma Net – RPN (Pisa), Società Italiana Brevetti (Roma), Soffieria Bertolini (Candiolo, TO) e Takis (Roma).
Accanto a loro trovano spazio anche cluster regionali, parchi scientifici, enti di ricerca e agenzie di attrazione investimenti raccontano la forza degli ecosistemi territoriali italiani: dalle reti dedicate alla medicina di precisione ai programmi di trasferimento tecnologico, dagli strumenti per l’insediamento di imprese estere ai servizi di supporto per startup, ricerca e sviluppo, business development e collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca, industria e istituzioni. Sono il Life Sciences Cluster Friuli-Venezia Giulia–Polo Tecnologico Alto Adriatico, Invest in Lombardy, YesMilano Business & Convention Bureau, BION–Cluster lombardo scienze della vita, Bioindustry Park Silvano Fumero (bioPmed–Piemonte Healthcare Cluster), Fondazione HEAL Italia e Invest in Trentino.
